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lunedì 28 gennaio 2019

Il risotto di MTC S-COOL



Come sapete siamo a scuola, all'MTC S-COOL, siamo di nuovo a studiare per approfondire le basi della cucina.
Questo mese ci dedichiamo ai risotti con insegnanti d'eccezione come Giuliana e Greta.
Basic e per questo difficilissimo.
Fatto questo si ci poteva produrre in una versione creativa del risotto allo zafferano.
Quanti risotti abbiamo preparato, condiviso, analizzato nella nostra scuola virtuale!
Alla fine eccoci con la ricetta del più perfetto risotto che ci sia, quello delle nostre maestre, i nostri compiti a casa.
Spero di aver fatto bene, il tempo è sempre quello che è ma ad occhio potrebbe andare, altrimenti maestre rimedio, recupero, a casa mia sono tutti d'accordo, si presterebbero.
La mia versione creativa ve la consiglio, ho attinto in praticamente da tutti i corsi di cucina che ho fatto quest'anno, un po' qui, un po' lì, è uscita la ricetta che è da provare.

Il risotto alla parmigiana di Giuliana

Per 4 persone
400 g di riso Carnaroli
1 l circa di brodo di carne
50 g di parmigiano reggiano
1 piccola cipolla
70 g di burro freddissimo, più una noce
un bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente
poco sale

Tritate finemente a coltello la cipolla e preparate il soffritto mettendola a rosolare in una piccola padella con la noce di burro. Lasciatela cuocere mescolando e facendo attenzione che non brunisca. Tenete da parte.
Portate a ebollizione leggera il brodo.
In una larga casseruola, di rame o di alluminio anodizzato, a fuoco medio-alto, fondete 20 grammi del burro previsto. Quando inizia ad essere spumeggiante versate il riso nella pentola, mescolate continuamente fino a quando il riso “canterà” e diventerà opalescente, translucido.
Ora sfumate con il vino, mescolate fino a completa evaporazione dell’alcol poi iniziate la cottura aggiungendo poco brodo bollente per volta, continuando a mescolare.
A questo punto unite anche il soffritto preparato in precedenza e continuate così, aggiungendo brodo man mano che viene assorbito.
Assaggiate per controllare la cottura e modulare l’aggiunta di liquido, tenendo presente che il risotto dovrà riposare per essere mantecato e che comunque, per effetto del calore residuo, continuerà a cuocere. Una volta pronto spegnete il fuoco, spostate la casseruola dal fornello, regolate di sale e iniziate a mantecare aggiungendo il parmigiano reggiano grattugiato e il burro rimasto, freddissimo.
Mescolate con energia e allo stesso tempo scuotete la casseruola imprimendole un movimento avanti-indietro. Continuate fino a quando il riso sarà diventato cremoso e morbido.
Servite subito.



Sotto le querce
Risotto alla zucca e zafferano mantecato con burro alle castagne con funghi freschi e secchi e polvere di porcini

Per 4 persone

per il risotto
400 g di riso Carnaroli
200 g di zucca già pulita
1 l circa di brodo di verdura
zafferano
50 g di parmigiano reggiano
1 piccola cipolla
112 g di burro di castagne freddissimo
20 g di burro più una noce
un bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente
sale

per completare
200 g di funghi pioppini
aglio
olio extravergine
sale
pochissimo prezzemolo


100 g di funghi porcini
sale
olio

Tagliate a fettine sottilissime i funghi porcini. Sistemateli su una teglia protetta da carta forno, conditeli con sale e olio, poco, e lasciateli ad essiccare in forno con sportello leggermente aperto a 80° per circa 2 ore, anche meno, o di più, dipende dal forno, al termine devono risultare croccanti come delle chips.
Riducete in polvere parte dei funghi essiccati tritandoli in un mixer da cucina.
Preparate il burro di castagne amalgamando 125 g. di castagne cotte al forno a 220° per 20 – 25 minuti, raffreddate, sbucciate e tritate finemente a 100 g di burro morbido. Formate un panetto e trasferite in frigo.
Utilizzate il burro nelle dosi indicate, la restante parte troverà sicuramente un impiego adeguato.
Sistemate la zucca tagliata a cubetti su  foglio di carta forno, salate leggermente, chiudete a mò di cartoccio, cuocete in forno a 220° fino a che non risulterà tenera. Trasferite in un colino in modo che perda tutta l'acqua in eccesso, dipende dalla zucca.
Saltate velocemente in padella i funghi prataioli con aglio, olio e un odore di prezzemolo, salateli, mettete da parte.
Preparate il risotto
Tritate finemente a coltello la cipolla e preparate il soffritto mettendola a rosolare in una piccola padella con la noce di burro. Lasciatela cuocere mescolando e facendo attenzione che non brunisca. Tenete da parte.
Portate a ebollizione leggera il brodo, sciogliete lo zafferano nel brodo.
In una larga casseruola, di rame o di alluminio anodizzato, a fuoco medio-alto, fondete 20 grammi di burro. Quando inizia ad essere spumeggiante versate il riso nella pentola, mescolate continuamente fino a quando il riso “canterà” e diventerà opalescente, translucido.
Sfumate con il vino, mescolate fino a completa evaporazione dell’alcol poi iniziate la cottura aggiungendo poco brodo bollente per volta, continuando a mescolare.
A questo punto unite anche il soffritto preparato in precedenza continuate così, aggiungendo brodo man mano che viene assorbito.
Assaggiate per controllare la cottura e modulare l’aggiunta di liquido, tenendo presente che il risotto dovrà riposare per essere mantecato e che comunque, per effetto del calore residuo, continuerà a cuocere. A metà cottura unite i cubetti di zucca e continuate. Una volta pronto spegnete il fuoco, spostate la casseruola dal fornello, regolate di sale e iniziate a mantecare aggiungendo il parmigiano reggiano grattugiato e i 125 g di burro di castagne, freddissimo.
Mescolate con energia e allo stesso tempo scuotete la casseruola imprimendole un movimento avanti-indietro. Continuate fino a quando il riso sarà diventato cremoso e morbido.
Impiattate completando con i funghi saltati quelli essiccati e una spolverata di polvere di porcini.
Servite subito.

https://www.mtchallenge.it/2019/01/05/mtc-s-cool-il-risotto/

domenica 30 aprile 2017

La torta di riso massese


L'anno scorso ho conosciuto Laura Adani, una persona deliziosa, simpatica e accogliente, con Serena  siamo state sue ospiti a Massa Carrara per fare due chiacchiere indovinate su cosa ….
In una tiepida e tersa serata di primavera con Laura e suo marito siamo stati in giro per Massa dalle stradine del centro storico fino su, in cima alla Rocca, alla scoperta di angoli e scorci suggestivi senza dimenticare ovviamente di passare all'assaggio :-)
In un delizioso localino proprio nel centro storico, al termine di un menù a base di acciughine dall'aperitivo in su, abbiamo assaggiato la famosa torta di riso massese.
Vi ricordate la torta magica, un tormentone di qualche anno fa?
Arrivò dall'America, bellissima e scenografica nella sua semplicità, nel giro di pochi mesi tutti i blog ne furono pieni.
Anche il mio che continua a godere anno dopo anno, nel suo piccolissimo, di una dote di visualizzazioni proprio legate a quei quattro scatti terribilissimi che però inspiegabilmente a google sono piaciuti  per un po' :-)
Ma la torta magica era qui, l'avevamo sotto il naso e non ci abbiamo fatto caso, siamo andati a cercarla in America!
Una crostata alla crema, dalle pareti sottili sottili di riso ben tostato, quasi caramellato, che nasce dal nulla, da un composto liquidissimo, più magica di così!
Laura ci aveva parlato di una vecchia ricetta nel suo blog, buona buona, speciale, potevo non rifarla :-) potete non rifarla :-)
Dai che si inizia un tormentone :-)


1 litro di latte intero
100 g di riso
400 g di zucchero
10 uova
½ bacca di vaniglia
la buccia di un limone grattugiata
mezzo bicchiere di mix di liquori (Strega, alchermes, anice)

Cuocere in acqua bollente salata il riso, scolare a cottura, lasciare raffreddare.
Portare ad ebollizione il latte con la vaniglia, lasciare la vaniglia in infusione fino al raffreddamento.
In una ciotola sbattere, a mano, con la forchetta, leggermente le uova, non devono montare. Aggiungere lo zucchero, mescolare, unire il latte ormai a temperatura ambiente, la scorza grattugiata di limone, quindi i liquori. Mescolare bene. Per ultimo unire il riso ben scolato.
Versare il composto in uno stampo di circa 26 cm di diametro ben imburrato
Cuocere in forno statico già a temperatura a 180° per 1 ora coprendo con alluminio (sempre nel mio pazzo forno) se si scurisse troppo.



http://www.calendariodelciboitaliano.it/

giovedì 27 aprile 2017

Arroz con leche per il Club del 27


Il Club del 27 nasce dall'idea di recuperare lo spirito di condivisione che è alla base della nostra esperienza culinaria.

Che senso avrebbe cucinare una ricetta se prima non se ne parla, se ne discute, si cerca e si ci consiglia?
Perché sfornare un delizioso manicaretto se poi non si può riferire commentare e pubblicizzare cuoca e ricetta?
Vogliamo poi toglierci il piacere della critica? se la ricetta non è riuscita è certo colpa dell'amica che ce l'ha passata “quella no, non sa proprio cucinare” :-)
Ed è per questo che siamo qui, per una gratificazione, un commento, una critica e soprattutto un assaggio e non dobbiamo dimenticarlo altrimenti non avrebbero senso né tutto il nostro spignattamento né gli accessori che ci mettiamo vicino :-)
L'idea è di recuperare il tema del mese delle passate sfide di MTC, scegliere, discutere, condividere esperienze ricette e risultati, non solo in 27 ma tutto il mese, così come siamo, tra amiche appassionate di cucina.
Questo mese il tema è il riso, vi ricordate la sfida #41, collegato com'è alla sfida #65, il sartù.

L'immagine può contenere: 2 persone

Ne ho approfittato per aggiungere un'altra perla alla mia personalissima collezione di risolatte, l'arroz con leche di Simonetta Nepi che vi consiglio vivamente di provare e di assaggiare, per me (quasi) il paradiso in terra.
Tutte le ricette di questo mese sono qui io le ho viste in anteprima, non ne perdete nessuna, una più bella dell'altra!
Con la tessera n. 37 partecipo anche questo mese al Club del 27.

Proud to be a member
Alla prossima ….


1 ,5 lt di latte
150 g di riso originario
200 g di zucchero
mezzo baccello di vaniglia
cannella in polvere

In una capiente pentola mettere a bagno il riso per qualche ora nel latte lasciando in infusione anche la vaniglia.
Trasferire la pentola sui fornelli e cuocere fuoco lento fino a che il riso non risulti cotto. Unire lo zucchero e lasciare cuocere qualche altro minuto. 
L'arroz deve risultare cotto, spesso e cremoso.
Raffreddare, servire con una spolverata di cannella in polvere.




L'immagine può contenere: sMS

martedì 25 aprile 2017

Sartù di riso in bianco di Jeanne Caròla Francesconi per MTC n.65


Siamo alle solite, arrivo all'ultimo minuto alla stesura del post che dovrebbe essere il più ricco e competo del mese tanta è l'attenzione e la cura che realmente dedico all'MTChallenge, che non è solo una la sfida culinaria ma soprattutto la più grande, diffusa e competente scuola di cucina del web.
Non so che fare, chiedo venia, però mi sono impegnata nella ricetta, ho cucinato e imparato!
Poteva Marina, vincitrice con un'elegante e sontuosa terrina di MTC 64, non designare un altrettanto elegante e sontuoso trofeo alla nostra sfida, proponendo il Sartù, splendidamente realizzato, omaggio a Napoli, alla cucina dei Monsù, alle nostre tavole che si appropinquavano alla Pasqua e al nostro palato.
Qualche sartù in vita mia l'ho preparato, ma non più di tanto, e comunque non nella forma maestosa e superba della ricetta tradizionale, per cui mi sono messa all'opera partendo dalle basi ed ho voluto provare proprio la ricetta della Francesconi questa volta nella versione in bianco, trepidando fino all'ultimo per la sformatura ….

Con questo post partecipo alla sfida n. 65 di MTChallenge, il sartù.


Ingredienti per 6 persone

Per il riso
450 g. di riso
100 g di strutto o burro
abbondante prezzemolo tritato
9 dl di acqua
sale
pepe
100 g di parmigiano
2 uova

Per le polpettine
150 g. di carne macinata
50 g. di pane raffermo
1 uovo
1 cucchiaio da tavola di parmigiano
sale
pepe
prezzemolo
½ padella di olio per friggere

Per il ripieno
20 g di funghi porcini secchi
150 g di strutto o burro
1 pezzetto di cipolla tritata
75 g di prosciutto crudo
1 bicchiere di vino bianco
150 g di piselli sgusciati
2 cucchiaini da tè di passata di pomodoro
2 cucchiai da tavola rasi di farina
prezzemolo
150 g. di fiordilatte (mozzarella)
pepe

Lasciare asciugare la mozzarella in frigo almeno una notte. Tagliare a fettine.
Mettere i funghi freschi in acqua bollente ma a fuoco spento, per un'ora. Farli poi cuocere nella stessa acqua finché non diventeranno teneri quindi sgocciolarli conservando il brodo, tritarli.
Ammollare il pane in acqua fredda.
Impastare energicamente la carne tritata, il parmigiano, un pò di prezzemolo tritato, l'uovo, il pane energicamente strizzato, sale e pepe. Dall'impasto ricavare tante piccole polpettine, friggerle in olio ben caldo.
Soffriggere in 50 g di strutto (o burro) la cipolla con un po' di prosciutto a pezzetti, cuocere a fuoco lento finché la cipolla non sarà diventata bionda. Aggiungere il vino in due o tre riprese, lasciarlo evaporare, aggiungere i piselli e il concentrato, continuare la cottura a fuoco lento e, dopo un quarto d'ora unire la farina impastata con 75 g di burro. Dopo aver mescolato per un minuto allungare l'impasto con l'acqua dei funghi e, se occorre, con altra acqua bollente, sempre continuando a mescolare fino ad ottenere una salsa liscia. Aggiungere i funghi e fare cuocere ancora un quarto d'ora; 5 minuti prima spegnere il fuoco, aggiungere le polpettine. La salsa dobrà risultare piuttosto densa.
Mettere in una pentola il riso, l'acqua fredda, 100 g. Di strutto (o burro) sale e pepe, coprire e fare bollire esattamente 15 minuti, senza rigirare e senza scoprire. Al termine della cottura fare intiepidire il riso, aggiungere le uova sbattute, il prezzemolo tritato e il parmigiano, regolare di sale e mescolare bene.
Ungere di strutto (o burro) uno stampo di circa 20 cm di diametro e circa 15 di altezza, impanare col pangrattato, mettervi i tre quarti del riso facendolo bene aderire alle pareti e al fondo dello stampo e lasciando al centro un buco largo e profondo nel quale disporre nell'ordine: la metà delle fettine di mozzarella, la metà del prosciutto, tutto il ripieno con la sua salsa ristretta, poi di nuovo prosciutto e mozzarella. Ricoprire con il resto del riso, pareggiare e cospargere primo di pangrattato poi di 5 o 6 fiocchetti di strutto (o burro).
Cuocere in forno ventilato già a temperatura a 180° per circa un'ora fino a che il pangrattato non abbia preso un bel colore dorato.
Lasciare raffreddare il sartù per una decina di minuti, formarlo in un piatto tondo e servire.

Salsa vellutata ai funghi porcini delle Sorelle Simili

400 g di funghi porcini
50 g di burro
30 g di farina
600 g di brodo leggero

Tagliare i funghi a fettine sottili, rosolarli in burro e olio velocemente, salare, pepare, unire la farina setacciandola, farla insaporire un minuto, diluire con olio bollente. Lasciare bollire 8 – 10 minuti.


La ricetta del sartù è tratta da La cucina Napoletana in 300 ricette tradizionali, Jeanne Caròla Francesconi ed. Newton & Compton 2003

La ricetta della vellutata è tratta da Sfida al mattarello i segreti della sfoglia bolognese, Sorelle Simili, A, Vallardi editore, 2005

http://www.mtchallenge.it/2017/04/05/mtc-n-65-la-ricetta-della-sfida/

sabato 20 febbraio 2016

Pollo all'arancia e gamberoni in agrodolce per l'Abbecedario culinario mondiale



In famiglia siamo appassionati di cucina cinese, così, approfittando della tappa dell'Abbecedario, per allestire un bel pranzetto cinese,la tentazione era irresistibile :-) Ecco, dopo la zuppa come è continuato …
Con questo post partecipo all'Abbecedario culinario mondiale che, per la Cina è ospitato dal blog Un'arbanella di basilico.

Pollo all'arancia, jī yǔ chéngsè 鸡与橙色

300 g. di petto di pollo
1 radice di zenzero fresco
4 cipolline novelle
il succo di 1 arancia
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di aceto
1 cucchiaino di zucchero
sale
semi di sesamo
olio di arachidi

Tagliare il pollo a bocconcini piuttosto piccoli, passarli nella farina.
Affettare le cipolline e, separatamente, lo zenzero.
Scaldare l'olio nel wok, unire i bocconcini di pollo e friggerli fino quando saranno dorati. Toglierli con un mestolo forato, mettere da parte.
Buttare tutto l'olio meno un cucchiaio, scaldarlo, unire le cipolline, lasciarle insaporire dolcemente per qualche minuto, quindi unire il succo delle arance filtrato, lo zenzero, l'aceto, la salsa di soia, lo zucchero e un pizzico di sale.
Continuare la cottura ancora per qualche minuto fino a che la salsa sarà ristretta, unire i bocconcini di pollo, lasciare insaporire.
Spolverare con semi di sesamo e decorare cipolline a fettine.


Gamberoni in agrodolce, táng cù dà xiā 糖醋大虾

225 g. di gamberoni
1 albume
1 cucchiaio di farina
una cipollina tritata
2 fette di radice di zenzero
olio di arachidi

per la salsa
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di vino di riso (o sherry secco)
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di aceto
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di brodo di base per zuppe

Lavare e sgusciare i gamberoni.
Sbattere l'albume con la farina, immergervi i gamberi rigirandoli più volte.
Scaldare l'olio nel wok, unire i gamberi e friggerli fino quando saranno dorati.
Toglierli con un mestolo forato, mettere da parte.
Buttare tutto l'olio meno un cucchiaio, scaldarlo, aggiungere lo zenzero, la cipolla, lo zucchero. il vino, la salsa di soia e l'aceto, mescolare bene. Quando lo zucchero sarà sciolto rimettere i gamberoni nel recipiente e legare tutto con la farina sciolta nel brodo. Mescolare tutto e servire quando la salsa sarà densa.

Per accompagnare i due piatti

riso bollito, mǐfàn 米饭
250 g. di riso a grana lunga
4, 5 dl di acqua

Lavare bene il riso sotto l'acqua fredda, metterlo in una casseruola, aggiungere l'acqua, portare ad ebollizione. Mescolare spesso per evitare che il riso attacchi al fondo del recipiente. Abbassare la fiamma, coprire e lasciare cuocere per 15 minuti.
Spegnere il fuoco, lasciare riposare per 10 minuti quindi sgranare il riso con 2 forchette. Servire.

L'Abbecedario Culinario Mondiale!

Per la ricetta dei gamberoni e del riso da accompagnamento “La cucina cinese”, Edigramma, non è indicato l'autore.
Per il pollo all'arancia ho preso spunto qui.


domenica 7 febbraio 2016

Riso fagioli e verza



Ma lo sapevate che il riso viene da Napoli?
Io non lo sospettavo proprio, tanto è legato, almeno nell'immaginario, a risaie padane e mitici risotti …
Pensate che una delle prime risaie del  XV secolo si trovava qui, dove vivo, a Castellammare di Stabia, strani i percorsi della storia e della cucina :-)
Le prime piantine di riso, infatti, sono state portate state portate in Italia dagli Aragonesi, ovviamente a Napoli, dove è iniziata la coltivazione, ma non il feeling :-)
Infatti il riso a Napoli era per lo più usato come medicina, la Scuola Medica Salernitana, prescriveva il riso in bianco o il suo brodo come rimedio in caso di problemi intestinali, insomma tutt'al più uno “sciacquapanza”.
Forse questa associazione tra rimedio e malattia non ha favorito, almeno fino all'arrivo dei Monzù e ai trionfali sartù, il rapporto tra napoletani e riso.
Di fatto nella cucina napoletana le ricette tradizionali con il riso non sono tantissime, oltre al sartù, riso e zucca, riso e fagioli, riso e verza e poco altro, almeno che io ricordi :-)
Mia nonna che preparava spesso sia riso e fagioli che riso e verza, qualche volta li cucinava insieme, ne risultava una meraviglia!
Con questo post partecipo alla Settimana Nazionale dedicata, nel Calendario delCibo Italiano AIFB, al cavolo di cui è ambasciatrice TamaraGiorgetti, nella pagina dedicata del sito AIFB ricette, storia, approfondimenti.

250 g. di riso
200 g. di fagioli canari precedentemente ammollati e lessati
1/2 verza media
qualche pezzo di cotenna di prosciutto crudo
aglio
olio
sale

Lavare e mondare il cavolo, ridurre le foglie a striscioline eliminando la parte più dura e bianca.
Lavare e tagliuzzare grossolanamente la cotenna.
Soffriggere l'aglio in qualche giro di olio, unire la verza, coprire e lasciare dolcemente insaporire per qualche minuto, aggiungere i fagioli con un po' del loro sugo di cottura e la cotenna, salare, Cuocere coperto a fuoco medio per circa mezz'ora, la verza dovrà cuocersi ma non disfarsi.
Unire il riso e continuare la cottura aggiungendo se necessario acqua bollente. Regolare di sale.
Al termine la zuppa deve risultare piuttosto densa anche se ancora umida.

Le notizie sull'introduzione del riso in Italia sono qui, qui e qui.


domenica 27 settembre 2015

Arroz con cilantro y limon e pinchos de camaron per l'abbecedario culinario mondiale


 Eccoci ad un nuovo appuntamento con l'abbecedario culinario mondiale, l'allegra comitiva di fornelli itineranti è già da un po' in Ecuador alla scoperta di una cucina coloratissima, aromatica e, insospettabilmente, almeno per me, ricca e golosa.
Quante ricette, tutte coinvolgenti, intriganti e appetitose …. davvero l'imbarazzo della scelta dall'antipasto al dolce!
In tanta incertezza …. quasi perdevo la tappa :-)
Alla fine sono approdata anch'io in Ecuador con questo magnifico piatto unico, ideale per la stagione calda, completo e leggero, un tripudio di sapori, proprio difficile da dimenticare!
Con questo post partecipo all'abbecedario culinario mondiale che per l'Ecuador è ospitato dal blog Ricette di cultura.

Per il riso cotto
2 tazze di riso (io ho usato il ribe)
2 cucchiai di olio o burro
2 cucchiai di cipolle bianche tritate finemente
1 spicchio d'aglio,
2 ½ tazze di acqua, regolare sulla base di altitudine
Sale qb
Per il riso al coriandolo e lime:
6 tazze di riso cotto
1 mazzetto di coriandolo tritato
il succo di 1 o 2 lime (secondo i gusti)

In una pentola di medie dimensioni scaldare l'olio (o il burro) a fuoco medio – basso, aggiungere la cipolla tritata e l'aglio, lasciare cuocere per 2 – 3 minuti le cipolle dovranno essere trasparenti e morbide. Unire il riso crudo, mescolare fino a quando non sarà ben rivestito dall'olio quindi aggiungere l'acqua, salare e portare ad ebollizione, continuare la cottura a pentola scoperta. Quando l'acqua coprirà a malapena il riso, coprire con un coperchio e ridurre la temperatura.
Cuocere a fuoco lento per circa 20-25 minuti.
Il riso dovrà risultare completamente cotto, ma sodo e non appiccicoso.
Questo procedimento di cottura preserva la struttura e la consistenza del riso restituendolo straordinariamente sodo, quasi fosse “al dente”.
Lasciare raffreddare.
Mescolare il riso con il coriandolo e succo di lime, assaggiare e aggiustate di sale se necessario.

Pinchos de camaron
½ tazza di rum
1 kg. di gamberi
¼ di tazza di miele
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato

Lavare e sgusciare i gamberi, sistemarli sugli spiedini.
Mescolare il rum con il miele e lo zenzero, versare sugli spiedini.
Lasciare marinare per una o due ore girando gli spiedini di tanto in tanto.
Grigliare.

Le ricette sono prese qui e qui

L'Abbecedario Culinario Mondiale!

giovedì 21 maggio 2015

Mitarashi dango e onigiri per l'Abbecedario culinario mondiale



Delicate luccicanti perline addobbano la mia cucina, sono gioiellini? coloratissimi giochini? ..... ma no ... deliziosi dolcini.
Quasi un peccato mangiarli!
Eppure 花より団子, hana yori dango, piuttosto che fiori, dango, meglio la sostanza dell'apparenza, meglio dolcini che fiorellini, ma se la sostanza ha un apparenza cosi deliziosa anche i dolcini diventano fiorellini :-)
Siamo in Giappone, l'Abbecedario Culinario questo mese ci invita ad esplorare una cultura culinaria tanto distante dalla nostra quanto, o, forse, proprio per questo, intrigante e favolosa.
Un filo di ambrate perline nasconde un goloso dessert …
Uno spuntino è triangolare …
Certo ogni paese ha il suo street food ma così particolare e raffinato, mai visto!!!!
Con questo post partecipo all'Abbecedario Culinario Mondiale che per il Giappone è ospitato dal blog Nato Sotto il Cavolo.

Mitarashi dango (per la ricetta qui)

per i dango
100 g. di farina di riso
60 g. di acqua zuccherata (con 15 g. di zucchero)

per la salsa mitarashi
1 cucchiaio di salsa di soia
4 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di acqua
1 cucchiaio di amido di mais
1 cucchiaio di acqua

Sistemare la farina di riso in una ciotola, aggiungere poco alla volta l'acqua impastando fino ad ottenere un composto morbido e liscio.
Dividere in pezzi da circa 10 g., formare delle palline.
Portare a bollore abbondante acqua. Versare i dango nell'aqua bollente. Sono pronti quando vengono a galla. Scolarli con l'aiuto di una schiumarola. Lasciarli raffreddare in acqua fredda. Asciugarli.
Nel frattempo preparare la salsa.
In una ciotolina mescolare l'amido di mais con un cucchiaio di acqua.
In una pentolina unire la salsa di soia, lo zucchero e il cucchiaio di acqua, mescolare, lasciare sobbollire per qualche minuto, unire l'amido di mais sciolto, mescolare bene.
Cuocere i dango in una padella antiaderente scottandoli da ogni lato. Ancora caldi condirli con la salsa mitarashi.



Onigiri di Anna


 Per il riso cotto alla giapponese

100 g. di riso superfino arborio
150 ml. di acqua

100 g. di riso superfino arborio
150 ml. di acqua
1 cucchiaio di piselli
sale

100 g. di riso superfino arborio
150 ml. di acqua
1/2 fettina di salmone affumicato a pezzetti
sale

Preparare il riso per la cottura come indicato qui.
Sistemare il riso e l'acqua in tre pentole separate, in una solo riso bianco, nelle altre due ad una aggiungere un cucchiaio di piselli nell'altra del salmone a pezzetti, salare.
Cuocere il riso a fuoco basso con spargifiamma coperto, senza aprire ne girare mai, per 30 – 35 minuti, al termine dei minuti prescritti spegnere il fuoco e lasciare ancora il riso nella pentola coperta per qualche minuto in mantenimento.
Formare gli onigiri modellandoli con le mani bagnata di acqua leggermente salata.
Per la formatura mi sono aiutata con dei coppa pasta triangolari bagnati in acqua leggermente salata, ottenuta una iniziale forma triangolare,ho arrotondato e smussato gli onigiri con le mani bagnate. 

 

L'Abbecedario Culinario Mondiale!