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lunedì 16 ottobre 2023

Il mio pane ai frutti di bosco e cioccolato per WBD 2023

 


Quasi non fotografo più che me la rigiravo tra le mani quella reflex, il piacere è sempre lo stesso, come quello di affondare le mani, accarezzare, annusare, osservare con meraviglia ancora una volta il mistero del Pane.

Nell'esistenza dinamica e multisfaccettata che sto sperimentando ormai da parecchio ho ritagliato, ancora quest'anno, il tempo per la lentezza, l'attesa, per me.

Mi intrigavano i bellissimi pani che vedo nel profilo di Althea ed ho voluto replicarne qualcuno.

Questo che propongo oggi per  il World Bread Day 2023 è un pane semintegrale a lievitazione naturale arricchito di frutti di bosco e cioccolato fondente, ideale per gli appassionati di note acidule e fruttate, ottimo con i formaggi.

La ricetta davvero perfetta la trovate qui.

Ecco la mia interpretazione

Con questo post partecipo al World Bread Day 2023 e come ogni anno aggiungo idealmente il mio pane al cesto dei pani di Zorra.


Pane ai frutti di bosco e cioccolato fondente


500gr di farina tipo 1
100g di lievito madre maturo
350 gr di acqua
7 gr di sale


cioccolato fondente ridotto a pezzetti
frutti di bosco misti


Lasciate in autolisi l’acqua e farina per circa 2 ore.

Al termine, aggiungete il lievito madre e impastate nella planetaria, frusta a gancio fino ad incordatura (velocità 2 per 7- 8 minuti, poi velocità 3 per 2-3 minuti). Dividete l'impasto in due parti uguali che farete riposare coperti sulla spianatoia per circa 30 minuti, quindi laminateli (stendendo i due impasti sottilmente e poi sovrapponendoli) mettendo tra i due impasti il cioccolato fondente e i frutti di bosco.

Praticate due serie di pieghe a distanza di 40 minuti lasciando sempre l'impasto a riposare coperto.

Formate la pagnotta e fatela lievitare a temperatura ambiente coperta per circa 3 ore, praticate un taglio verticale sul pane, inumidite leggermente la sua superficie prima di infornare.

Cuocere in forno statico già a temperatura a 250 gradi per mezz’ora coperto, poi a 200 gradi per altri 30 minuti coprendolo se si scurisce troppo.




#wbd2023 #worldbreadday #worldbreadday2023  



domenica 16 ottobre 2022

Grissini stirati delle Sorelle Simili per il WBD 2022



Oggi è il WorldBread Day, la Giornata Mondiale del Pane, e come ogni anno, mi unisco all'invito di Zorra a sfornare qualcosa di fragrante accogliente e confortevole per tutti noi.

Si ritorna sempre dove si è stati bene.

Pubblico raramente su questo blog ma continuo a cucinare per chi amo e fotografare quando posso principalmente per passione.

Spero di riprendere quando sarà il momento e solo per genuina condivisione come un tempo.

Oggi sono qua per un impegno.

È la giornata mondiale del pane.

Ricordate i primi anni dei blog, i contest semplici e sinceri, la voglia di partecipare, di esserci per dare, condividere, leggere, rifare e assaggiare.

Prima che vedessimo quello che poi è stato.

Ho imparato a impastare dalle Sorelle Simili seguendo il blog di Cinzia senza mai essere stata a un loro corso e averle conosciute.

Le ho apprezzate senza conoscerle attraverso i loro libri da cui ho preparato quasi tutte le ricette sempre riuscitissime e con quel tocco in più, che non so dire, che rende uniche le loro preparazioni.

Giudiziosa assennatezza, saper fare, modesta maestria, non saprei, so che sono uniche, piccoli gioielli di ogni giorno.

Da Cinzia ho conosciuto Zorra e il WBD, il piacere di celebrare e condividere la base primigenia della nutrizione ricordando la semplicità delle origini della cucina. 

Con questo post, rispondendo all'invito di Zorra partecipo al World Bread Day 2022.

500 g farina

250/280 acqua

15 g lievito di birra fresco

1 cucchiaino raso di sale

50g olio extravergine di oliva

1 cucchiaino raso malto d'orzo

semola di grano duro o fioretto per spolverare i grissini

olio extravergine di oliva


Procedimento

Setacciare la farina su un piano da lavoro, fare la fontana , aggiungere l’acqua in cui si è sciolto il lievito di birra, il malto, l’olio e mescolare, prendere un pò di farina dal bordo e iniziare a impastare. Aggiungere il sale, la farina restante e impastare bene.

Trasferire in una ciotola, coprire e lasciar lievitare fino al raddoppio.

Ribaltare l’impasto sul piano da lavoro, appiattirlo delicatamente senza sgonfiarlo e con una spatola ricavarne dei tronchetti.

Rotolare e contemporaneamente allungare la pasta spolverando con della farina di semola, facendo attenzione a non lavorarla eccessivamente.

Trasferire nella teglia rivestita di carta da forno.

Infornare a 200° e cuocere per 10 minuti, fino ad ottenere una doratura uniforme.

Togliere dalla teglia e lasciar raffreddare completamente. Riporre in un contenitore a

chiusura ermetica.

Ho aromatizzato i miei grissini con del rosmarino tritato finemente aggiunto alla farina dell'impasto.



sabato 16 ottobre 2021

Il cafoncello per WBD2021



Oggi è la Giornata Mondiale del Pane, WBD 2021, come ogni anno partecipo alla raccolta promossa da Zorra aggiungendo il mio pane, cotto per l'occasione, all'ideale cesto dei pani del mondo che si va formando nel  blog konchopf che troverete on line sul sito da fine ottobre.
Io ho preparato quello che dalle mie parti è definito "cafoncello" un pane molto idratato, dall'alveolatura spiccata, morbido internamente e croccante fuori che si presta ottimamente all'accompagnamento di formaggi e salumi e va a meraviglia con intingoli e salsine. Per la realizzazione ho utilizzato la ricetta del pane senza impasto di Jim Lahley con qualche variazione.
Diciamo che non l'ho messo in posa, la foto è così, diremmo naturale, sono come sempre in una confluenza di cose e di impegni, ma il pane l'ho sfornato!😍

400 g di farina tipo 1 + quella per lo spolvero
3 g di sale
3 g di zucchero
1 pizzico (2 - 3 g.) di lievito di birra fresco
300 g di acqua fredda, 13-18°C
Sciogliere il lievito di birra nell'acqua fredda.
In una capiente ciotola unire farina, sale e zucchero, aggiungere l'acqua con il lievito, mescolare per circa 30 secondi per amalgamare gli ingredienti, si otterrà un composto umido e appiccicoso.
Coprire la ciotola con una pellicola per alimenti, lasciare lievitare a temperatura ambiente per 12 – 18 ore, l'impasto sarà quasi triplicato e costelato da buchetti.
Trasferire il composto su una spianatoia cosparsa di farina e praticare le doppie pieghe, poi, ancora doppie pieghe, facendo sempre attenzione a lavorare su un piano ben infarinato. Formare una palla. Spennellare la superficie con un po' d'olio, cospargere con un pizzico di sale grosso.
Sistemare il panetto con le pieghe sotto su un canovaccio cosparso di abbondante farina, ripiegare il canovaccio sull'impasto, chiudere senza stringere.
Lasciare lievitare per 2 ore in forno con la lucetta accesa, deve raddoppiare.
L'impasto è pronto quando affondando un dito trattiene l'impronta senza perderla subito.
Tagliare l'impasto in 2 parti uguali dividendo il panetto in senso trasversale, separarle delicatamente e allungarle in pochino appena per definire le due punte del pane, attenzione a non premere sull'alveolatura. Sistemare il pane su una teglia coperta di carta forno lasciando un po' di spazio tra un pane e l'altro o cuocere separatamente. Praticare un'incisione lungo tutto il pane.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 250° per 15 – 20 minuti, ruotare la teglia a metà cottura, devono dorare. 




venerdì 16 ottobre 2020

Pane di castagne e noci per WBD 2020

 

Avevo dimenticato, presa come sono da impegni serratissimi, un ufficio da tenere aperto e funzionale in emergenza sanitaria e contemporaneamente un altro lavoro importante e di responsabilità da portare a termine e in breve termine, e tutte le altre cose che costituiscono la mia vita, alcune primarie, essenziali ed inderogabili.

Così dimentico, penso sia una funzione protettiva, dimentico ciò che non posso fare concentrandomi sul necessario. 
Stasera riposavo scorrendo facebook, 5 minuti di riposo soprattutto mentale, ed ho visto il pane di zucca di Manuela ed è ritornato tutto, il WBD a cui ho sempre tenuto tanto, quella indulgente malia che è la condivisione del cibo, la voglia di starci, di partecipare. Quest'anno, in cui non ho aggiornato per niente o quasi il blog, è stato l'anno in cui ho più cucinato in vita mia e cucinato a livelli stratosferici per me, tanti piatti, tante ricette, nessuna fotografata, neppure sommariamente, col cellulare. 
Cibo da mangiare, da condividere, ispirato.   
Ho preparato tanti pani ma nessuno messo in posa, solo consumato.
Un pane però l'avevo fotografato, un esperimento in tempo di lockdown, un tempo purtroppo nuovamente incombente. 
Fotografato messo lì su un set rimediaticcio e neppure sviluppato, le tavole erano su dai nonni non si poteva andare. 
Un buon pane di Valentina Venuti, gustoso per davvero, antico, rustico e povero, un pane d'altri tempi che aggiungo come ogni anno nel cesto dei pani del mondo di Zorra.
Con questo post rispondendo all'annuncio di Zorra partecipo al World Bread Day 2020.

400 g farina tipo 1

100 g farina di castagne  

150 g di lievito madre attivo

400 g di acqua

10 g di olio extravergine di oliva

10 g di sale

160 g di gherigli di noci

Sistemate nella ciotola dell’impastatrice, frusta a gancio) le farine il lievito madre, l’acqua (tenendone da parte 50 g circa) e l’olio. Impastate fino a incordatura quasi completa, quindi aggiungete il sale.

Impastate per circa 10 minuti a velocità 2 e 3 minuti a velocità 3 Ad incordatura trasferite l'impasto sulla spianatoia ed unite i gherigli di noci spezzati grossolanamente. Formate una palla e lasciate lievitare coperto, in una ciotola unta con olio in luogo tiepido per circa 2 ore. Dividete l'Impasto in due parti uguali arrotondatele, sistematele su una teglia coperta di carta da forno e lasciate lievitare, coperto, in luogo tiepido per circa 3 ore. Infornate in forno caldo a 220°C. Dopo 10 minuti abbassate la temperatura a 190°C e cuocete ancora per 20 minuti.

La ricetta è di Valentina Venuti

 


World Bread Day, October 16, 2020

mercoledì 16 ottobre 2019

Schiacciata all'uva per la giornata mondiale del pane 2019


Chissà se è l'età, le troppe lune, ma è un periodo che sono in vena di ricordi.
Ricordo piccole cose del passato, gli inizi della mia frequentazione come lettrice di queste meravigliose cucine virtuali che si aprivano ai miei occhi come angoli di paradiso culinario forieri di prelibate ricette.
Le padrone di casa, che ora in parte ho conosciuto personalmente, come maestre dispensatrici di manicaretti invitanti e deliziosi.
Le mie maestre, quante cose ho imparato seguendo i blog di Alessandra, di Cinzia, di Giuliana, di Marble, di Paoletta, e di tante altre amiche reali e virtuali, quante ricette ho conoosciuto, sperimentato ed assaggiato. Quanto imparato.
Ora sono ad un strano punto della mia esperienza culinaria, cucino bene quasi di tutto, ho affinato le mie capacità degustative imparando a selezionare e a valutare, ormai di default, tecnicamente ho acquisito competenza, fotograficamente pure, insomma, quasi sempre 😊
Ma dopo tutto questo cucinare, vagare alla ricerca della ricetta perfetta non ho capito se mi piace cucinare oppure semplicemente mangiare o fotografare.
Sicuramente cucino con piacere per chi amo, e so che il gusto di una pietanza dipende quasi esclusivamente dalla persona con cui la condividi, il resto è molto sfumato.
Quando iniziai a vagabondare in rete incontrai, virtualmente, quasi subito Cinzia e Marble, da loro ho imparato tanto sulla gestione dei lievitati.
Sul blog di Cinzia conobbi il WBD, mi sembrava tanto lontano, quei lievitati invitanti, poderosi, bellissimi.
Poi ho iniziato a parteciparvi, per me è una consuetudine ed un impegno aggiungere ogni anno un mio lievitato al grande cesto dei pani del mondo raccolto da Zorra che ormai da quattordici anni promuove quest'evento culinario tra i blogger.
Come pane ho scelto la schiacciata all'uva di Marble, che ho rifatto modificando le dosi di lievito di birra, un pizzico e una lunga maturazione vanno più che bene, volevo riprovarci, la prima versione non mi riusci bene .... del resto parliamo di ricette e sperimentazioni, del mio ritorno alle origini.
Bisogna tornare alle origini per comprendere e comprendersi.

La ricetta è trascritta dal blog di Marble con la sola variante del lievito di birra

400 gr farina bianca (solo manitoba o metà e metà)
200 gr circa di zucchero
1 pizzico di lievito di birra 2g
olio d'oliva
sale
acqua q.b.
1 kg di uva nera "da schiacciata" (io ho usato uva nera senza semi)
a piacere semi di anice o rosmarino

Procedere facendo un impasto con la farina, il sale, 4 cucchiai d'olio, 4 cucchiai di zucchero e il dado di lievito sciolto in acqua tiepida.
L'impasto risulterà tipo pasta di pane, infatti in passato era fatta proprio con l'impasto di pane senza zucchero.
Far lievitare fino al raddoppio.
Pendere 2/3 circa dell'impasto e tirarlo in una sfoglia sottile.
Foderare con questa prima sfoglia una teglia quadrata unta d'olio (se viene usata la cartaforno, ungere comunque, è tipico della ricetta) lasciando dei bordi di pasta alti.
Mettere sopra circa 700 g di acini d'uva , zuccherare con due o tre cucchiai di zucchero e dare anche un giro d'olio.
Tirare poi una sfoglia anche con l'altra pasta e ricoprire l'uva, ripiegare i lembi della sfoglia sottostante sopra la nuova sfoglia.
L'ultimo strato poi sarà con l'uva rimasta, un'altra spolverizzata di zucchero e di nuovo olio.
A piacere cospargere di semi di anice
Se si decide di usare del rosmarino, si può far insaporire dei rametti di rosmarino nell'olio che si userà nell'impasto e per ungere la schiacciata poi aggiungere delle foglioline sopra ma, se piace, anche dentro magari tritato
Infornare a 180° per un'ora circa.

World Bread Day 2019 - Einladung / Invitation

giovedì 25 luglio 2019

Piada leggera leggera per VAMOS A LA PIADA AGAIN



Vamos a la piada again .. e non ci siamo fermati!
Il Calendario del Cibo Italiano continua la sua incursione nel mondo delle piade in collaborazione con l'azienda Fresco Piada.
Fresco Piada è un'azienda di Riccione leader nella produzione di piadine, il pane romagnolo più antico, prodotto nel rispetto della tradizione con i canoni e gli standard più moderni e biologicamente compatibili.
I prodotti Fresco Piada sono tutti realizzati artigianalmente, sia pure con tecniche di produzione tra le più moderene, con l'impego degli ingredienti tradizionali e attenzione al recupero di ingredienti c. d. perduti, che non si trovano nelle comuni piadine: lievito madre, grano molito di romagna, sale marino integrale di Cervia ....
Oggi proponiamo un'altra selezione tra le più gustose piadine che abbiamo preparato.
Io presento la piadina di Angelo, mio figlio, il piadinaro di famiglia.
Svezzato con risolatte e cus sus dolce, cresciuto a lievito madre assaggiando praticamente tutti i piatti che ho sul blog , sul Calendario e su MAG ... “mamma, a me il piatto della foto” cosa poteva diventare il mio bambino se non un appassionato di cibo, cultore del gusto.
Questa è la sua ricetta di piada, leggera, gustosa ed equilibrata.
Abbiamo scelto insieme l'abbinamento ritrovata con lievito madre che, a nosro parere, esalta ancora di più il gusto fresco del ripieno.
Ringraziando ancora Fresco Piada che ci ha deliziato con la sua eccellenza, ecco la mia  piada leggera leggera per Vamos a la piada.

Ingredienti per 4 persone

8 Piade La ritrovata con lievito madre
crescenza
insalatina mista
datterini gialli tagliati a spicchi
prosciutto crudo
scaglie di parmigiano

In una padella ben calda cuocete la piadina. Quando sarà cotta da un lato giratela e spalmate sul lato ben caldo una quantità di crescenza sufficiente a ricoprirla con uno strato leggero. Mentre il secondo lato si cuoce la crescenza si sarà fusa.
Spostate la piadina su un piatto da portata attendete qualche minuto che la crescenza si intiepidisca quindi cospargetela con una manciata di insalatina mista. Non deve essere troppa. Sull'insalata sistemate pochi pomodorini, quindi il prosciutto e il parmigiano. Arrotolate e servite.

giovedì 11 luglio 2019

Piada con insalata di scarole ricce e baccalà per Vamos a la piada


Piovono piadine! Magari!
Oggi il Calendario del Cibo Italiano ha organizzato per la Giornata Nazionale della Piadina, in collaborazione con l'azienda Fresco Piada uno spettacolare Flash Mob dedicato alla piada, lo street food più diffuso nella riviera romagnola e non solo.
Abbiamo pensato di interpretare la piadina a modo nostro, con ingredienti, suggestioni, contaminazioni, sapori colori, ricette del nostro Bel Paese, siamo o no il Calendario del Cibo Italiano!
FrescoPiada è un'azienda di Riccione leader nella produzione di piadine, il pane romagnolo più antico, prodotto nel rispetto della tradizione con i canoni e gli standard più moderni e biologicamente compatibili.
I prodotti Fresco Piada sono tutti realizzati artigianalmente, sia pure con tecniche di produzione tra le più moderene, con l'impego degli ingredienti tradizionali e attenzioneal recupero di ingredienti c. d. perduti, che non si trovano nelle comuni piadine: lievito madre, grano molito di romagna, sale marino integrale di cervia ....
Abbiamo potuto gustare queste stupende piadine, cotte a mano una ad una,con le tecniche del chiosco, e davvero ci è sembrato stare li a Riccione in un chiosco in riva al mare.
Quando si dice fresco, davvero Fresco Piada!
Conoscete la mia intensa napoletanità, questo mio soul partenopeo, ma eppure, orgogliosamente provinciale, cresciuto tra mare della costiera sorrentina e le cime, prima di tutto gastronomiche, dei monti lattari.
Donna di mare, cuore, appetito e quant'altro in campagna.
Che vi potevo preparare?
La piada ve l'ho fatta a fresella farcendola, seguendo una suggestione di Giulio Coppola, con un'isalata di scarola riccia che solo da noi, anzi proprio da me, a casa mia, viene cosi :-) e un leggerissimo, impalpabile, baccalà scaldato (scaurato diciamo noi) semplicemente condito con olio limone ed aglio.
Un accostamento di sapori sublime!
Si, lo sapete sono poco modesta :-) ma in questo caso l'aggettivo dice tutto.
Ora che lo provate mi fate sapere :-)
Quando ho intravisto la corposa consistenza delle Piade del Chiosco, spesse, saporite profumate, morbide, fatte con la ricetta di un piccolo chiosco di Cervia, non ho petuto resistere, l'ho subito associato i chioschi che abbiamo qui specializzati in freselle … il resto è merito mio, della golosona che sono.
Di seguito trovate la mia ricetta ma non dimenticate la nostra esplosione di piade, le trovate tutte qui sul Calendario del Cibo Italiano.
Ringraziando ancora Fresco Piada che ci ha deliziato con la sua eccellenza, ecco la mia interpretazione di piada per Vamos a la piada,

Ingredienti per 4 persone

8 Piade del Chiosco
2 cespi di scarola riccia, solo la parte centrale più chiara
pomodorini (ciliegina o datterini) tagliati a spicchi
olive nere sott'olio, meglio se aromatizzate al finocchietto
olio extravergine di oliva
sale
origano

1filetto di baccalà perfettamente ammollato
olio extravergine di oliva
limone
aglio
sale

Sistemate il baccalà in una pentola con acqua fredda, cuocetelo a fuoco medio lasciandolo comunque ad una consistenza piùttosto sostenuta. Deve comunque essere ben cotto. Scolatelo. Laciatelo raffreddare.
Nel frattempo condite la scarola con i pomodorini, le olive, l'olio il sale e l'origano. Mescolate bene e mettete da parte.
Condite il baccala con olio, limone e aglio, regolando, se necessario, di sale.
Con l'aiuto di due coppapasta di diametri diversi formate le piade del chiosco a mò di fresella. Completate la cottura in una padella ben calda.
Sistemate una piada nel piatto da portata, conditela con l'insalata di scarole e il baccala, sovrapponete l'altra piada e decorate con altra insalata di scarole.


martedì 16 ottobre 2018

Un panino per il World Bread Day, il Biove delle sorelle Simili


Non servono farine speciali o strane polverine per fare il pane, solo fatica, attenzione ed amore, come per tutte le cose che importanti che meritano cura.
È possibile fare in casa del pane genuino, buono ed appetitoso con solo acqua, farina lievito e tanto amore.
Lo facevano le nostre nonne, possiamo farlo anche noi!
Come ogni anno Zorra ci invita a preparare un pane ed a condividerlo nel grande cestino dei pani del Word Bread Day per ricordare quanto sia semplice e divertente fare il pane in casa e quanto sia importante perpetuare le nostre tradizioni.
Quest'anno ho scelto di preparare un panino che all'occorrenza può diventare anche un grosso pane, il biove delle sorelle simili.
Un pane semplice a lievitazione diretta, con lievito di birra, che, già nelle dosi indicate dalle mitiche sorelle, non si sente per nulla. È possibile ridurre di molto, anche a 5 g, le dosi di lievito aggiustando i tempi di lievitazione … vedrete che la pazienza sarà ricompensata :-)
Un pane davvero per tutti, cosa aspettate!
 
Il pane è vita, è ricchezza, è prosperità, è amore, è un valore da preservare e trasmettere ai nostri figli.
Celebriamolo insieme!

Raccogliendo l'invito di Zorra con questo post partecipo al World Bread Day e aggiungo il mio pane al cesto del WBD 2018 pieno pieno di pani da tutto il mondo...


Per 4-6 persone
500 g di farina 0
280 ml di acqua
20 g di strutto (o burro o olio extravergine di oliva)
20 g di lievito di birra (anche 10 o 5)
10 g di malto
8 g di sale fino (un cucchiaino da tè colmo)
Attrezzatura:
Setaccio
Spianatoia di legno
1 raschia a trapezio
2 canovacci puliti
2 supporti per aiutare lo sviluppo dell’impasto verso l’alto al momento della lievitazione
(vedere procedimento – vanno bene anche 2 pacchi di zucchero o farina)
 
Setacciate la farina e formate una fontana sulla spianatoia; fate una fossetta su un lato e mettetevi il sale. sbriciolate il lievito di birra nel centro.
Versate l’acqua con delicatezza per non farla tracimare.
Raccogliete un poco di farina dall’interno dell’anello della fontana e cominciate a impastare, aggiungendo via via altra farina; unite il sale, lo strutto e il malto, continuando a incorporare altra farina fino a quando non avrete ottenuto una pastella
abbastanza consistente,
quindi coprite tutto con la farina della fontana.
Aiutandovi con la raschia sollevate parte della pastella e premetela sulla cima della montagnetta; proseguite in questo modo lungo tutto il perimetro della fontana, in modo da fare assorbire l’acqua dalla farina.
Cominciate a impastare con le mani e valutate se è il caso di aggiungere un altro poco diacqua: dovrete ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso. Lavorate e battete la pasta con forza sul piano di lavoro per 8-10 minuti, infine formate una palla con l’impasto, copritela a campana con una ciotola e fate riposare per 20 minuti.
Trascorso questo tempo dividete l’impasto in due (ma anche 4 pezzi per ottenere dei panini più piccoli), formate due filoni stretti e stendeteli grossomodo in un rettangolo, arrotolate strettamente ogni rettangolo dal lato lungo ottenendo due salsicciotti lunghi circa 35 cm, stendeteli per il lato lungo e arrotolateli formando due filoni stretti che stenderete per il lato corto in rettangoli molto lunghi (1,5-2 metri) e sottili (3-4 mm di spessore), larghi 6 o 7 cm.
A mano a mano che stendete l’impasto, arrotolatelo come se fosse una garza: otterrete
due grossi rotoli.
Infarinate abbondantemente un canovaccio pulitissimo. Appoggiate sul piano di lavoro uno dei due supporti – può essere un pacco di zucchero. Copritelo con un lembo del canovaccio infarinato, che stenderete sul piano di lavoro dal lato lungo. Adagiate sul canovaccio un rotolo di impasto, tenendo la falda sotto e appoggiando la chiocciola contro il lato dove c’è il supporto. Sollevate un lembo di tessuto dall’altra parte della chiocciola creando un divisorio. Appoggiate la chiocciola del secondo rotolo di pasta contro il divisorio di tessuto infarinato, sollevate il canovaccio all’altezza della seconda chiocciola e appoggiateci contro il secondo supporto. Questa disposizione consentirà di dare all’impasto una spinta anche in verticale, in fase di lievitazione.
Coprite gli impasti con l’altro canovaccio e fate lievitare, al riparo da correnti d’aria, per 30-40 minuti.
Preriscaldate il forno a 200 °C in modalità statica.
Prendete delicatamente i rotoli di impasto e tagliateli a metà per il lungo (la chiocciola dovrà risultare divisa a metà) aiutandovi con la raschia o con un coltello a lama liscia.
Sistemate i pani su una teglia con il taglio rivolto verso l’alto e incidetelo ulteriormente con una lametta per 1 cm di profondità.
Infornate il pane e fatelo cuocere per 25-30 minuti.
Estraetelo dal forno e bussate con le nocche sul fondo: se suona vuoto è cotto, altrimenti rimettetelo in forno, abbassate la temperatura di 10 °C e rimettetelo in forno fino a cottura ultimata.
Fatelo raffreddare su una gratella prima di servirlo.


Da: Sorelle Simili – Pane e roba dolce – A. Vallardi Editore



martedì 25 settembre 2018

Un cestino di pane per MTC S-COOL


Superati abbondantemente gli anta sono ritornata a scuola.
In verità personalmente non l'ho mai lasciata, ho la fortuna di avere ancora, preservata ed intatta, la scintilla della curiosità che, insieme alla voglia di mettersi in gioco e al desiderio di conoscenza, mi ha portato a un percorso anche di vita, oltreché di cucina e fotografia, assolutamente impensabile, almeno per me.
Proprio quest'anno non avrei avuto il tempo di studiare, tanto lo studio che pratico costantemente ogni giorno, poi c'è una parte di vita che mi prende tanto ed esula dal cucinato, e quella viene prima, mi ci applico tanto 😊.
Insomma sono a scuola h 24 come si dice formazione continua 😊
Di questo la mia capa deve aver avuto sentore tanto che ha pensato di iscrivermi alla sua scuola, non una scuola di cucina qualunque come tante cucine che ho frequentato ma la più figa del web, dove mi trovo sistemata in classe con le più migliorissime blogger del web, dove mi giro non posso che imparare :-)
Potevo rifiutare?
Ed eccomi all'MTC S-COOL!!!
A scuola si studia, si impara e si fanno i compiti.
Studiamo le basi della cucina, prima lezione: il pane.
Il nostro compito era, seguendo lezioni, dispense ed insegnanti, comporre un cestino da pane completo costituito da un pane classico, nel nostro caso un biove, dei panini, un pane condito, la focaccia, dei pani croccanti, crackers e/o grissini, che potesse accompagnare un menù ideale.
Anche il menù bisognava studiare perche non è che ogni pane si accompagna ad ogni pietanza.
Provate a mangiare una parmigiana di melanzane accostandola tipo ad un panino per hamburger e poi mi fate sapere.
Io ho pensato a un menù di mare, di quelli che sono spesso proposti nei ristoranti dalle mie parti.
Un antipasto non necessariamente solo di mare con tanti piccoli sfizi, un cuoppo di terra e di mare, un assaggio di parmigiana, di caprese, formaggi e affettati misti, verdure grigliate e imbottite, e tanto altro … assaggini ovviamente altrimenti il pasto sarebbe finito qua :-)
Come primo scialatielli ai frutti di mare o mari e monti, per secondo del pesce (dentice, ricciola o pezzogna) all'acqua pazza o anche gamberi (gamberetti o gamberoni) cucinati nel medesimo modo con un pò di peperoncino, però, poi una bella insalata mista anche con frutta, quindi il dolce, se c'è posto.
Come vedete ho pensato a quello che piace a me, io cucino per piacere, adoro mangiare ma solo quello che mi piace, il resto, solo calorie sprecate!
Il cestino è quello che amerei trovare apparecchiato al centro del tavolo del mio ristorante, meglio dire osteria, preferito.
Un insieme di pani con cui posso accompagnare ogni portata con piacere e, con lo stesso, sbocconcellarli da soli.
Ho variato il mio cestino come piace a me, giocando sulla tipologie di farina ed usando pochissima aromatizzazione.
Ho pensato al sapore del pane, ai suoi sentori e consistenze.
Questo vi presento nel mio cestino, sapido, onesto pane da portata con cui accompagnare pure il vino che nel mio menù ideale potrebbe essere un Nero a Metà.
Ora le ricette.


Il biove delle sorelle Simili

Da: Sorelle Simili – Pane e roba dolce – A. Vallardi Editore

Per 4-6 persone
500 g di farina 0
280 ml di acqua
20 g di strutto (o burro o olio extravergine di oliva)
20 g di lievito di birra (anche 10 o 5)
10 g di malto
8 g di sale fino (un cucchiaino da tè colmo)
Attrezzatura:
Setaccio
Spianatoia di legno
1 raschia a trapezio
2 canovacci puliti
2 supporti per aiutare lo sviluppo dell’impasto verso l’alto al momento della lievitazione
(vedere procedimento – vanno bene anche 2 pacchi di zucchero o farina)
Setacciate la farina e formate una fontana sulla spianatoia; fate una fossetta su un lato
e mettetevi il sale. sbriciolate il lievito di birra nel centro.
Versate l’acqua con delicatezza per non farla tracimare.
Raccogliete un poco di farina dall’interno dell’anello della fontana e cominciate a
impastare, aggiungendo via via altra farina; unite il sale, lo strutto e il malto,
continuando a incorporare altra farina fino a quando non avrete ottenuto una pastella
abbastanza consistente,
quindi coprite tutto con la farina della fontana.
Aiutandovi con la raschia sollevate parte della pastella e premetela sulla cima della
montagnetta; proseguite in questo modo lungo tutto il perimetro della fontana, in modo
da fare assorbire l’acqua dalla farina.
Cominciate a impastare con le mani e valutate se è il caso di aggiungere un altro poco diacqua: dovrete ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso. Lavorate e battete la
pasta con forza sul piano di lavoro per 8-10 minuti, infine formate una palla con l’impasto, copritela a campana con una ciotola e fate riposare per 20 minuti.
Trascorso questo tempo dividete l’impasto in due (ma anche 4 pezzi per ottenere dei panini più piccoli), formate due filoni stretti e stendeteli grossomodo in un rettangolo, arrotolate strettamente ogni rettangolo dal lato lungo ottenendo due salsicciotti lunghi circa 35 cm, stendeteli per il lato lungo e arrotolateli formando due filoni stretti che stenderete per il lato corto in rettangoli molto lunghi (1,5-2 metri) e sottili (3-4 mm di spessore), larghi 6 o 7 cm.
A mano a mano che stendete l’impasto, arrotolatelo come se fosse una garza: otterrete
due grossi rotoli.
Infarinate abbondantemente un canovaccio pulitissimo. Appoggiate sul piano di lavoro
uno dei due supporti – può essere un pacco di zucchero. Copritelo con un lembo del
canovaccio infarinato, che stenderete sul piano di lavoro dal lato lungo. Adagiate sul
canovaccio un rotolo di impasto, tenendo la falda sotto e appoggiando la chiocciola
contro il lato dove c’è il supporto. Sollevate un lembo di tessuto dall’altra parte della
chiocciola creando un divisorio. Appoggiate la chiocciola del secondo rotolo di pasta
contro il divisorio di tessuto infarinato, sollevate il canovaccio all’altezza della seconda
chiocciola e appoggiateci contro il secondo supporto. Questa disposizione consentirà di
dare all’impasto una spinta anche in verticale, in fase di lievitazione.
Coprite gli impasti con l’altro canovaccio e fate lievitare, al riparo da correnti d’aria,
per 30-40 minuti.
Preriscaldate il forno a 200 °C in modalità statica.
Prendete delicatamente i rotoli di impasto e tagliateli a metà per il lungo (la chiocciola
dovrà risultare divisa a metà) aiutandovi con la raschia o con un coltello a lama liscia.
Sistemate i pani su una teglia con il taglio rivolto verso l’alto e incidetelo ulteriormente
con una lametta per 1 cm di profondità.
Infornate il pane e fatelo cuocere per 25-30 minuti.
Estraetelo dal forno e bussate con le nocche sul fondo: se suona vuoto è cotto,
altrimenti rimettetelo in forno, abbassate la temperatura di 10 °C e rimettetelo in forno
fino a cottura ultimata.
Fatelo raffreddare su una gratella prima di servirlo. 
Un pane classico che va su tutto, io ci farei la scarpetta nel sughetto del pesce ma anche in quello della pasta

I cazzotti di semola


300 g di farina di semola
200 g di farina tipo 0
2 g di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
350 ml di acqua
1 o 2 cucchiai di olio, facoltativo

Sciogliere il lievito in due dita di acqua.
In una bacinella grande mescolare la farina con il sale (e l'olio), aggiungere tutta l'acqua e quella con il lievito e mescolare velocemente con una forchetta.
Coprire con pellicola lasciare questo impasto grezzo e appiccicoso a riposare per circa 18/20 ore a temperatura ambiente (in estate ne bastano 12/15).
Dopo il riposo l'impastosi sarà alzato e riempito di bolle.
Rovesciarlo su un piano di lavoro infarinato e spolverarlo di farina.
Con una spatola dividere l'impasto in 7 pezzi e procedere alle 3 o 4 pieghe per ogni singolo pezzo: prendere un lembo di impasto, allungarlo verso l'esterno e poi ripiegarlo al centro, prendere un lembo opposto di impasto, tirarlo e ripiegarlo al centro, e fare lo stesso con un altro (o un paio se ci si riesce) lembo di impasto.
Disporre un canovaccio pulito su un vassoio o sul piano di lavoro, spolverare con farina o semola rimacinata (io preferisco quest'ultima perchè viene assorbita meno dai panini) e aggiungere i semi se scelti, e mettere ogni panino con la parte delle pieghe a contatto del canovaccio (lo si prende con la spatola e lo si ribalta sul canovaccio). Spolverare ogni panino con della semola, coprire con un altro canovaccio e lasciare riposare un paio di ore.
Scaldare bene il forno e la leccarda a 230°. Velocemente ribaltare ogni panino sulla teglia calda in modo che le pieghe ritornino sopra e cuocere i panini per circa mezzora. Dopo 15/20 minuti abbassare il forno a 210° e disporre i panini sulla griglia.

La ricetta di Jim Lahey è presa dal blog della mia amica nonché maestra Cinzia.


Superlativi, sanno di pane cafone, con questi si fa scarpetta come sopra ma si accompagna anche il pomodoro della caprese, la parmigiana, le verdure, penso alle melenzane a funghetti o ai peperoni saltati ... e non dimentichiamo il vino ....


Focaccia con pomodorini e origano

600 g di farina 0
340 g di acqua
8 g di malto d’orzo
48 g olio extravergine
6 g lievito di birra fresco

In un ciotola mettete l’acqua, il malto e il lievito e sciogliete bene, poi aggiungete l’olio d’oliva ed amalgamate con una frusta. Aggiungete la metà abbondante della farina e amalgamate ai liquidi velocemente con una forchetta. Aggiungete il sale ed incorporate.
Versate la restante farina e aiutandovi con una spatola, con cui fate dei tagli idratate incorporando la farina.
Appena la farina sarà incorporata (serviranno pochi minuti, rovesciate l’impasto su un piano non infarinato.
Massaggiate l’impasto facendo pressione con il polso della mano, basta in tre punti in orizzontale, poi rovesciate l’impasto chiudendolo su se stesso aiutandovi con la spatola.
Fate questo passaggio altre due volte. Dopo la terza volta vi accorgerete che l’impasto inizia ad avere un po’ di elasticità (premendo con un polpastrello non rimarrà la fossetta ma l’impasto tende a rialzarsi) vi dovete fermare.
Adesso date all’impasto una forma leggermente ovale e con la mano iniziate ad arrotolarlo dall’alto in basso dando una leggera pressione. Ruotate l’impasto appiattitelo leggermente, quel tanto da renderlo un po’ ovale e ripiegatelo su se stesso fino a chiuderlo bene. Chiudete sotto anche i lati del rotolo con i palmi delle mani, creando un impasto a palla.
Trasferite l’impasto in una ciotola leggermente infarinata e coprite con pellicola e mettete a lievitare per un ora.
Dopo un ora rovesciate l’impasto lievitato sul piano di lavoro leggermente infarinato.
Con delicatezza con i polpastrelli picchiettate tutto l’impasto, si formeranno tante fossette. Arrotolate l’impasto su se stesso partendo dall’alto e chiudendolo senza stringere. Trasferite l’impasto nella ciotola, con la chiusura in basso e fatelo lievitare coperto per un ora
Ripetete questa ossigenazione della pasta per altre due volte a distanza di un ora.
Prima della terza ossigenazione dividete l’impasto per le teglie che userete. Per una teglia 30x40 bastano 650 g, con questo impasto potete preparare anche una teglia più piccola da 25x30
Trascorsa un ora dalla terza ossigenazione l’impasto è pronto per essere messo nella teglia. Ungete bene con olio le teglie che vi serviranno.
Rovesciate con attenzione l’impasto nella teglia. Con i polpastrelli picchiettate tutto l’impasto, partendo dal centro verso i quattro angoli della teglia, premendo solamente senza allargare. La pasta un po’ alla volta si allargherà. Quando si sarà già abbastanza allargata è il momento di girarla. Con attenzione appoggiare un lembo dell’impasto sull’avambraccio e alzandolo con l’impasto ruotate la pasta. Riprendete a picchiettare la pasta, se vi sembra che non si allarghi non tiratela e lasciatela riposare 10 minuti poi riuscirete a stenderla bene.
Coprire e fatela riposare per 30 minuti.
Al termine, con una forbice leggermente unta fate delle piccole incisioni sulla superficie dell’impasto parallele al piano, alzate leggermente la pelle, appoggiate il pomodorino e copritelo con la pasta alzata servirà a non far bruciare i pomodorini, irrorate la focaccia con un emulsione di 3 cucchiai d’olio e 3 cucchiai d’acqua e con un po’ di sale, spolverate con origano, coprite e mettete a lievitare per un’ora
Cuocete in forno a 250 °C per 13 minuti circa
Appena cotta spostatela dalla teglia e mettetela su una griglia

Biografia:
Sorelle Simili “Pane e Roba Dolce”
Corsi Panificazione di Adriano Cortinisio per procedimenti e tecnica

La vedo bene con gli antipasti, ma anche da sola ha il suo perché :-)


Grissini di farro al rosmarino


300 g di farina di farro
200 g di farina 0
230 ml di acqua
60 g di olio extra vergine d’oliva
15 g di sale
5/10 g di lievito di birra
1 cucchiaio di rosmarino

Procedimento
Setacciare la farina su un piano da lavoro, fare la fontana , aggiungere l’acqua in cui si è sciolto il lievito di birra, l’olio e su un lato, sopra la farina, il sale.
Impastare fino ad ottenere una massa morbida, che si stacchi facilmente dalle mani unendo alla fine il rosmarino.
Trasferire in una ciotola, coprire e lasciar lievitare fino al raddoppio.
Ribaltare l’impasto sul piano da lavoro, appiattirlo delicatamente senza sgonfiarlo e conuna spatola ricavarne dei tronchetti.
Rotolare e contemporaneamente allungare la pasta spolverando con della farina di semola, facendo attenzione a non lavorarla eccessivamente.
Trasferire nella teglia rivestita di carta da forno.
Infornare a 200° e cuocere per 10 minuti, fino ad ottenere una doratura uniforme.
Togliere dalla teglia e lasciar raffreddare completamente. Riporre in un contenitore a
chiusura ermetica.
Per me vanno su tutto!!!
 
Crackers integrali con olive nere e finocchietto


200 g di farina integrale
200 g di farina 0
100 g di crusca
230 ml di acqua
60 g di olio extra vergine d’oliva
15 g di sale
5/10 g di lievito di birra
1 cucchiaio di olive nere sott'olio private di semi e tritate
1 cucchiaino di semi di finocchietto
poco peperoncino tritato

Setacciare la farina su un piano da lavoro, fare la fontana , aggiungere l’acqua in cui si è sciolto il lievito di birra, l’olio e su un lato, sopra la farina, il sale.
Impastare fino ad ottenere una massa morbida, che si stacchi facilmente dalle mani unendo alla fine l'aromatizzazione (olive tritate, finocchietto e peperoncino).
Trasferire in una ciotola, coprire e lasciar lievitare fino al raddoppio.
Ribaltare l’impasto sul piano da lavoro, appiattirlo e poi stenderlo fino ad ottenere una sfoglia molto sottile.
E’ possibile anche staccare un pezzo alla volta di 100 g circa e stenderlo con la macchina per la pasta.
Formare i crackers con una rotella dentellata o con un coppapasta e bucherellare lasuperficie con i rebbi di una forchetta. Trasferire nella teglia rivestita di carta da forno.
Fare un’emulsione con 50 g di olio e 50 ml di acqua e spennellare i crackers;
spolverizzare con fiocchi di sale o sale grosso. Infornare a 200° e cuocere per 10 minuti,
fino ad ottenere una doratura uniforme.
Togliere dalla teglia e lasciar raffreddare completamente. 
Riporre in un contenitore achiusura ermetica.

Li vedo magnificamente con i formaggi e le verdure.

Vi devo confidare il quid pluris dei miei crackers, ho usato delle olive vere sott'olio home made già aromatizzate al finocchietto e peperoncino.
Vi assicuro, mai mangiati crackers così, una roba da svenimento :-)
Li ho accompagnati a del fior di ricotta, una ricotta di panna che si prepara dalle mie parti, morbida e leggera, un accostamento quasi struggente ... che devo fare per me il cibo è poesia :-)