Visualizzazione post con etichetta blogtour Siena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blogtour Siena. Mostra tutti i post

mercoledì 11 dicembre 2019

Ricciarelli “tiramisù”



Eccoci ad un'altra tappa del nostro FLASH MOB dedicato alle specialità dolciarie senesi e realizzato dal Calendario del Cibo Italiano in collaborazine con il CNA di Siena.
In occasione della Giornata Nazionale dei Ricciarelli il Calendario del Cibo Italiano presenta una strordinaria e, credetemi, inperdibile carrellata di ricette assolutamente particolari e prelibate realizzate con l'etereo pasticcino simbolo, insieme al panforte e il panpepato, di Siena.
Ma quante altre squisitezze uniche ci sono a Siena … io un viaggetto gastronomico lo programmerei :-)
Un dolce dalla bontà e semplicità infinita racchiuse in un'eterea consistenza croccante e cedevole, questo il ricciarello che ci hanno fatto conoscere Fabio e Giolisca del Forno di Ravacciano nella tappa del blogtour dedicata all'arte bianca senese.
Così da solo un incanto, intinto nel vinsanto il paradiso!
Ed io vi porto in paradiso se volete :-)
Pensavo genericamente con i ricciarelli ci faccio un tiramisù, hanno un aspetto simile ai savoiardi, una consistenza diversa … ma potrebbe andare … poi li ho inzuppati nel vinsanto, quello buono fatto dal papà di Giolisca ed ho cambiato idea, non ci faccio un tiramisù, sono un tiramisù :-)
Ed ecco i miei ricciarelli “tiramisù” leggermente intinti nel vinsanto, uniti da una goduriosa crema che tira proprio su e completati dal tocco deciso dell'arancia semicandita, un fine pasto niente male, provateli e fatemi sapere …

Ingredienti per 4 persone

16 ricciarelli
vinsanto
crema tiramisù
fettine di arancia semicandita

per la crema tiramisù
63 g di crema pasticcera
150 g di cioccolato bianco
175 g di mascarpone
125 g di panna montata

per le arance semicandite

100 g di arance tagliate a fettine
100 g di zucchero

Preparate le arance semicandite disponendo in una pentola dal fondo pesante uno stato di arance e uno di zucchero alternando, fino ad esaurimento, gli ingredienti. Lasciate insaporire per 1 ora.
L'arancia rilascerà il suo sughetto.
Cuocete per 5 minuti dal bollore. Lasciate nella pentola per 24 ore.
Il giorno successivo prelevate le fette, trasferitele in frigo, in un contenitore ermetico, separandole dal sughetto che si può conservare a parte.
Scaldate la crema pasticcera a 40°C, unite il cioccolato bianco fuso e incorporatevi, mescolando dal basso verso l'alto, la panna montata con il mascarpone. Conservate in frigo.
Pennellate leggermente i ricciarelli con il vinsanto, con l'aiuto di un sac à poche unite i ricciarelli due a due con un generoso ciuffo di crema. Completate con una fettina di arancia semicandita e una spolverata di zucchero a velo. Consevate in frigo fino al momento di servire.

martedì 3 dicembre 2019

Pici “pepati” allo stravecchione



La scorsa settimana siamo col Calendario del Cibo Italiano siamo stati a Siena ospiti della Confederazione Nazionale dell'Artigianato.
Giornate vivaci, piene, dense di visite e assaggi circondati dalla premurosa accoglienza del CNA e degli artigiani senesi che ci hanno aperto i loro laboratori.
Al forno di Ravacciano, nella struttura che fu dell'antico forno Parenti, un pezzo della storia di Siena, Fabio e Giolisca, l'ultima generazione della tradizione centenaria del forno, ci hanno ci hanno introdotto ai “segreti” della pasticceria senese tra ricciarelli, cavallucci, panforte e panpepato, immersi nei profumi speziati e caldi che aleggiavano dai forni …. giusto un gradino prima del paradiso :-)
I segreti no, non li sveliamo, io personalmente non sarei in grado di tradurre in parole il complesso di competenze e saper fare, manualità e sapienza antica che ci è stato mostrato, ma potrebbero anche esserlo perchè come ci raccontava Giolisca, i loro “segreti” fuori dal loro forno non funzionano più.
Quanto abbiamo assaggiato … oltre ai dolci tradizionali, il pecorino, i salumi di cinta senese, il cinchiale, i pici, il cavolo nero, i fagioli e l'olio novello, i crostoni … tutta Siena nel piatto!
Reduce da una tale sinfonia articolata di sapori, aromi e consistenze, ho pensato di preparare per la Giornata Nazionale del Pampepato del Calendario del Cibo Italiano un piatto che ricordasse la sapida robustezza ma anche la dolce scioglievolezza della cucina toscana che ho consciuto a Siena.
Ho pensato a dei pici, rigorosamente preparati a mano, per i quali chiedo venia ai senesi, avvolti da una vellutata ed aerea emulsione di pecorino stravecchione, pepati si, ma col panpepato saltato in padella in olio e rosmarino come si fa con le noci del pan coi santi.
Insomma ho messo in questo piatto tutte le suggestioni, gli accostamenti e le strutture aromatiche che rappresentano la mia percezione di Siena.
Il tutto condito dal magnifico panpepato del forno di Ravicciano, che è una cosa deliziosa, sublime, unica, dall'impasto duro e cedevole, al croccante dorato delle mandorle tostate, ai sentori dolci e le moleplici note aromatiche che ci conducono, in un crescendo equilibrato, al picco pizzicosamente pepato.
Che vi devo dire di più, non ho avuto pace fino a che non l'ho finito :-)
E dei miei pici che vi devo dire … assaggiateli e ditemi voi :-)

Ingredienti per 6 persone

420 g di pici
100 g di pecorino senese “stravecchione” grattugiato
sale
1 fettina (50 - 70g) di panpepato
olio extravergine di oliva (meglio se toscano)
rosmarino

Cuocete i pici in abbondante acqua salata in ebollizione.
Nel frattempo riducete il panpepato a pezzettini non troppo piccoli.
Saltate in padella il panpepato in un cucchiaio di olio già a temperatura aromatizzando con un rametto di rosmarino fino ad ottenere delle “briciole” dorate e croccanti.
Trasferite le briciole ben scolate su carta da cucina e mettete da parte.
Appena i pici saranno giunti a cottura, scolateli, ma non completamente lasciando quel pochino di acqua che possa sciogliere il pecorino e non fare ammassare la pasta.
Scolateli e trasferiteli in una capiente ciotola e conditeli quindi con lo stravecchione grattugiato e mescolate velocemente con movimenti rotatori in modo da creare la caratteristica cremina.
Spolverate con le “briciole” di panpepato.
Servire ben caldi e croccanti.