Visualizzazione post con etichetta pistacchi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pistacchi. Mostra tutti i post

domenica 10 giugno 2018

Risolatte al limone con zucchero di fragole e pistacchi per la semifinale di MTC


La sfida per la semifinale di MTC era open, una mistery cloche, in pratica 7 ingredienti 7 tra cui scegliere 4 per realizzare il piatto più megastrabiliante che c'è o, comunque, convincere i professori … “studia, può impegnarsi di più” …
Professori perché di scuola si parla, una scuola di cucina virtuale ma anche molto reale perché si cucina, si mangia e si assaggia, che inizierà a settembre, io dovrei esservi già a popolare la scolaresca ma non so a settembre come sto messa, spero meglio :-) intanto cucino, poi si vede …
Cosa ho preparato?
Gli ingredienti tra cui scegliere erano fragole, riso, triglie, faraona, caffé, limone, pistacchio più una piccola dispensa, quella di casa.
Sono un'apprendista in cucina come nella vita, mi confronto, riesco, sbaglio, apprendo e vado avanti, non sono una persona semplice ma complessa e particolare, per questo amo cimentarmi solo in cose che sento congeniali, semplici o elaborate che siano.
Questa sono, non mi andava di declinare triglie o faraone, non le cucino mai, volevo un buon risolatte da mangiare a merenda come poi ho fatto.
Ma siamo a scuola e bisogna dimostrare che si è studiato.
Il risolatte l'ho preparato semplice, al limone, avrei potuto ricoprirlo con un crumble di pistacchi che però avrebbe alterato l'equilibrio dei sapori aggiungendo dolce al già dolce riso e compromettendo la naturalezza del gusto dato dal limone, cosi ho usato il pistacchio in purezza.
Ed ho preparato questo zucchero di fragole.
L'idea era essicco le fragole, le frullo, metto la polvere sul risolatte o ci faccio un qualcosa che non so, poi vedo, magari le metto a cuocere col riso perchè l'idea delle fragole fresche nel riso non mi andava e farle poché per poi metterle a decorazione mi sembrava troppo ovvio.
Per quanto essiccate però le fragole si sbriciolavano male, così ho pensato le frullo con lo zucchero. Una genialata, ottengo un mix di fragole e zucchero che poi passato a setaccio a maglie fini diventa da un lato zucchero rosa dall'altro polvere di fragole.
Così ho messo lo zucchero rosa durante la cottura nel risolatte sostituendolo a parte dello zucchero previsto dalla ricetta e la polvere di fragole sul risolatte a decorazione aromatica.
C'erano anche delle scorzette di limone semicandite che purtroppo ho dimenticato di mettere nella foto, ma vi assicuro che insieme al riso ci stavano bene.
Ecco il mio esame di giugno che ho sostenuto sinceramente presa da altri esami che spero di superare :-)
Con questo post partecipo alla semifinale di MTChallenge.


Ingredienti per 4 persone

1/2 lt di latte
100 g di riso arborio
80 g di zucchero (40 semolato, 40 di fragole)
la scorza di un limone
sale

pistacchi tritati
fragole essiccate in polvere

Fate bollire il riso in mezzo litro di acqua con il pizzico di sale mescolando delicatamente ogni tanto, il riso deve assorbire tutta l’acqua.
Quando il riso avrà assorbito l’acqua versare il latte, unite la scorza di limone, e i 40 grammi di zucchero. Mescolate e portate a bollore e proseguite nella cottura
per 10 minuti (a fuoco molto basso) continuando a mescolare. Qualche minuto prima del termine di cottura aggiungete lo zucchero di fragole, mescolate.
Togliete il riso dal fuoco eliminate la scorza di limone. Versate il composto in coppette e fatelo raffreddare, poi mettetelo in frigorifero per un paio d’ore. Servitelo spolverato pistacchi tritati e polvere di fragole, se ve lo ricordate scorzette di limone semicandite.

La ricetta è tratta con qualche modifica dal libro La cucina greca di Jean Michel Carasso e fa parte delle nostre mitiche ricette del Club del 27

Per le fragole essiccate:
250 g di fragole

Lavate le fragole, tagliatele a fette sottili e regolari, disponetele su una teglia coperta da carta forno, serviranno più teglie, lasciatele essiccare in forno con lo sportello semi aperto a 50° o anche meno se il vostro forno lo consente per 5- 6 ore e poi un giorno, coperte, a temperatura ambiente.
Tritatele nel mixer con zucchero q. b. per ottenere un composto rosa forte, quasi rosso e omogeneo.


domenica 29 maggio 2016

Torta persiana dell'amore per Re-Cake 2.0


C'era una volta, tanto tempo fa, in un posto lontano lontano sperduto da qualche parte nella Persia, una ragazza dai lunghi capelli neri, raccolti in grosse trecce, perdutamente innamorata di un principe dai profondi occhi castani.
Ma il principe, per quanto ella facesse, non ricambiava il suo amore.
La ragazza lo amava, per lei il principe era divenuta un'ossessione, un pensiero costante che riempiva le sue giornate, tra giardini ricolmi di rose e padiglioni ombreggiati da sete variopinte, immerse in un miscuglio di ammiccanti aromi orientali.
Impazzire od averlo, le alternative erano poche.
La donna sublimo il suo amore in un dolce nel quale raccolse le spezie e gli aromi che riflettevano la sua passione e le rose, simbolo dell'amore, uniti agli ingredienti più pregiati.
Possiamo solo immaginare con quali amorevoli gesti e con quanta devozione preparò quel dolce.
Quindi lo offrì, intriso di un dolce aromatico sciroppo, ricoperto da petali di rose, rosse come il suo amore, cadute come tante lacrime.
Una torta fatta con amore che trasudava passione, una torta dell'amore…...
E poi? Il principe assaggio il dolce? Si accorse della ragazza? Vissero felici e contenti? … o altro?
Non è dato saperlo, qui si ferma la rete :-)
La risposta la può dare solo il dolce, assaggiandolo si può comprendere :-)

Con questo post partecipo a Re-Cake 2.0.
Questo mese ci sono riuscita!


Per la torta
250 ml di yogurt naturale
1 cucchiaino di lievito per dolci
6 uova
220 g di zucchero di canna
150 g di farina di mandorle
150 g semolino
6 bacche di cardamomo
60 g di pistacchi tritati
1 pizzico di zafferano
2 cucchiai di acqua di rose
100 ml di latte di mandorla
la buccia grattugiata di 1 limone

Per lo sciroppo
succo e scorza di 1 limone
125 ml di acqua
125 g di zucchero di canna
2 cucchiai di acqua di rose

Schiacciare i semi delle bacche di cardamomo, tritare i pistacchi, mettere da parte.
Versare il latte in una pentolina, aggiungere i pistilli di zafferano, scaldare a fiamma bassa.
Nella planetaria, velocità media, frusta K, sbattere le uova e lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro, denso e cremoso, unire lo yogurt, la farina di mandorle, il semolino e il lievito. Continuando ad impastare aromatizzare con il cardamomo, la scorza di limone e i pistacchi tritati ed, in ultimo, l’acqua di rose unita al composto di latte e zafferano, amalgamare bene.
Versare l'impasto in un stampo circolare di 24 cm di diametro, protetto da carta forno, o. ancora meglio, in uno stampo in silicone senza carta forno, livellare.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 180° per almeno 45 minuti coprendo con carta alluminio se il dolce dovesse scurirsi troppo.
Nel frattempo preparare lo sciroppo.
In un pentolino unire all'acqua il succo e la scorza del limone, lo zucchero e l'acqua di rose, portare ad ebollizione e lasciare sobbollire per almeno 5 minuti.
Lo sciroppo deve leggermente addensarsi.
Una volta cotta sformare la torta e distribuire lo sciroppo sulla superficie con l'aiuto di un pennello.
Sformare.
Decorare con petali di rosa e pistacchi tritati.



http://re-cake.blogspot.it/2016/05/torta-persiana-dellamore-14.html

mercoledì 2 marzo 2016

Il boorma per l'Abbecedario culinario mondiale



L'Abbecedario ci porta in Armenia cioè ci apre le porte del mondo perché, a seguito della diaspora, il popolo armeno si è disperso per il mondo, tanto che la maggior parte degli armeni vive all'estero.
Un popolo disperso rischia, nell'omologazione, di perdere la propria identità a meno che non riesca a conservare i propri elementi identitari, lingua, religione, tradizioni e, tra queste, ovviamente, la cucina.
La ripetizione di gesti antichi, simbolici, la permanenza di sapori, profumi, colori di famiglia, di casa ed insieme con essi i ricordi, la narrazione, la memoria, può essere uno strumento per preservare la cultura di un popolo che, altrimenti, nella conformazione potrebbe risultare assorbita, assimilata dalla cultura dominante.
Non a caso nella diaspora le tradizioni, anche culinarie, si sarebbero preservate con maggiore forza che in madrepatria dove maggiore sarebbe stata l'assimilazione determinata dall'imposizione del modello russo – sovietico.
Cercando ricette armene sono incappata in un meraviglioso blog che si propone di preservare un patrimonio culturale della cucina armena, una ricetta alla volta. 
Preservare per perpetuare e trasmettere.
Così un po' d'Armenia è entrata anche nella mia cucina :-)
Il boorma è un particolarissimo dolce armeno dalla forma unica, originale, realizzato con gli stessi ingredienti della paklava, ma con una diversa tecnica di preparazione anch'essa originale ma semplicissima, che ne fanno però un dolce diverso, più aereo, leggero e delicato.
Il boorma come la paklava esprime la cultura dell'ospitalità, del dono, della cura, resa al meglio dalle meravigliose sequenze del film “Quella strada chiamata paradiso” che possiamo rivedere qui.
Come dice Robyn se vi piace la paklava vi innamorerete del boorma.
Noi ci siamo innamorati :-)
Con questo post partecipo all'Abbecedario culinario mondiale che per l'Armenia è ospitato dal blog La cucina di Cristina.


225 g. di pasta fillo
225 g. di mandorle e pistacchi tritati
1 cucchiaio e ½ di zucchero
½ cucchiaino di cannella
100 g. di burro

Sciroppo semplice
½ tazza d'acqua
1 tazze di zucchero
una goccia di succo di limone


Fondere delicatamente il burro in un pentolino a fuoco medio. Togliere dal fuoco, lasciare riposare per 5 minuti. Raccogliere il burro chiarificato in una ciotola separandolo dalla parte acquosa rimasta sul fondo della pentola.
Preparare lo sciroppo.
Scaldare lo zucchero e l'acqua in un pentolino fino a quando lo zucchero non si sarà sciolto quindi aggiungere il succo di limone, lasciare raffreddare, usare freddo.
Disporre la pasta fillo sul piano di lavoro, coprirla con un panno asciutto.
Mescolare i pistacchi e le mandorle con lo zucchero e la cannella.
Prendere un singolo foglio di pasta fillo e piegarlo a metà. Spennellare con burro fuso insistendo, in particolare, sui bordi
Cospargere un cucchiaio del composto sulla parte superiore della pasta in maniera uniforme.
Posizionare una bacchetta di legno (io ho usato in cucchiaio di legno con un manico piuttosto lungo) sul margine della pasta più vicino a noi, arrotolare la pasta su sé stessa intorno al legno piuttosto strettamente. Compattare. Posizionare le mani su entrambe le estremità del rotolo, premere dall'esterno verso il centro facendo arricciare la pasta. Far scorrete delicatamente il boorma lungo il legno e posizionarlo su una teglia protetta da carta da forno. É più facile a farsi che a dirsi, il video esemplificativo è qui.
Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 180° per circa 10 minuti (nel mio forno) o, comunque, fino a quando il boorma è dorato.
Raffreddare completamente.
Tagliare i boorma a fette e solo al momento di servire, sui boorma da servire, lasciare cadere qualche goccia di sciroppo.



L'Abbecedario Culinario Mondiale!

Per il post mi sono documentata qui e qui.
Un grazie alla mia amica Francesca che mi ha parlato tanto del film "Quella strada chiamata paradiso"  e che, qualche anno fa, oltre che a vedere il film mi ha spinto leggere  il libro di Sonya Orfalian "La cucina d'Armenia".