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lunedì 4 gennaio 2021

I roccocò







Dolci natalizi ne ho fatti tanti, particolari, buoni, proprio buoni, ma come questi roccocò …

Esattamente quelli di pasticceria di antica tradizione napoletana, se non meglio.

Mi piaceva lasciarvi la ricetta.


1 kg farina 00

900 g zucchero

2 g ammoniaca

200 g cubetti d'arancio candito

800 g mandorle scure tostate e tritate grossolanamente

350 ml acqua calda a 40°

20 g pisto

la buccia grattugiata di qualche mandarino


mandorle pelate non tostate per completare


Nella planetaria, frusta K, impastare le polveri con i liquidi, unire i canditi, mi raccomando i migliori, e le mandorle tostate e tritate, aromatizzare con la scorzetta grattugiata di mandarino.

Trasferite l'impasto in frigo protetto da pellicola per circa 24 ore.

Il risposo renderà più morbido il roccocò che comunque risulterà bello croccante.

Riprendere l'impasto e portarlo a temperatura ambiente. Porzionarlo in pezzi da circa 50 g formando con ciascuno delle ciambelle, decorare con mandorle pelate non tostate.

Sistemare su una teglia protetta da carta da forno distanziandole, non tantissimo, ma cresceranno e si allargheranno in cottura.

Infornare a 185° per 15 – 20 minuti modalità statica. Devono dorare.

La ricetta è del pastry chef  Pasquale Schettino 


giovedì 12 gennaio 2017

Mendiant


Ancora una leccornia dal cestino di Re-Cake2.0.
Sono i mendiant, dolci tradizionali francesi tradizionalmente preparati durante le festività natalizie, dischetti di cioccolata sormontati da frutta secca e candita in un tripudio di sapori, forme, colori e consistenze.
Paradossalmente un dolce dell'aspetto così ricco e fastoso era originariamente chiamato a rappresentare l'austerità, il rigore e la moderazione della vita monastica.
Ciascuno degli ingredienti utilizzati evocava simbolicamente il colore degli abiti dei quattro ordini monastici o mendicanti: l'uva passa per i domenicani, la nocciola per gli Agostiniani, il fico secco per i francescani, e la mandorla per i Carmelitani, mendiant en chocolat.
Questo almeno originariamente, l'inventiva dei maître pâtissier ha nel tempo stravolto il significato simbolico degli ingredienti concentrandosi sul loro accostamento alla ricerca della prelibatezza e piacevolezza del risultato finale.
Quanti ordini monastici sono stati introdotti :-)
Tanto belli quanto semplici e veloci da preparare, assicurano un risultato d'effetto che è possibile replicare in qualsiasi momento dell'anno.

100 g cioccolato fondente

frutta candita (pere, albicocche, cedro, ciliegie, scorza d'arancia)
mandorle a filetti
pistacchi pelati non salati
anacardi non salati
zenzero candito
cocco essiccato
confettini perlati

Fondere metà del cioccolato a bagnomaria, fuori dal fuoco unire l'altra metà tritata finemente. Mescolare con la spatola fino ad ottenere un un composto uniforme.
Non è proprio un temperaggio perchè non ho usato il termometro per dolci ma ho comunque cercato di mantenere bassa la temperatura del cioccolato per ottenere un composto piuttosto denso e facilmente utilizzabile.
Su una teglia rivestita di carta forno realizzare con il cioccolato fuso dei dischetti semplicemente facendo colare un cucchiaio raso di cioccolato e distribuendolo poi con movimenti circolari.
Sistemare sui mendiant mezza ciliegina candita qualche pistacchio, un mezzo anacardo, un po' di canditi a lamelle, le mandorle a filetti, completare con una leggera spolverata di cocco essiccato e confettini.
Lasciare raffreddare.
Staccare dalla carta forno e servire.
Se resistono si conservano bene e a lungo.

mercoledì 4 gennaio 2017

Polvorones



In Spagna sono i biscotti natalizi per eccellenza, anche se in realtà si consumano tutto l'anno soprattutto perchè sono buonissimi.
Basta assaggiarne uno per comprenderne la terribile insidia: danno dipendenza, se si inizia non si finisce, almeno fino ad esaurimento delle teglie :-)
All'apparenza compatti e croccanti si sgretolano letteralmente polverizzandosi, scioglievolissimevolmente, all'assaggio in un un'esplosione di gusto.
Ecco perchè bisogna farli belli spessi :-)
I polvorones fanno parte del cesto delle prelibatezze natalizie proposte da re-cake 2.0, una più buona ed invitante dell'altra, sicuramente tutte da provare anche a prescindere dalle feste :-)

180 g farina 00
50 g mandorle sgusciate e spellate
120 g burro morbido
50 g zucchero a velo
1/2 cucchiaino cannella
3 – 4 cucchiaini di rum (in Spagna anice)
1 pizzico sale

per completare
zucchero a velo
Nel mixer tritare le mandorle finemente fino fino ad ottenerne farina.
Unire le mandorle alla farina, mescolare, trasferire su una teglia protetta da carta forno, livellare. Infornare a 130° per circa 30 minuti mescolando di tanto in tanto.
Sfornare e lasciare raffreddare bene.
Mescolare gli ingredienti secchi (farine, zucchero a velo, cannella, sale), formare una fontana al centro della quale mettere il burro a pezzetti e il rum. Impastare velocemente giusto il tempo di compattare l'impasto che risulterà comunque poco legato. Formare una palla, avvolgere con pellicola trasparente, lasciare riposare per almeno mezz'ora a temperatura ambiente.
Al termine stendere l'impasto ad uno spessore di circa 1,5 cm. Tagliare i biscotti con un coppapasta di 3 cm di diametro. Allineare i biscotti su una teglia protetta da carta forno. Cuocerli in forno statico già a temperatura a 160° per circa 15 minuti, devono dorare ma non colorirsi troppo
Sfornarli, lasciare raffreddare, completare con una bella spolverata di zucchero a velo.



giovedì 31 dicembre 2015

I “sospiri” di Natale


Un soffio liquoroso, un tempo si diceva spiritoso, che pervade la vellutata, evanescente, a tratti decisa, consistenza.
Questi “sospiri” sembrano rubati ai tavolini da tè delle nonne, dolci d'altri tempi che ora non si usano più.
E infatti provengono dai ricordi ….. ancora una volta di un'impagabile amica.
Quanti racconti in questi anni …. quante memorie … esistenze intrecciate e districate … e chiacchiere …. e lacrime e risate …. e tante ricette, da fare e da assaggiare ...
Perdiamoci nel sapore dolce amaro di questo “sospiro” …

. ma solo per il momento :-)


200 g. (circa) di pan di spagna
2 pizzichi di pisto
5 fichi secchi
100g. di mele cotogne semicandite
1 manciata di mandorle
2 cucchiai di confettura di amarene
cacao
rum e strega



per la copertura
Cioccolato fondente al 72%



Passare nel mixer le mele cotogne fino ad ottenere un composto quasi cremoso.
Tritare grossolanamente le mandorle.
Tritare finemente i fichi secchi.
Nel kenwood, velocità 1, frusta K, unire via via il pan di spagna, le mele cotogne, la confettura di amarena, i fichi, il pisto, qualche cucchiaio di cacao, un bicchierino tra rum e strega.
Impastare a lungo aggiungendo eventualmente altro cacao o altro liquore per ottenere un composto dalla giusta consistenza.
Unire le mandorle, lavorare ancora fino ad ottenere un composto ben amalgamato ma ancora piuttosto umido.
Le dosi sono indicative, bisogna osservare, saggiare ed assaggiare :-)
Trasferire in un contenitore ermetico e lasciare riposare in frigo per qualche ora, anche per un'intera giornata.
Formare delle cupolette (le mie erano circa 30 g. l'una, che ci volete fare sono maniacale), ricoprire con cioccolato temperato o, in alternativa rotolare nel cacao in polvere.






venerdì 12 giugno 2015

Chräbeli per l'Abbecedario culinario mondiale




Chräbeli "o si amano o si odiano", almeno così ho letto, .... l'attrattiva è irresistibile ... potevo mai esimermi dall'assaggio :-)
In effetti o è amore a prima vista .... ehm ... primo assaggio o è rifiuto assoluto, categorico.
Qui da me, siamo in quattro, in due li abbiamo amiati mentre gli altri due sono scappati a gambe levate :-)
Sono i biscotti più strani che abbia mai visto, del resto cosa si ci poteva aspettare da un dolcino comunemente definito piedino :-)
Alla forma, insolita ma invitante, si accompagna un colore assolutamente atipico, sono bianchi bianchi (!), e una preparazione decisamente inconsueta e particolare .... tutto questo per non non parlare della consistenza .... hard rock, duri duri all'esterno e, dentro, il biscotto, mentre il sapore, una volta infranto l'hard rock, è irresistibile, uno tira l'altro ...
Insomma un rompicapo .... del quale ciascuno può trovare la propria soluzione solo provando e assaggiando :-)
Con questo post partecipo all'Abbecedario culinario mondiale che per la Svizzera è ospitato dal blog Kopiaste.
 
4 uova medie
450 g. di zucchero a velo
1 pizzico di sale
600 g. di farina
1 cucchiaino di semi di anice ( o essenza di anice)
1 cucchiaio di kirsh

Montare a spuma le uova con lo zucchero, il liquore, l'anice e il sale. Unire la farina, continuando ad impastare ancora per pochi minuti fino ad ottenere composto ben amalgamato anche se piuttosto appiccicoso. Coprire con una pellicola per alimenti, trasferire in frigo per almeno mezz'ora. L'impasto si compatterà e diverrà lavorabile. Al termine, riprendere la pasta e dividerla in pezzi dai quali ricavare, rotolandoli su un piano leggermente infarinato dei bastoncini di circa 1,5 cm di diametro. Tagliare i bastoncini in pezzi lunghi circa 5 cm, praticare su ogni pezzo 3 tagli in diagonale, curvare leggermente i biscottini per evidenziare i tagli, sistemarli su una placca protetta da carta forno e ..... non infornare ma lasciare asciugare a temperatura ambiente per circa 24 ore. Il riposo serve per fissare la forma che in cottura potrebbe deformarsi e a favorire la crescita dei "piedini" che, se funziona l'alchimia, si gonfiano tanto tanto :-) 

 
Cuocere a 150° in forno statico già a temperatura per 20 minuti lasciando la porta del forno leggermente socchiusa (valvola aperta per chi possiede un forno con tale funzionalità ma anche il manico della classica cucchiarella funge benissimo).
I biscotti non devono assolutamente dorare.
Raffreddare
Conservare in sacchetti di plastica per alimenti.
Pare che dopo una settimana siano meno hard rock .... vi farò sapere :-)



 L'Abbecedario Culinario Mondiale!

giovedì 15 gennaio 2015

Il mio panettone

 L'Epifania tutte le feste porta via … si ritorna alla solita routine …
Potevo far passare le feste senza mostrarvi i risultati del mio principale impegno natalizio?
Ma certo che no!!!! :-)
Ecco il mio panettone, frutto del corso che ho seguito ad Eataly tenuto da Marco Avidiano e di anni di tentativi, prove, esperienze, sconfitte e qualche risultato.
C'è sicuramente ancora qualcosa da affinare, ma ci siamo …. ho incontrovertibilmente fatto il Panettone !!! :-)

1° impasto
450 g. di farina di manitoba
100 g. di lievito madre in forza*
50 g. di farina manitoba
115 g. di zucchero semolato
75 g. di burro a pomata
90 g. di tuorlo
225 g. di acqua


*5 rinfreschi, uno ogni 12 ore nei giorni precedenti all'impasto, 2 rinfreschi a distanza di 6 ore il giorno dell'impasto.

Usare tutto a freddo tranne il burro che deve essere a pomata, raffreddare in frigo anche la ciotola e il gancio dell'impastatore.
Nel kenwood, frusta a gancio, velocità bassa (minimo o tra minimo e 1) impastare il lievito madre con tutto il burro a pomata e il 10% della farina (i 50 g. che sono indicati a parte) per 10 minuti. Se il gancio non riesce a prendere bene gli ingredienti aiutarsi per avviare l'impasto con la spatola.
Unire la restante farina, tutto lo zucchero e tutte le uova, tutto insieme. Continuare ad impastare a velocità bassa (minimo o tra minimo e 1) per 30 minuti.
Alla fine risulterà incordato.
Trasferire sulla spianatoia, continuare ad impastare a mano per un po', praticare tre due giri di pieghe a tre. Sistemare il panetto in una ciotola unta di burro a pomata, appiattirlo leggermente con i pugni, allargandolo (sarà più facile valutare la sua maturazione), ungerlo leggermente con burro a pomata, non coprire. 

 
Lasciare levitare a 30°, forno con lucetta accesa. Deve triplicare. 


La lievitazione dovrebbe completarsi in 12 ore ma non aspettare le 12 ore, controllare l'impasto già dopo 8 – 9 ore, il mio dopo 9 ore era più che triplicato, mentre deve solo triplicare altrimenti può perdere forza per la successiva lievitazione ed infatti il mio ha risentito proprio di questo. Quindi, quando l'impasto ha lievitato più del doppio trasferirlo a temperatura ambiente (ovviamente climatizzata, il secondo impasto deve essere tutto a caldo, non una sauna ma un posto caldo, cucina chiusa, riscaldata e senza spifferi) per lasciarlo triplicare. Il passaggio a temperatura ambiente è importante anche per il completamento della procedura perché consente all'impasto di raffreddarsi.

2° impasto
87,5 g. di farina manitoba
150 g. di zucchero semolato
50 g. di tuorlo
1 uovo
50 grammi di burro a pomata
4 g. di sale
i semini di una bacca di vaniglia (non previsti dalla ricetta, ma che ci volete fare, noi donne abbiamo una passione per questi semini)

220 g. di gocce di cioccolato bianco
220 g. di mirtilli rossi secchi non reidratati
(utilizzati al posto di uvetta e arancia e cedro canditi, non amo le scorzette candite)

Usare tutti gli ingredienti a freddo tranne il burro che deve essere a pomata, raffreddare in frigo anche la ciotola e il gancio dell'impastatore.
L'ambiente deve essere caldo e senza spifferi.
Mettere nella ciotola del Kenwood la farina e lo zucchero, unire il primo impasto impastare a velocità minimo per 10 minuti. Unire metà delle uova, continuare ad impastare a minimo per 5 minuti, aggiungere la seconda parte di uova continuare l'impasto ancora per 5 minuti sempre a velocità bassa. Unire l'uovo intero continuando ancora per 5 minuti. Aggiungere il burro continuare ancora per 5 minuti, quindi, il sale, impastare ancora per 5 minuti.
La fase dell'impasto dura circa ½ ora tutto sempre a velocità minima.
Unire i semini di vaniglia, il cioccolato e i mirtilli impastare ancora 5 minuti.
Sistemare l'impasto su un vassoio. Farlo riposare scoperto in forno a 30° per 45 minuti per attivare la lievitazione. Infatti, se tutto è andato bene, l'impasto appena fuori dall'impastatore sarà quasi freddo.


Al termine del riposo procedere alla prima formatura ricavando dall'impasto dei pezzi di 600 g. per lo stampo da ½ kg e di 850 per quello da ¾ Kg. Procedere alla prima pirlatura formando con ogni pezzo una palla arrotolando sui palmi con le mani unte di burro.


Lasciare riposare per 30 minuti su un vassoio scoperto a temperatura di cucina che deve essere calda e senza spifferi.
Quindi procedere alla seconda pirlatura arrotolando strettamente i pezzi con i palmi delle mani unte di burro.
Sistemare i futuri panettoni negli stampi, trasferire a 35° (ma anche a 38°, max 40°) per 5 - 6 ore, deve triplicare.


Quando la cupoletta è a filo dello stampo trasferire i panettoni a temperatura ambiente per un po' sempre la stessa cucina calda e senza spifferi della mattina, devono raffreddarsi.


Incidere a croce giusto per intaccare la pellicina, con un pennello versare al centro della croce del burro fuso (non bollente).
Cuocere in forno statico già a temperatura a 170° per 40 – 45 minuti per i panettoni da mezzo chilo (55 – 60 minuti per quelli da da 750 g.), gli ultimi 5 minuti abbassare la temperatura a 160° se è possibile a valvola aperta.
Raffreddare rovesciato per 12 ore.
Una volta freddi chiudere i panettoni in buste di plastica per alimenti. Lasciare riposare per almeno 4 giorni prima di gustarli.



mercoledì 24 dicembre 2014

Buon Natale!!!! Le zeppole di pasta cresciuta.


È il nostro dolce di Natale.
L'unico che mia nonna preparava sempre per la vigilia, i suoi magnifici cenoni non potevano terminare senza un luccicante e colorato vassoio di zeppole di pasta cresciuta.
Le zie si affaccendavano in più elaborate o alternative preparazioni, ma solo le zeppoline terminavano …... anche dopo il più luculliano dei pasti, c'era sempre spazio :-)
la nonna da donna semplice, essenziale, non preparava dolci se non quelli della tradizione, il superfluo non l'aveva imparato, ma in quello che faceva sfiorava l'eccellenza.
La ricetta è semplicissima acqua, lievito, farina ….. tanto amore e …..olio di gomito, come diceva la nonna :-)
A casa mia non mancano mai.
Provatele,  farete contenti i vostri bambini!!!!

Auguri di un sereno Natale 


850 g. di farina tipo 00
650 g. di acqua tiepida (circa)
1 pizzico di sale
10 g. di lievito di birra
olio di semi di arachidi per friggere
Miele
Diavolini

In un capiente recipiente dai bordi alti sciogliere il lievito in ½ litro di acqua tiepida, unire la farina ed iniziare ad impastare con le mani per far assorbire l'acqua alla farina, quindi aggiungere il pizzico sale, continuare ad impastare a lungo con movimenti rotatori dal basso verso l'alto per far assorbire aria all'impasto, unire poco alla volta la rimanente acqua continuando a battere la pasta fino ad ottenere un impasto morbido e leggero, quasi fluido. La quantità di acqua è indicativa, dipende dalle caratteristiche della farina usata. Bisogna regolarsi ad occhio, sentire l'impasto.
La consistenza è questa.

  
Coprire il recipiente con uno strofinaccio, lasciare lievitare a temperatura di cucina, che in questo periodo è sempre abbastanza calda, per circa un'ora, l'impasto deve più che raddoppiare.
Scaldare in una padella per frittura ad immersione abbondante olio, prelevare con le mani leggermente inumidite piccole porzioni di impasto e trasferirle nell'olio caldo (temperatura di frittura) cercando di arrotondarle un po tra le mani, attenzione a resistere alla tentazione di modellarle troppo, se troppo premute e compattate perdono la consistenza aerea che le contraddistingue.
Friggere le zeppoline poche per volta, trasferirle su carta assorbente.
Sciogliere il miele in una capiente pentola, versarvi le zeppoline poche per volta mescolando bene perché s'intingano ben bene nel miele. Sistemare su un piatto da portata. Decorare con i diavolini.

domenica 14 dicembre 2014

Quanti modi di fare e rifare: Torta di miele e frutta secca


 Eccoci ad un nuovo appuntamento con la cucina dei QUANTI.
Questo mese, insieme con la Cuochina facciamo visita a Donatella per cucinare insieme la sua torta di miele e frutta secca.
Sapevo che il vero panforte doveva essere qualcosa di diverso da quei dischetti gommosi custoditi in allettanti packaging che fanno tanto Natale e che, anche per questo, bene o male durante le festività girano per le nostre case.
Beh …. si sa ….. prodotti da supermercato …. bisogna andare alle origini …. trovandomi a Siena no potevo certo farmi mancare la visita alla famosa pasticceria dalle importanti appendici musical – automobilistiche, tutto bello ….. una sfilata di dolci spettacolare …. un caffè eccezionale, ma all'assaggio, la degustazione, purtroppo, non soddisfa le attese, una versione di qualità, però bene o male …. si trattava dello stesso prodotto :-(
Era nelle case che si doveva cercare …. del resto anche gli struffoli di pasticceria non hanno niente a che vedere con quelli fatti in casa ….. un abisso!!!
Donatella ci offre la sua ricetta di famiglia, un dolce della tradizione e del cuore, semplice è raffinato … un vero tesoro!!!
Per la ricetta ho, ovviamente, seguito le sue indicazioni utilizzando, al posto delle scorzette d'arancia candite che non gradisco, zucca e zenzero candito …. se proprio dobbiamo fare un panforte ….. facciamolo forte :-)
Il risultato? Un dolce delizioso ed equilibrato, irresistibilmente speziato, dalla consistenza vellutata e avvolgente, insomma, una meraviglia!!!!
Grazie a Donatella e alla sua nonna per il prezioso regalo ….. questo dolce fa davvero Natale!!!!

125 g. di mandorle non pelate
100 g. di noci già pulite
100 g. tra zenzero e zucca canditi
250 g. di miele millefiori
200 g. di zucchero semolato
la buccia ed il succo di 1 limone
1 cucchiaio di rum
2 chiodi di garofano polverizzati
½ bustina di lievito chimico
250 g. di farina 00
1 cucchiaino raso di cannella macinata
zucchero a velo per servire

Tritare grossolanamente la frutta secca e i canditi.
In una capiente ciotola unire la frutta secca, i canditi, lo zucchero, la buccia e il suo succo del limone, il rum e le spezie macinate, mescolare.
Riscaldare il miele, appena arriva a bollore versarlo nella ciotola con gli altri ingredienti, mescolare. Unire la farina setacciata con il lievito. Mescolare bene.
Versare il composto in una teglia ben imburrata di circa 28 cm di diametro. Livellare.
Cuocere in forno statico già a temperatura a a 170° per 20 minuti circa.
Raffreddare
Servire con una spolverata di zucchero a velo.

Ci vediamo il prossimo mese da Anna per assaggiare i suoi Onigiri

http://cedimezzoilmare.blogspot.it/2009/01/onigiri-che-passione.html

Scusate se non passo subito da voi, ci vediamo domani, oggi sono a Roma per imparare a fare il PANETTONE, forse stavolta mi riesce :-)

domenica 23 novembre 2014

Le torte natalizie di Salvatore De Riso




Dall'ultimo corso di Salvatore De Riso ecco una carrellata della collezione torte autunno/inverno dalle splendide suggestioni natalizie.
Godiamoci la sfilata:

Torta cinque sensi



Una voluttuosa bavarese alle nocciole intervallata da sfoglie di cioccolato fondente, su croccantino alla nocciola, ricoperta da mousse al cioccolato e glassa al cioccolato fondente. Un'esperienza sensoriale coinvolgente, tutta da provare!!!!

Selva Natalizia



Pan di spagna al cioccolato ripieno di bavarese al cioccolato e gelatina al mandarino e splendidamente decorato in tema natalizio con selva di cioccolato

Tronchetto della felicità



Pan di spagna alle mandorle arrotolato su crema chantilly alle nocciole e croccantino alle nocciole e ricoperto da crema al burro al cioccolato fondente e decorazioni natalizie

Profitteroles alle castagne


Bignè ripieni di crema chantilly whisky e castagne ricoperto da salsa di cioccolato e castagne e decorato con oro alimentare …. indicatissimo per capodanno, non trovate?

Per le prossime feste ne avrò da sperimentare :-)

domenica 2 marzo 2014

Vanilkové rohlíčky



Questo mese l'abbecedario culinario europeo ci porta nella Repubblica Ceca alla scoperta di ricette e tradizioni culinarie.
Nella ricerca di ricette e tradizioni ho incontrato i vanocni cukrovi, dolcetti natalizi tradizionali, preparati in casa secondo antiche ricette che variano da famiglia a famiglia.
A Natale, a Praga, non può mancare vassoio pieno di profumatissimi e coloratissimi dolcetti dalle forme, foggie e decorazioni più disparate, c'è persino il nido di vespe!!!!
Secondo la tradizione questi pasticcini non si devono toccare prima della viglia di Natale, “il giorno generoso”, e bisogna che si consumino prima della fine delle festività, averne ancora in casa, dopo, sarebbe di cattivo augurio.
Non potendo preparare tutto l'assortimento :-) ho scelto i vanilkové rohlíčky, tra tutti forse i più conosciuti e popolari.
Si tratta di biscottini a forma di cornetto arrivati nelle tradizioni natalizie ceche direttamente dall'Austria in conseguenza di uno degli incontri – scontri di culture cui la Storia ci ha abituato.
Ovviamente non occorre aspettare Natale per assaggiarli!!!!! i vanilkové rohlíčky sono deliziosi, una scioglievolezza irresistibile, da provare!!!
Con questo post partecipo all'iniziativa Abbecedario Culinario della Comunità Europea che, per l'Austria, è ospitato dal blog Ricette di cultura.

150 g. di farina
50 g. di nocciole tritate
50 g. di zucchero a velo
110 g. di burro morbido
1 turlo d'uovo
la polpa di mezzo baccello di vaniglia,

zucchero a velo per spolverare

In una capiente ciotola mescolare farina, nocciole, zucchero a velo e vaniglia. Unire il burro tagliato a pezzetti e i tuorlo, mescolare con la lama di un coltello formando una sorta di sbriciolato. Compattare brevemente e velocemente a mano. Avvolgere in una pellicola per alimenti.
Lasciare una notte in frigo. Quest'ultimo accorgimento è essenziale, infatti solo dopo (almeno) una notte di riposo in frigo il composto si indurisce diventando lavorabile.
Prelevare delle piccole porzioni d'impasto, formare delle palline, stenderle delicatamente formando dei bastocini dello spessore di un mignolo, non piu sottile!!! curvare delicatamente i bastoncini, sistemarli su una teglia protetta da carta da forno.
Formare un biscottino alla volta, lavorandolo velocemente finchè l'impasto è freddo.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 170° per 10 minuti.
Una volta freddi spolverare con zucchero a velo.
La ricetta originale è qui e qui.

 

domenica 9 febbraio 2014

Linzer torte


Questo mese l'Abbecedario Culinario della Comunità Europea fa tappa in Austria, patria della più famosa sacher torte e di infinite altre torte, dolci, biscotti, pasticcini, meno noti ma equalmente prelibati, leccornie e squisitezze di ogni genere, da dove cominciare?
Ho messo mano al mio infallibile libricino di pasticceria internazionale che, per la verita, sul versante austriaco era già ben esplorato, così la scelta è caduta sulla linzer torte, come avrò fatto a non notarla prima?
La linzer torte è uno dei dolci austriaci più conosciuti e antichi, la prima pubblicazione della ricetta risale addirittura al 1696!!! la torta prende il nome dalla città di Linz che si trova, ovviamente, in Austria dove era preparata tradizionalmente durante le festività natalizie, la fama del dolce, nel tempo, superato i confini della cittadina e quelli austriaci, diffondendosi in tutto il mondo.
Il dolce è favoloso, provatelo, non ve ne pentirete :-)
Con questo post partecipo all'iniziativa Abbecedario Culinario della Comunità Europea che, per l'Austria, è ospitato dal blog Torte e dintorni.

per la frolla
350 g. di farina per dolci
250 g. di burro freddo a pezzetti
2 uova
250 g. di zucchero
250 g.di mandorle non spellate macinate
½ cucchiaino raso di cannella
1 pizzico di chiodi di garofano in polvere
la scorza di un limone grattugiata
2 cucchiaini rasi di lievito per dolci

per il ripieno
2 vasetti (circa 700 g.) di confettura di mirtilli

presentazione
qualche cucchiaio di confettura di albicocche
mandorle a lamella
zucchero a velo per spolverare



Nel Kenwood, frusta K, velocità 1 – 2, amalgamare velocemente il burro (freddo) ridotto a pezzetti con la farina setacciata con il lievito fino ad ottenere uno sfarinato, unire le mandorle,  lo zucchero, le uova intere, il sale, e gli aromi. Azionare ancora la planetaria a velocità 1 – 2 per pochi secondi, giusto il tempo di compattare il tutto. Se l'impasto dovesse risultare appiccicoso, aggiungere un po' di farina. Io ne ho aggiunto circa un pugno. Il composto deve risultare morbido ma non attaccaticcio. Avvolgere la pasta frolla nella pellicola per alimenti e far riposare in frigo per circa un’ora finché non si sarà rassodata.
Al termine, stendere sommariamente la pasta frolla, adagiarla in uno stampo per crostate dal fondo amovibile di diametro di 28 cm ben imburrato, stendendola con le mani e formando anche il bordo.
Riempire con la confettura.
Con la pasta restante stendere dei filoncini grossi come grissini e disporli a reticolato sulla crostata. Cuocere in forno statico già a temperatura a 180° per circa 40 minuti. Attenzione la torta tende a scurirsi.
Lasciare raffreddare.
NON SERVIRE. Far riposare la crostata qualche giorno prima di gustarla.
Presentazione:
Sciogliere a bagnomaria qualche cucchiaio di confettura di albicocche, pennellare il bordo della crostata con la confettura e cospargerlo di mandorle a lamella. Completare con una spolverata di zucchero a velo. 
La ricetta è tratta da “Dolci più buoni del mondo” (Mantovani - Peli)