Le graffe
sono uno dei più popolari street food campani, morbide e fragranti,
si affacciano tentatrici ad ogni angolo, evocando lusinghe
zuccherine.
Un must a
colazione, l'irresistibile spezzafame, la conclusione di una serata.
Come molte
altre prelibatezze della cucina napoletana le graffe vengono da
fuori, frutto della straordinaria commistione tra culture,
esperienze e … ricette determinata dalla Storia, sono austriache
:-)
Perchè a
Napoli ci sono stati anche gli Asburgo, per un breve tempo, dopo il
trattato di Utrech, regnando direttamente, e, più frequentemente
come consorti reali, è quindi probabile che possa esserci stata una
contaminazione culinaria oltreché culturale.
Infatti
sembra che il termine graffa derivi dal tedesco krapfen, uncino, che
indica tra l'altro antiche fritture tradizionali curve, arcuate,
come lo sono del resto le nostre graffe.
Le stranezze
storiche e linguistiche non finiscono qui, se infatti a Napoli esiste
ancora una frittella arcuata che conserva chiaramente l'ascendenza
etimologica, in madrepatria,il termine krapfen ha finito per indicare
dei lievitati fritti completamente diversi.
E ritorniamo
a Napoli, con una ricetta che più partenopea non si può.
Tempo fa ho
seguito un corso con Salvatore di Matteo che ci ha regalato la
ricetta delle graffe di suo nonno.
La passione
è condivisione ….. ecco la ricetta :-)
Con questo
post partecipo alla Giornata Nazionale delle Graffe del Calendario del Cibo Italiano AIFB. Nell'articolo della nostra ambasciatrice Paola Sabino del blog Fairies'kitchen tanto e tanto altro ancora sulle graffe e la loro
storia e bellissime ricette.
½ litro
d'acqua
30 g. di
sale marino
100 g. di
zucchero
150 g. di
burro o margarina a temperatura ambiente
6 uova
12, 5 g. di
lievito di birra
farina ad
assorbimento, indicativamente 1 kg.
Nella
ciotola della planetaria, versare l'acqua, far sciogliere il sale,
unire metà dei grassi a temperatura ambiente, lo zucchero e le uova.
Amalgamare gli ingredienti a velocità minima, frusta a gancio, unire
metà della farina con il lievito aumentando la velocità a 1,
aggiungere poco alla volta l'altra metà, unendo se necessario altra
farina, quanto basta ad ottenere un impasto leggero e morbido, che
comunque andrà incordato. Impastare a velocità 2 per circa 10
minuti, poi per 2 – 3 minuti a velocità 3, l'impasto dovrà
incordarsi, quasi alla fine unire l'altra metà dei grassi.
Formare
dei panetti di 70 – 100 g. in base alla grandezza che vogliamo dare
alle graffe, riposare coperti per ½ ora. Stendere i panetti
formando dei tronchetti, allungarli arrotolandoli sul piano, formare
le graffe unendo le due estremità, sistemarle man mano su un piano
leggermente infarinato. Lievitare per 2 ore, coperte, a temperatura
ambiente ma al riparo da correnti.
Portare
l'olio a temperatura, deve essere caldo ma non caldissimo, altrimenti
si briuciano. Adagiare le graffe nell'olio a temperatura prendendole
da sotto e allargandole leggermente. Passarle su carta assorbente e
poi nello zucchero.
Per il post mi sono documentata qui:
http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/krapfen-graffehttps://it.wikipedia.org/wiki/Graffe_napoletane
https://it.wikipedia.org/wiki/Krapfen
http://www.lacooltura.com/2016/04/graffe-napoletane-la-ricetta-la-storia/