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domenica 11 giugno 2017

Quanti modi di fare e rifare gli gnocchi con la fioreta



Buona domenica, siamo di nuovo qui all'appuntamento con la Cuochina, oggi prepareremo gli gnochi con la fioreta, un sostanzioso piatto veneto tipico di Recoaro Terme.
Dal Veneto alla Campania li ho rifatti usando non la fioreta ma il nostro fior di ricotta che di suo e morbido fluido e cremoso.
Mi sa che nonostante le distanze geografiche la sostanza non cambia :-) e malgrado la calura è stato un successone, ripassati ancora più buoni!
Come sempre, quante cose impariamo con la Cuochina!

Ingredienti per 2 persone

200 g di fior di ricotta
160 g di farina debole
25 - 30 g di burro
formaggio grattugiato qb
sale
salvia

n una capiente ciotola versare la il fior di ricotta, unire la farina ed impastare con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto liscio ma abbastanza compatto. Con l'aiuto di due cucchiai, prendere una parte del composto e formare degli gnocchi non molto grandi, da tuffare nell’acqua bollente salata. Quando gli gnocchi riaffioreranno, lasciarli cuocere per altri tre o quattro minuti.
Nel frattempo, in un padellino antiaderente, far sciogliere il burro lasciandolo sul fuoco fino a quando sarà diventato color nocciola. Prendere gli gnocchi delicatamente con un mestolo forato, disporli nel piatto, cospargerli con abbondante formaggio grattugiato e condirli col burro fuso e della salvia.


Il prossimo mese non mancate di nuovo dalla Cuochina prepareremo i panzerotti pugliesi


http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/2016/08/la-cucina-regionale-della-cuochina.html


LA NOSTRA CUOCHINA

domenica 14 maggio 2017

Quanti modi di fare e rifare i tranci di pesce alla romagnola: Rotoli di pesce bandiera in panure


Buona domenica, continuiamo il nostro giro tra le ricette regionali italiane, siamo nella cucina della Cuochina prepareremo i tranci di pesce alla romagnola.
Io proprio alla romagnola non li ho fatti, non amo le uova, quindi a casa mia e nella mia cucina reale e virtuale poco si cucinano :-)
Ho preparato dei tranci di pesce, un buonissimo e salutare pesce azzurro, il pesce bandiera, con una panure mediterranea e l'ho servito con pomodori confit leggermente piccanti e il loro sughetto che ci stava davvero a meraviglia :-)
Quante cose impariamo con la Cuochina!



6 tranci di pesce bandiera sfilettato
100 g di pangrattato
3 pomodori secchi sott'olio
20 g di prezzemolo
1 aglio
olio extravergine di oliva qb
sale

per i pomodorini confit
pomodorini datterini
rosmarino
santoreggia
aglio a pezzettini
peperoncino tritato
origano
zucchero
sale
olio extravergine di oliva

Pulire i pomodorini, tagliarli a metà, sistemarli su una teglia protetta di carta da forno, salare, spolverare con aglio, origano, peperoncino, e un pizzico di zucchero, completare con olio extravergine di oliva e qualche rametto di rosarino e di santoreggia.
Cuocere a 200° in forno ventilato per circa 20 minuti.
Mettere da parte e scaldare al momento.
Passare nel mixer il pangrattato, il prezzemolo, l'aglio, i pomodori precedentemente sgocciolati, un pizzico di sale e tanto olio quanto basta per ottenere una panure corposa che non si sgretoli.
Salare i tranci.
Stendere la panure in un generoso strato sui tranci, arrotolare.
Sistemare i rotoli in orizzontale con la chiusura sotto in una teglia protetta da carta da forno.
Cuocere in forno ventilato già a temperatura a 180° per circa 10 minuti, il pesce deve cuocersi leggermente dorare all'esterno ma non seccarsi.
Servire con pomodorini confit.


LA NOSTRA CUOCHINA

Il prossimo mese siamo ancora qua, prepareremo gli gnochi con la fioreta, non mancate!

http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/2016/08/la-cucina-regionale-della-cuochina_14.html

domenica 9 aprile 2017

Quanti modi di fare e rifare il tagano agrigentino


Buona domenica, anche questo mese ci ritroviamo nella cucina della Cuochina, prepareremo il tagano, piatto tipico dell'agrigentino, in particolare di Aragona.
Il tagano è una particolarissima pasta al forno preparata solitamente il Sabato Santo per essere consumata a Pasquetta, a fette come una ricchissima e fastosa torta rustica.
La preparazione deve il suo nome al particolare stampo di cottura, appunto il tagano, un recipiente in terracotta prodotto solo ad Aragona, taganu o tianu infatti in siciliano vuol dire tegame.
Io l'ho rifatto, affascinata dalla crosticina croccante e dall'aspetto sontuoso non potevo che ispirarmi alla nostra pasta al forno, che chiama i paccheri e la provola o il fiordilatte. Per il resto ho dimezzato il numero delle uova, nella ricetta consigliata dalla Cuochina già ridottissimo rispetto alle ricette tradizionali che si trovano in rete, e adottato il suggerimento del latte, non amo molto il sapore delle uova :-)
Ne è uscita una cosa favolosa che è piaciuta a tutti e che sicuramente rifaremo.
Ancora una volta, quante cose impariamo con la Cuochina!


Ingredienti per uno stampo apribile di 24 cm

400g di paccheri di Gragnano
200g di carne macinata (metà suina e metà bovina)
150g di passata di pomodoro
2 uova
100g di latte
1 cipolla bianca
150g di piselli freschi pesati senza buccia
1 provola di Agerola (circa 300g)
50g di pecorino grattugiato
50g di pane grattugiato
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Lasciare asciugare la provola in frigo per una notte.
In una capiente pentola soffriggere la cipolla tritata con 4 - 5 cucchiai di olio, aggiungere la carne, rosolare, salare, pepare, unire la passata di pomodoro.
Cuocere per circa un'ora, il sughetto non deve essere troppo asciutto.
Dieci minuti prima di spegnere il fuoco aggiungere i piselli.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla al dente, condirla con il ragù.
Versare un terzo della pasta nello stampo precedentemente rivestito da carta forno, spennellato di olio e cosparso di pane grattugiato.
Sbattere le uova col pecorino e il latte, salare, e versarne un terzo circa sul primo strato di pasta. Allineare sopra delle fettine di provola.
Fare un altro strato come il precedente ed ancora un altro, fino a tre strati. Per ultimo finire con la provola, le uova sbattute e il pane grattugiato.
Cuocere in forno ventilato già a temperatura a 200 °C per circa 20 minuti o, comunque, finché non si sarà formata una crosticina dorata. 


Il prossimo mese non siamo di nuovo qui, prepareremo i tranci di pesce alla romagnola

http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/2016/08/la-cucina-regionale-della-cuochina_21.html

LA NOSTRA CUOCHINA

domenica 12 marzo 2017

Quanti modi di fare e rifare il gulasch di manzo



Buona domenica, ci ritroviamo anche oggi nella cucina della Cuochina, cucineremo un tipico piatto Altoadesino il Rindsgulasch, il gulasch di manzo.
Ero curiosissima di assaggiarlo, quell'intingolo piccantino e corposo mi intrigava da tempo, poi tra una cosa e l'altra in tanti anni non l'ho mai preparato.
Ci voleva proprio la Cuochina!
Ed ecco che neppure stavolta l'ho preparato!
Precisamente la mia anima partenopea è straripata abbracciando il gulasch che in cottura sembrava così tanto simile alla nostra carne e patate arrecanata che non ho potuto resistere, una patata alla fine c'è cascata :-)
E il mio gulasch partenotirolese? Una delizia, ha conquistato tutti … certo che lo rifaremo!
Grazie alla Cuochina per la bellissima ricetta e ancora una volta …. quante cose impariamo con la Cuochina!

250g di manzo (per me bianco costato)
1 patata media
100g di passata di pomodoro
1 cipolla
brodo qb
1 cucchiaio di olio
1 spicchio d'aglio
alloro
maggiorana
cumino
paprika
peperoncino
sale

In una capiente pentola far appassire a fuoco lento la cipolla tritata finemente in un cucchiaio di olio. Insaporire con un cucchiaino di paprika e mezzo peperoncin. Aggiungere la carne tagliata a grossi dadi e far soffriggere per qualche minuto, unire poi la passata di pomodoro, l'aglio, due foglie di alloro, un pizzico di cumino e un cucchiaino di maggiorana, il brodo ed il sale. Mescolare.
Cuocere a fuoco moderato, coperto, per 2 o 3 ore mescolando di tanto in tanto per evitare che la carne si attacchi sul fondo.
A cottura la carne deve risultare morbida e tenera.
Una mezz'oretta prima della completa cottura unire una patata tagliata a tocchetti, mescolare, continuare a fuoco moderato fino a che la patata risulterà cotta ma non disfatta.
Al termine, togliere l'aglio e le foglie di alloro, servire il gulasch e patate ben caldo. 

 
Il prossimo mese siamo di nuovo qui dalla Cuochina, cucineremo il Tagano agrigentino, ci portiamo avanti per Pasqua!

http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/2016/08/la-cucina-regionale-della-cuochina_28.html

domenica 12 febbraio 2017

Quanti modi di fare e rifare la cicerchiata



Buona domenica, ci ritroviamo anche questo mese, siamo nella cucina della Cuochina, prepareremo insieme la cicerchiata.
Carnevale è alle porte, si frigge in ogni dove e friggiamo anche noi :-)
Tra chiacchere, zeppole e castagnole troveremo un posticino anche per lacicerchiata :-)
Del resto la ricetta merita e va provata e con i consigli della Cuochina riesce perfettamente.
A me è piaciuto decorarla come facciamo con gli struffoli con confettini colorati, si sa al cuor non si comanda … sicuramente però anche con mandorle e cioccolata, come nella traduzione abbruzzese, sarà fantastica.
Quante cose scopriamo con la Cuochina e di quanto si arricchiscono le nostre cucine!


1 uovo
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di limoncello
buccia grattugiata di 1/2 limone
100 g circa di farina debole
olio per friggere qb

150 g di miele
30 g di frutta candita
anicini, diavolini e codette miste


In una ciotola, sbattere l'uovo con olio, liquore e con la buccia di limone grattugiata.
Unire a piccole dosi la farina, tanta quanta ne occorre per ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso, per me, in relazione alla grandezza delle uova che ho usato 100 g e un cucchiaio.
Formare dei bastoncini grossi quanto una matita. Con una spatola o con un coltello ben affilato, tagliare dei tocchetti grandi circa 1/2cm, arrotolarli fra le mani, formando delle palline.
Friggerli in olio bollente in piccole quantità, si gonfieranno, fino a quando diventano dorate, scolarli bene e trasferirli su carta assorbente.
In una capiente pentola sciogliere il miele a fuoco basso, quando diventa di un bel colore ambrato togliere la pentola dal fuoco ed unire le palline fritte, le mandorle, la frutta candita tagliata a piccolissimi pezzi e qualche cucchiaio di confettini, mescolare bene.
Trasferire su un piatto da portata, con le mani leggermente umide formare una ciambella, ricoprire con una spolverata di confettini.


Il prossimo mese ci vedremo di nuovo dalla Cuochina, prepareremo il Gulash di manzo.

http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/2016/09/la-cucina-regionale-della-cuochina_4.html

LA NOSTRA CUOCHINA 

domenica 8 gennaio 2017

Quanti modi di fare e rifare le orecchiette con le cime di rapa


Buona domenica, oggi inauguriamo i nuovi menù di QUANTI MODI DI FARE E RIFARE, quest'anno gireremo l'Italia in lungo e in largo imparando a preparare le migliori specialità tipiche regionali selezionate dalla Cuochina.
Questo mese si inizia con delle stupende orecchiette con le cime di rapa.
Dalla Cuochina potrete trovare il tutorial completo per realizzare a mano e semplicemente proprio le pugliesissime orecchiette, io purtroppo per una serie di disguidi non ho potuto prepararle a mano ed ho ripiegato all'ultimo minuto sulla dispensa, che è sempre ben fornita, pescando delle orecchiette di grano arso.
Anche questo può essere modo di fare e rifare :-)
Però rimedierò presto preparandole a mano, la ricetta è piaciuta così tanto in famiglia che ovviamente sarà fatta e rifatta :-)

per 4 persone
300 g di orecchiette al grano arso
1 kg di cime di rape
10 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
2 spicchi d'aglio
6 acciughe sott'olio
1 peperoncino



Pulire le cime di rapa facendo attenzione a non rovinare le cime. Metterle in acqua per 20 - 30 minuti, lavarle con attenzione e lasciarle sgocciolare in un colapasta.
Cuocere in acqua bollente non salata le cime di rapa, devono diventare tenerissime, estrarle con una schiumarola, metterle da parte.
In una capiente padella sciogliere le acciughe precedentemente spezzettate a fuoco lento con olio, aglio e peperoncino.
Nel frattempo salare l'acqua di cottura delle cime di rapa, cuocervi le orecchiette, scolarle lasciando da parte un po' d'acqua di cottura.
Trasferire le orecchiette e le cime di rapa lessate nella padella con l'olio, aggiustare di sale e far insaporire per qualche minuto a fuoco debole aggiungendo se necessario un un mestolo d'acqua di cottura.


Il prossimo mese tutti dalla Cuochina prepareremo la Cicerchiata, non l'ho mai assaggiata, non vedo l'ora!!!!
http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/2016/10/la-cucina-regionale-della-cuochina_23.html 

LA NOSTRA CUOCHINA

domenica 18 dicembre 2016

I susamielli


Fra una settimana è Natale, la Cuochina ci invita a fare Natale insieme allestendo un menù comune con le nostre ricette preferite.
Era parecchio che ci pensavo ... prossimo anno devo fare i susamielli … prossimo anno ….. e prossimo ancora …. :-) ci voleva la Cuochina per farmi decidere.
I susamielli sono dolci antichi, frutto dell'inventiva delle suore cuciniere, le cui origini si perdono appunto nelle cucine dei monasteri, nella grande tradizione della pasticceria conventuale napoletana.
Le cucine dei conventi sono state infatti per secoli, almeno tra il il cinquecento e l'ottocento, le migliori e più grandi pasticcerie napoletane.
II conventi, operando di fatto in regine di concorrenza, si specializzarno nella produzione e vendita di prelibati pasticcini che divennero una delle loro principali fonti di reddito oltreché di vanto. Le ricette, segretamente custodite, garantivano l'esclusiva della produzione tant'è che spesso al dolce era dato il nome del convento.
Non è però questo il caso dei susamielli che pare si chiamassero così per la presenza sulla superfice di semi di sesamo, i sesamielli, forse il ricordo di una qualche derivazione araba pervenuta attaverso i contatti, la circolazione di ricette, frequente e comune nei monasteri del Regno di Napoli, con la cucina siciliana.
La forte presenza del miele unita alla decisa aromatizzazione, la struttura del dolce, nonché la tecnica di preparazione, testimonia la l'estrema risalenza della ricetta, sicuramente conosciuta, diffusa e praticata molto prima del 1500.
E' del 1509 infatti una prammatica del Regno di Napoli che cita i susamelli inseme a maccarune, ceppole (zeppole), vermicelli, taralli, prodotti di consumo comune per la popolazione napoletana attestandone quindi la radicazione nei costumi alimentari di Napoli.
Indovinate un po' chi si è laureata con una tesi proprio sulle prime consolidazioni prammaticali del '500 :-)
I susamielli hanno una consistenza particolare, quasi gommosa, 'nghiummuso, come si dice dalle mie parti, ed infatti il termine susamiello è anche utilizzato per indicare qualcosa di pesante, fastidioso da sopportare, in effetti ci vuole un po' per masticarlo :-)
È un dolce che si impara ad apprezzare col tempo, con l'età, forse diventando antichi pure noi :-)

I miei più sinceri auguri di un sereno Natale

200 g di farina,
200 g di miele
80 g di zucchero,
100 g di mandorle sbucciate
100 g di scorzette di arancia e mandarino candite
la scorza grattugiata di due mandarini
1 pizzico di pisto (un mix di cannella, pepe bianco, chiodi di garofano e noce moscata in polvere)
5 g di ammoniaca per dolci

Tritare le mandorle e i canditi separatamente.
Sulla spianatoia mescolare farina, zucchero, mandorle, canditi, pisto, scorza grattugiata e ammoniaca, formare una fontana. Sciogliere il miele, versarlo bollente nel mezzo della fontana. Mescolare prima con un cucchiaio di legno, poi impastare con l'aiuto di una spatola quindi, quando l'impasto si è un po' raffreddato, a mano. Dividere la pasta in tanti pezzi da circa 65 g, formare dei bastoncini piuttosto spessi, foggiarli ad esse, allinearli su una teglia protetta da carta forno, sistemare tre mandorle come decorazione, spennellare con acqua.
Infornare in forno statico a 180° per circa 15 minuti.
Attenzione come potete vedere scuriscono facilmente.
Lasciare riposare qualche giorno.

La ricetta è presa da La cucina della Campania di Anna e Piero Serra
La prammatica citata si trova qui



http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/2016/11/quanti-modi-di-fare-natale-con-noi.html 

domenica 11 dicembre 2016

Quanti modi di fare e rifare i biscotti allo zenzero per Natale


È quasi Natale tempo di biscotti è biscottini, non possono mancare sotto l'albero, sono per Babbo Natale!
Meglio portarsi avanti col lavoro! Insieme alla Cuochina oggi siamo nella cucina di Vittoria, impareremo a fare suoi i biscotti allo zenzero.
Ehm … i miei proprio allo zenzero non sono, pensavo di averlo in dispensa, ho allungato la mano, cercato e cercato, ma niente :-(
Poiché trascinata come sono, precipitevolissimevolmente ma piacevolmente, da tanto, forse troppo, non ho possibilità di programmare ripetizione alcuna per cui deve essere buona la prima o ce la facciamo piacere :-) i biscotti li ho preparati solo con miele e cannella, erano tanto buoni lo stesso!
Chissà che da una dimenticanza non possa nascere una ricetta :-) intanto questi, insieme a quelli allo zenzero, di cui nel frattempo ho fatto scorte, certo non li lascio, li ripeterò sicuramente per Natale!
Quante cose impariamo con la Cuochina!
Ed ora vado a piluccare qualche biscottino dalle mie amiche dei QUANTI!

45O g di farina per torte (70% di farina 00, 30 % di amido di frumento)
2 cucchiaini e ½ di cannella in polvere
i semini di una bacca di vaniglia
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
60 g di zucchero semolato
60 g di zucchero di canna
160 g di miele millefiori
200 g di burro
1 uovo

In una capiennte ciotola mescolare con cura la farina, la cannella, la vaniglia, il lievito ed il sale.
A parte lavorare il burro e i due tipi di zucchero, unire, l'uovo e il miele amalgamando bene il tutto. Unire la farina con le polveri al composto di burro e miele lavorando fino ad ottenere un impasto morbido e compatto. Formare una palla, avvolgere con pellicola, trasferire in frigo fino al giorno successivo (deve riposare almeno 5 ore).
Il giorno successivo prelevare una parte dell'impasto lasciando l'altra al fresco in frigo. Stedere l'impasto ad uno spessore di circa 5 mm, ritagliare con le formine, adagiare su una placca protetta da carta da forno, continuare fino ad esaurimento dell'impasto. Cuocere in forno statico già a temperatura a 180° per 8 minuti, attenzione colorano facilmente!


Ci vediamo a gennaio con i menù della Cuochina prepareremo le orecchiette con le cime di rapa, non vedo l'ora!!! 



LA NOSTRA CUOCHINA

domenica 13 novembre 2016

Quanti modi di fare e rifare gli amaretti di Nicola


Buongiorno e buona domenica, oggi la Cuochina ci porta nella cucina di Clara eNicola, impareremo a preparare gli amaretti di Nicola, dolcissimi e deliziosi biscottini che Clara prepara a Nicola ogni anno, per il suo onomastico.
Gli amaretti proprio mi mancavano, non ho mai apprezzato molto quelli industriali dallo spiccato quanto artificiale aroma di mandorle.
Ma quelli di Nicola sono proprio un'altra cosa prelibati, scioglievoli, davvero unici!
Quante cose impariamo con la Cuochina, quanti piatti entrano nelle nostre cucine per non uscirne più!
Ed ora con il nuovo menù 2017 ne cucineremo delle belle, non vedo l'ora!



500 g di mandorle pelate
500 g di zucchero a velo
3 albumi.

Nel mixer tritare le mandorle con qualche cucchiaio di fzucchero a velo fino ad ridurle a farina-.
Un una capiente ciotola unire le mandorle, il rmanente zucchero a velo, gli albumi, impastare a mano
Con l'impasto ottenuto formare delle polpette di circa 3 cm di diametro, sistemarle su una teglia protetta di carta forno, non schiacciare si abbasseranno da sole durante la cottura.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 140 ° per 15 - 20 minuti, devono leggermente dorarsi. 



Quanti modi di fare e rifare

 

Ci vediamo il mese prossimo, saremo da Vittoria per cucinare i suoi biscotti allo zenzero

https://semplicesemplice-vittoria.blogspot.it/2012/12/biscotti-allo-zenzero-e-buon-natale.html

domenica 9 ottobre 2016

Quanti modi di fare e rifare pisarei e fasö



Buongiorno e buona domenica, eccoci ad un nuovo appuntamento con Quanti Modi di Fare e Rifare.
Oggi la Cuochina ci porta a nella cucina della carissima Elena del blog Zibaldone Culinario, che ci insegnerà una meravigliosa ricetta piacentina i Pisarei e Fasö.
Semplici gnocchetti di farina e pangrattato, piccoli piccoli, la grandezza di un fagiolo, accompagnati da un corroborante brodo di fagioli, nella cui preparazione si sono misurate generazioni e generazioni di massaie piacentine.
In passato saper realizzare buoni pisarei pare fosse condizione essenziale per sposarsi, una fanciulla priva delle indicative callosità sul pollice, difficilmente avrebbe trovato marito ….. come cambiano i tempi :-)
Elena ci regala una ricetta di famiglia, ovviamente precisissima e perfetta, svelandoci tutti i segreti per ottenere buonissimi pisarei morbidi e corposi al punto giusto.
Dovete sapere che qualche mese fa la mia amica Elena è stata ambasciatrice per il Calendario del Cibo Italiano proprio dei Pisarei e Fasö, purtroppo all'inizio del Calendario non avevo ancora preso la mano con post, programmazione ed altro ancora, così me li sono persi e mi è dispiaciuto molto.
Questa volta certo che non li perdo … li ho fatti già due volte!  mai come in questo caso repetita iuvant :-)
Ed eccoli nella versione che la stessa Elena ha proposto per il Calendario.

Ancora una volta … quante cose impariamo con la Cuochina :-)

400 g di farina 00
200 g di pane grattugiato
20 g di burro
acqua calda q. b.
sale


250 g di fagioli borlotti freschi o surgelati
30 g di lardo pestato
20 g di burro
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 spicchio di aglio
1 cipolla
1 cucchiaio di salsa di pomodoro
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
prezzemolo
Sale e pepe

Su una spianatoia disporre la farina a fontana, sistemare all’interno il pane grattugiato, il sale e il burro, scottare il pane con acqua calda.
Lasciare raffreddare il pane, quindi impastare velocemente, fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Far riposare l’impasto coperto per circa 15 minuti.
Formare dei piccoli cordoncini di pasta dal diametro di 5 mm, assottigliandoli con i palmi delle mani. Staccare dei pezzetti modellarli a gnocchetto con il pollice.
Portate a metà cottura i fagioli in acqua non salata condita con un cucchiaio di olio e una fettina di cipolla fresca.
Preparate un soffritto, con burro, lardo pestato, cipolla, aglio, prezzemolo tritati, unire i fagioli, facendoli insaporire a fuoco lento. Aggiungere la salsa di pomodoro e il concentrato, diluire un poco con acqua tiepida. Aggiustare di sale e pepe, continuare a fuoco basso fino alla cottura dei fagioli.
Quando il sugo sarà pronto, lessare in abbondante acqua salata i pisarei, a cottura, un paio di minuti dopo che sono venuti a galla, scolarli ed aggiungerli al sugo.
Servire con formaggio grana grattugiato. 


 
 http://gliamicinoblogger.blogspot.it/2013/03/gli-amaretti-di-nicola.html