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lunedì 15 gennaio 2018

Sandwich di gattò


Questa è una non ricetta, lo vedete è intuitiva …
Ma vi è mai avanzato il gattò?
Premetto che lo amo caldo, caldissimo, da sempre, da quando piccolissima sostavo davanti al forno di nonna, impaziente, ma quando è pronto? ancora? uffa!
Poi appena sfornato ne pretendevo una porzione, fa attenzione scotta, mi mettevano a freddare il piatto sulla finestra ed io, sotto, in attesa, pregustavo il momento.
Bei tempi … sapori indescrivibili …
Forse neppure erano tanto belli i tempi :-) il bello è negli occhi di chi guarda, nell'animo di chi ricorda …
Insomma tutto questo per dire che il gattò non lo servo mai a fette, semmai a cucchiaiate sfidando con cuore intrepido migliaia di gradi Fahrenheit :-)
Caldo caldo è più buono, ha un altro sapore, l'impasto etereo e vellutato si fonde con la morbidezza avvolgente della mozzarella in una coccola degustativa unica.
Freddo non mi piaceva.
Se avanzava, e qualcosa avanzava sempre considerate le quantità industriali lavorate, nonna aveva trovato l'escamotage di friggerlo in padella che poi ho affinato, da porca buongustaia che sono, aggiungendo altra provola o mozzarella, chissà perché avanzavano sempre gli angoli :-)

Volete cimentarvi? sul Calendario del Cibo Italiano trovate la ricetta del gattò. 

 
Mi raccomando, olio di gomito diceva nonna, impastate bene, fatene una doppia dose come la qui presente che ieri ne ha fritto l'ultima fetta dopo aver dispensato gattò al parentado e gongelato una monoporzione abbondante, non dimenticate di infiocchettare bene la superficie non come ho dimenticato io, e fatene avanzare qualche fettina ….
Giorno dopo friggete in padella, da entrambi i lati, le singole fette dallo spessore di 3 – 4 cm poi accoppiatele con una fetta di provola o mozzarella … reloaded gattò :-)



Con questo post partecipo con i miei ricordi di bambina alla Giornata Nazionale del Gattò di Patate del Calendario del Cibo Italiano.

http://www.calendariodelciboitaliano.it/

mercoledì 12 aprile 2017

La focaccia di Recco



C'è focaccia e focaccia, quella di Recco è tutta particolare, unica e inimitabile.
Croccante, corposamente inconsistente, racchiude come uno scrigno il morbido, umido ripieno, attentamente dosato.
Più che una focaccia una poesia, non si può spiegare, bisogna solo assaggiare.
Come la pizza si fa solo a Napoli, con l'acqua, la farina, il lievito, il sale, il pizzaiolo, il forno e pure l'aria di Napoli (sante parole Alessandra!) cosi la focaccia è solo quella di Recco e si fa solo a Recco con l'acqua, la farina, il sale, il formaggio, l'olio, il fornaio e pure il forno di Recco (ora siamo nella tua terra Alessandra!).
Se proprio vogliamo prepararla in casa, fuori dalle mura della cittadina ligure, è necessario attenersi rigorosamente al disciplinare, altrimenti non è focaccia!


Ecco la ricetta del disciplinare

per una teglia di “Focaccia di Recco col formaggio”diametro cm 60 da 10 porzioni circa
500 gr. di Farina di grano tenero tipo “00” di forza o in alternativa farina tipo “Manitoba”.
50 gr. di olio extra vergine d’oliva italiano
Acqua naturale
Sale fino
1 kg. di Formaggio fresco

Preparazione dell’impasto

Si lavorano assieme farina di grano tenero tipo “00” (o farina tipo “Manitoba”), acqua, olio extravergine di oliva italiano e sale sino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Io ho utilizzato 250 g di acqua e 6 g di sale fino. Terminata l’operazione, si lascia riposare l’impasto per almeno 30 minuti a temperatura ambiente, coperto da un telo di tessuto naturale. Per 4 pizze da circa 26 cm di diametro ho suddiviso l'impasto i 8 pezzi uguali.
Si preleva una porzione di impasto e la si tira. Quindi si procede manualmente allargando la pasta con un movimento rotatorio, posizionando le mani sotto alla sfoglia, fino a renderne lo spessore inferiore al millimetro, e avendo cura di non provocare perforazioni della superficie. Si adagia la sfoglia ottenuta nella teglia di cottura, precedentemente unta con olio extravergine di oliva italiano.
Si adagia sulla sfoglia il Formaggio fresco distribuendolo in piccoli pezzi della grandezza pari a quella di una noce così da coprire in maniera omogenea tutta la superficie. In mancanza del Formaggio fresco indicato dal disciplinare che qui in Campania non è possibile reperire ho utilizzato dello stracchino fresco. Si procede alla lavorazione dell’impasto rimanente, per ottenere un secondo strato di sfoglia delle dimensioni pari al precedente, che sarà ulteriormente lavorato fino a renderlo sottile, quasi trasparente, e sarà successivamente adagiato sulla base già coperta dal Formaggio.
Si saldano, schiacciandoli, i bordi sovrapposti delle due sfoglie per impedire la fuoriuscita del Formaggio durante le operazioni di cottura. Eventuali lembi di impasto in eccesso potranno essere rimossi con l’ausilio di un coltello o di altro strumento.
Con le dita si pizzica in più punti la sfoglia superiore, formando dei fori.
Si cosparge la “Focaccia di Recco col formaggio” con un filo di olio extravergine di oliva italiano ed, eventualmente, con una spolverizzata di sale. La cottura deve avvenire in forni alla temperatura compresa tra 270° e 320°C per 4-8 minuti, fino a quando la superficie del prodotto non avrà assunto un colore dorato, con bolle o striature marroni nella parte superiore. Il forno deve essere regolato in modo che la parte inferiore sia più calda della superiore. Nel mio forno, casalingo, che raggiunge circa una temperatura di 220° ci sono voluti circa 10 minuti di cottura in modalità statica per la cottura ottimale.


http://www.calendariodelciboitaliano.it/

lunedì 3 ottobre 2016

Sbrisolona alle nocciole e cioccolato fondente



La sbrisolona è un antichissimo dolce mantovano che, come molti dei migliori piatti della cucina italiana, affonda le sue radici nella tradizione povera della cucina contadina.
Pare che infatti che i contadini mantovani usassero festeggiare particolari ricorrenze come nascite o matrimoni con un dolce a base di sugna, farina di mais e nocciole, i pochi ingredienti a loro disposizione
Un dolce beneaugurante, destinato a conservarsi a lungo, moltiplicandosi, per così dire, in tanti frammenti.
E proprio alle briciole, brìse, che inevitabilmente si formano al primo contatto, espressione di genuina convivialità, deve il suo nome.
Tra il '500 e il '600 questo dolce arriva alla corte dei Gonzaga e, arricchito da mandorle, zucchero, aromi, divenne la base della moderna sbrisolona.
Oggi il Calendario del Cibo Italiano AIFB festeggia questo dolce antico, dai focolari contadini ai fasti di corte, fino alle nostre cucine, ne ha fatto di strada la sbrisolona!
Nell'articolo della nostra ambasciatrice Laura Bertolini del blog Frittomisto Cucina ed Emozioni, tanto ancora sulla sbrisolona e bellissime ricette.
Eccone una versione cioccolattosa....

125 g. di farina 00
100 g. di nocciole sgusciate
75 g. di farina gialla fine
80 g. di zucchero
1 tuorlo
100 g. di burro
50 g. di gocce di cioccolato fondente
1 semini di un quarto di bacca di vaniglia

Tritare le nocciole.
Setacciare insieme le farine, disprole a fontana, al centro unire lo zucchero, le nocciole, le gocce di cioccolato, il tuorlo e il burro.
Lavorare rapidissimamente il composto con la punta delle dita fino ad ottenere un composto omogeneo ma leggermente sbriciolato. Sbriciolare l'impasto con le mani direttamente nella teglia (rotonda da circa 20 cm di diametro) protetta da carta da forno, non pressare come invece ho fatto io altrimenti si compatta e si vedono poco le briciole :-)
Cuocere in forno statico già a temperatura a 180° per circa 40 minuti, deve ben dorarsi.
Lasciare raffreddare, sformare con attenzione, servire fredda.

Per la ricetta è tratta con opportuni adattamenti dall'Enciclopedia della Cucina Italiana ed. La Biblioteca di Repubblica


Per il post mi sono documentata qui: 



http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/ 

domenica 10 luglio 2016

Quanti modi di fare e rifare lo scarpazzoun



Eccoci all'ultimo appuntamento, prima della pausa estiva, con le ricette dei QUANTI.
Oggi la Cuochina ci porta al Ristorante dai Nonni, da Daniela, impareremo a fare lo scarpazzoun, l'erbazzone, un piatto reggiano che più reggiano non si può, oggi siamo tutte reggiane, come Daniela :-)
Con questo caldo accendere il forno è un po' una sofferenza, ma per un rustico così, credetemi, ne vale davvero la pena!
Che squisitezza! Tanta verdura, buona e salutare, racchiusa in uno scrigno di sottile, croccante e sfiziosa sfoglia da gustare senza troppi rimorsi, irresistibile!
Quante cose impariamo con la Cuochina :-)
Grazie a Daniela per la ricetta e alla Cuochina per la magnifica scelta!

Ecco la ricetta di Daniela

Per la pasta
300 g. di farina 0
una noce di strutto,
olio extravergine di oliva
sale
acqua per impastare

Per il ripieno
1 kg. di bietole
1/2 kg. di spinaci
una noce di strutto
2 cucchiai di pane grattugiato
1 uovo
5/6 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
un cucchiaio di lardo
aglio
cipolla
porro
prezzemolo
sale

Impastare la farina con la noce di strutto due o tre cucchiai di olio extravergine di oliva, sale e acqua quanto basta per ottenere una pasta morbida ed elastica. Lasciare riposare l'impasto protetto da pellicola per alimenti per circa 2 ore.
Nel frattempo lavare e mondare gli spinaci e le bietole, lessarli, scolarli, strizzarli e tritarli finemente.
Avviare un soffritto con battuto di lardo, prezzemolo tritato, aglio, cipolla, quando il soffritto comincia a rosolare unire le erbette, mescolare bene, lasciare insaporire per alcuni minuti, poi togliere dal fuoco e unire il pane grattugiato. Lasciare raffreddare.
Quando il ripieno si sarà raffreddato unire l'uovo, il parmigiano reggiano, il sale e il pepe.
Dividere la pasta in due parti, e con il mattarello fare due dischi sottili.
Foderare uno stampo rotondo protetto da carta forno con il primo disco di pasta, stendere il ripieno e ricoprire con l'altro disco di pasta.
Bucherellare con una forchetta e cospargere alcuni fiocchetti di lardo, io l'ho proprio dimenticato, mannaggia la fretta, o magari è stato un lapsus, si sa, in tempo di prova costume si tende a far caso un po' di più alle calorie :-)
Cuocere in forno caldo 220° per 40 minuti.

Come ogni anno, dopo l'appuntamento dei QUANTI il mio blog va in vacanza e io pure :-)
Ci rivediamo durante l'estate con qualche uscita per il Calendario del Cibo Italiano e poi a settembre :-)
Buone vacanze!



A settembre mi raccomando tutti da Carla Emilia, cucineremo il suo stoccafisso in burridda

 http://arbanelladibasilico.blogspot.it/2013/10/litalia-nel-piatto-lautunno-in-tavola.html

LA NOSTRA CUOCHINA

lunedì 2 maggio 2016

La pizza di pasta



Oggi il Calendario festeggia la frittata,  le uova e le gallinelle.
Un tempo  bastava possedere una o due gallinelle per avere assicurata la sopravvivenza, una gallinella dava sicurezza, uova sempre disponibili,  per una frittata, per un salutare zabaione con l'ovetto fresco o una crema per sostenere i bambini,  o per  un sostanzioso riciclo.
La pizza di pasta, come la chiamiamo noi, o frittata di maccheroni, come si dice a Napoli, nasce appunto come piatto da riciclo per recuperare la pasta avanzata, prima semplicemente riscaldata in padella con della sugna, poi arricchita di qualche ingrediente disponibile, l'incontro con le uova fu decisivo e formalizzò la nascita di un “ricchissimo” piatto povero.
Due uova, un po' di formaggio, qualche affettato e la pasta si trasforma divenendo una memorabile torta rustica, compagna di gite, di scuola, di giornate al mare, ma anche un sostanzioso pasto, magari annaffiato da vino rosso,  per chi è occupato in lavori all'aperto.
Il povero Pulcinella, pare che purtroppo non l'avesse mai assaggiata perché a casa sua la pasta non avanzava mai, ma chi l'ha assaggiata non la dimentica ….
Con questo post partecipo alla Giornata Nazionale della frittata, ambasciatrice Irene Prandi, nella pagina dedicata del Calendario, il suo interessantissimo articolo che vado subito a  leggere  e  tante buonissime ricette.

250 g. di spaghetti
2 uova
200 g. di mozzarella
100 g. di prosciutto cotto
50 g. di parmigiano grattugiato
sale
pepe
olio extravergine di oliva

Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolarli al dente, trasferirli in una capiente ciotola a raffreddare.
Nel frattempo sbattere le uova con sale e pepe e il parmigiano.
Quando gli spaghetti si saranno intiepiditi unire il composto di uova, mescolare lasciando intridere per bene gli spaghetti.
Riscaldare, in una padella antiaderente di 20 cm di diametro, qualche giro di olio, sistemarvi metà degli spaghetti conditi, cospargere con la mozzarella a fettine piuttosto sottili, disporre sulla mozzarella il prosciutto cotto, ricoprire con la restante pasta, livellare.
Cuocere a fuoco medio, coperto 20 – 30 minuti, quando la superficie a contatto con la padella sarà ben rosolata, capovolgere la pizza su un piatto, farla scivolare di nuovo nella padella dal lato ancora morbido, continuare la cottura fino a rosolatura completa.
Trasferire su carta da cucina, lasciare raffreddare, consumare tiepida o fredda …... o incartare per un pratico prêt à porter :-)
http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/
Per il post mi sono documentata qui:
http://www.agrodolce.it/2016/03/24/frittata-di-pasta/
http://www.lacooltura.com/2015/06/frittata-di-pasta-un-picnic-povero-ma-gustoso/ 
http://www.tommasofarina.com/2007/09/pulcinella-vieni-a-milano-ad-assaggiare-la-frittata-di-maccheroni/
http://www.isoladischia.net/enogastronomia-ischia/la-frittata-di-maccheroni

martedì 1 settembre 2015

Danubio bite per il BBD # 77

Il tema del BBD di questo mese sono i panini, buns, rolls, semplici o ripieni, dolci o salati, deliziosi, prelibati, bocconcini di pane.
L'associazione è immediata, necessitata … ed è subito danubio :-)
Ecco i miei bite di danubio, gustiamoli insieme ….
Favorite :-)
Con questo post partecipo al BBD # 77 che è ospitato dal blog from-snuggs-kitchen.


Pan brioche delle sorelle Simili

per il lievitino
150 g. di farina di forza
90 g. di acqua
10 g. di lievito di birra (anche meno se si sa aspettare)

per l'impasto
350 g. di farina manitoba
50 g. di acqua
100 g. di burro morbido
30 g. di zucchero
10 g. di sale
2 uova

ripieno
150 – 200 g. di prosciutto cotto a dadini
150 – 200 g. di fontina a dadini

Sciogliere il lievito di birra in acqua tiepida, coprire il contenitore con pellicola per alimenti, lasciare riposare per 10 minuti. Versare il liquido nella ciotola del kenwood direttamente sulla farina, impastare inizialmente a velocità 1, poi a velocità 2 per 5 minuti. Formare un panetto. Porre a lievitare al caldo (d'estate a temperatura ambiente, d'inverno forno con la lucetta accesa) per 40 – 45 minuti fino a quando il suo volume non sarà raddoppiato. Al termine riprendere il panetto e trasferirlo nella ciotola dell'impastatore, unire la farina, lo zucchero e le uova, una alla volta, impastando prima a velocità minima poi aumentando gradualmente la velocità, aggiungere il sale ed infine il burro poco alla volta. Impastare a velocità 2 per 15 minuti, poi a vel. 3 per 3 minuti. Al termine l'impasto deve risultare incordato, cioè staccato dalle pareti dell'impastatore e arrotolato alla sua frusta.
Trasferire l'impasto in una ciotola unta di burro, coprirla con pellicola anch'essa unta di burro. Lasciare lievitare per circa 1 ora e mezzo al caldo. Al termine staccare un pezzettino di impasto allargarlo con le mani cercando di mantenere uno spessore uniforme, sistemare al centro il ripieno, chiudere unendo i margini, arrotolare.
Per i bites sistemare le palline in stampini monoporzione.
Per il danubio sistemare le palline l'una vicina all'altra in una teglia rotonda coperta di carta da forno. Lievitare coperto (pellicola unta di burro) per circa un'ora, devono raddoppiare. Spennellare delicatamente la parte superiore delle brioche con uovo battuto con un pizzico di sale, cuocere in forno statico già a temperatura a 200° per circa 20 minuti per i bite, 30 – 40 minuti per il danubio, avendo cura di ruotare la teglia a metà cottura. Sfornare, sformare appena possibile, raffreddare protetto in carta da panetteria. 



 

martedì 6 maggio 2014

Quanti modi di fare e rifare: Mini quiche lorraine


Questo mese, rispondendo all'ìnvito della Cuochina, siamo ospiti della cucina di Dany del blog Profumo di Zenzero e Cannella per imparare a preparare un classico della cucina francese: la quiche lorraine.
Anche quest'incontro si è rivelato una vera sorpresa!!!
In anni di girovagare culinario mi sono tenuta sempre bene alla larga dalla cucina francese sul pregiudizio che fosse troppo elaborata o addirittura stucchevole, ….., così, …. credendo di realizzare una sofisticata quiche …. ho trovato uno sfizioso rusticino, saporito, equilibrato e gustoso che ha letteralmente spopolato !!!!
Il mio piccolino che ama il formaggio come i vampiri l'aglio :-) ne ha divorati sei !!!
Chapeau!!!!
Ovviamente li rifaremo …. certo che li rifaremo :-)

Per la ricetta ho seguito esattamente le indicazioni di Dany, realizzando però delle mini mini quiche, dei bocconcini francesi, quasi finger food :-)

 pasta

200 g. di farina

90 g. di burro freddo

70-80 g. di acqua fredda

5 g. di sale


Nel kenwood, frusta K, velocità 2, impastare la farina con il burro e il sale fino ad ottenere uno sbriciolato sabbioso, aggiungere l'acqua (la quantità di acqua dipende dall'umidità della farina, nel mio caso ce ne sono voluti 80 g.) continuando ad impastare per pochi secondi, giusto il tempo di compattare il tutto. Avvolgere l'impasto con la pellicola per alimenti e trasferirlo in frigo per almeno 2 ore.


ripieno

100 ml di panna liquida

1 uovo

50 g. di fontina a pezzettini

qualche cucchiaio di parmigiano grattugiato

100 gr. di pancetta affumicata

sale

pepe


Mescolare la panna con l'uovo, il sale e il pepe, unire la fontina, la pancetta e il parmigiano. Si otterrà un composto piuttosto consistente.
Spianare la pasta brisée ad un altezza di 3-4 mm. Foderare le formine con la pasta, bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta, riempire con il ripieno creare un bordino arrotolando la pasta rimasta libera, cuocere a 180°, in forno statico già a temperatura, per circa 20 minuti, e, comunque fino a doratura del ripieno.
 

Al prossimo mese da Lucia con i tortelli di San Giovanni 

 

domenica 6 aprile 2014

Quanti modi di fare e rifare: la torta pasqualina



Questo mese per QUANTI MODI DI FARE E RIFARE siamo ospiti della cucina di Carla Emilia del blog "Un'arbanella di basilico" che ci ha spiegato come fare la vera torta pasqualina.
Per me è stato un piacevole ritorno, ultimamente tra un contest e l'altro sto uscendo e entrando dalla sua cucina :-)
La pasqualina è stata un vero spettacolo, non solo per il palloncino che la sovrastava, morbida, gustosa, equilibrata nei sapori e nelle consistenze, buona, buona buona!!! ha conquistato tutta la famiglia, la rifaremo, certo che la rifaremo ….


per la pasta matta
600 g. di farina 00
6 cucchiai di olio
300 cc. di acqua
12 g. di sale

per il ripieno
1 kg. di bietole
500 g. di ricotta
4 uova
4 – 5 cucchiai di grana grattugiato
1 cipolla bianca
sale
pepe
noce moscata

Nel Kenwood, velocità 1 – 2, frusta K impastare la farina, l'olio e il sale, unire l'acqua a filo aumentando la velocità a 2. Impastare pochissimo giusto il tempo di compattare tutto. L'impasto dovrà risultare morbido. Fare una palla, riscaldare una pentola vuota sul fuoco medio fino a che non diventa caldissima, coprire l'impasto a campana. Il calore renderà l'impasto ancora più morbido permettendo di tirarlo sottile sottile.
Tritare la cipolla, tagliare a julienne le bietole.
In una capiente padella lasciare rosolare la cipolla in qualche giro di olio, unire le bietole e farle appassire. Lasciarle asciugare a fuoco medio, se dovessero risultare ancora bagnate, strizzarle un po' fra le mani. Battere in una ciotola 4 uova con il grana , sale, pepe, noce moscata, e, da ultimo, unire le verdure.
Lavorare la ricotta con qualche pizzico di sale.
Prelevare un pezzo di pasta, stenderla col mattarello cercando di renderla più sottile possibile, continuare ad allargarla con le mani.
Ungere una teglia di 28 cm di diametro, disporre la prima sfoglia lasciando debordare la pasta dalla teglia. Tirarne un'altra, ungere la prima e coprire con la seconda. Formare un primo strato con il ripieno alla bietola, livellare, coprire la ricotta. Ricoprire con altre 4 sfoglie sovrapposte ungendo sempre tra una sfoglia e l'altra. Sigillare i bordi di tutte le sfoglie facendo un cordoncino. Inserire una cannuccia da bibita al di sotto della sfoglia più esterna, soffiare per gonfiare la pasta, chiudere velocemente il buchino.



Infornare in forno statico già a temperatura a 190°C per 35 - 40 minuti.


Lasciare raffreddare, servire tiepida.

LA NOSTRA CUOCHINA

venerdì 17 gennaio 2014

Qassatat tal pizelli


Eccoci ad una nuova tappa del viaggio nella cultura gastronomica europea con l'Abbecedario Culinario della Comunità Europea.
Siamo a Malta, un'isola d'incanto di cui, per ora, ho solo sentito parlare e che mi riprometto visitare, chissà, magari quest'estate ….
Complice un librino, suvenir di remote vacanze maltesi della mia sorellina, la mia attenzione è caduta su questo particolarissimo rusticino.
Diciamo che rusticino è un po' un eufemismo in effetti uno di questi fagottini è quasi un pranzo completo ed infatti, insieme con i pastizzi, i qassatat rappresentano uno dei principali fast (ma anche molto comfort) food da spiaggia.
Particolare, invitante, gustoso, semplice da preparare, cosa aspettare a provarlo?
Con questo post partecipo all'iniziativa Abbecedario Culinario della Comunità Europea che, per Malta, è ospitato dal blog Torta di Rose.

500 g. di farina
50 g. di semolino
200 g. di burro
100 g. (circa) di acqua fredda
1 cucchiaino di sale

per il ripieno:
500 g. di piselli
1 cipolla piccola
sale
pepe
curry

Nel kenwood, frusta k, vel min – 1, amalgamare velocemente il burro (freddo) ridotto a pezzetti con la farina e il sale fino ad ottenere uno sfarinato. Unire a filo solo l'acqua sufficiente ad compattare il tutto (nel mio caso circa 90 g.) continuando a impastare a velocità 1 – 1 ½. Lavorare pochissimo. Avvolgere la pasta in una pellicola per alimenti e far riposare in frigo per circa mezz'ora.
Nel frattempo in una capiente padella far appassire delicatamente a fuoco basso la cipolla nell'olio, unire i piselli, lasciare insaporire per qualche minuto, bagnare con mezzo bicchiere d'acqua, salare, cuocere coperto per circa mezz'ora, i piselli dovranno risultare ben asciutti. Aromatizzare con un pizzico di pepe e una spolverata di curry. Raffreddare.
Sulla spianatoia stendere l'impasto sottilmente, lo spessore deve essere di pochi mm. Con l'aiuto di un piattino ricavarne dei dischi di circa 15 cm di diametro, bagnarne leggerissimamente i bordi con un po' d'acqua. Sistemare al centro di ogni disco 2 cucchiaini di ripieno, Sollevare il bordo ripegandolo su se stesso, sovrapponendo le pieghe pizzicando e contemporaneamente ruotando in modo a ottenere un palloncino aperto al centro, premere e pizzicare i bordi in maniera da rendere stabile l'apertura centrale. Inserire altro ripieno nel foro centrale del quassatat fino a riempirlo. È più facile a farsi che a dirsi, un video molto esplicativo è qui.

Cuocere in forno statico, già a temperatura a 220° per 20 - 25 minuti. Controllare la cottura perchè il ripieno, che resta esposto, tende a scurirsi.
Per la ricetta ho preso spunto qui.