Qualche
volta i dolci nascono per caso, da un errore, da una distrazione …
Una piccola
deviazione dai soliti percorsi può portare a scoperte straordinarie!
Questo è il
caso della zuppa inglese che, forse, nasce da un ruzzolone, una
caduta rovinosa di un cameriere, e con lui, del dolce preparato per i
festeggiamenti riservati, da re Ferdinando I, all'ammiraglio Nelson.
Il cuoco di
corte, dovendo rimediare all'ultimo momento un dessert per il pranzo
regale e, non possedendo nessuno dei congegni moderni che ci
consentono di impastare, cuocere e raffreddare in pochissimo tempo,
dovette ripiegare su quello che c'era in dispensa biscotti, crema,
forse marmellata e, chissà, delle meringhe o una naspratura fatta al
momento ….
Tutto
sistemato come solo un monzù napoletano poteva fare in una bella
zuppiera di porcellana di capodimonte, il dolce da solo non si
teneva, che passò ai camerieri ordinando sbrigativamente di
… portare la zuppa all'Inglese :-)
Così è
nata la zuppa inglese?
Forse, mi
piace crederlo, immaginarlo, raccontarlo ….
Nell'articolo
che la nostra ambasciatrice Rita Mezzini ha preparato per la Giornata Nazionale
della Zuppa Inglese, che troviamo nella pagina dedicata delCalendario del Cibo Italiano scopriremo certamente qualcosa di più
sulle origini di questo dolce e sulle sue variazioni.
Per me la
zuppa inglese è una sola … lei, fresca, umida, alcolica e
zuccherina, troneggiava, sontuosa, in un luccicante vassoio, ricca,
fastosa, barocca, sul tavolo addobbato a festa, petali di morbido pan
di spagna intrisi di rum, crema pasticcera, cioccolato e amarene, e,
su tutto, una nuvola dolce che si scioglie in bocca e, poi, i
canditi …. un incanto …
Con questo
post partecipo alla Giornata Nazionale della Zuppa Inglese del
Calendario del Cibo Italiano AIFB.
Per il la
zuppa inglese napoletana
½ pan di
spagna del diametro di 28 cm
500 g. di
crema pasticcera
bagna al rum
½ barattolo
di amarene sciroppate sgocciolate
100 g. gocce
di cioccolato fondente
meringa
classica
ciliege
candite
zucchero a
velo
per il pan
di spagna
4 uova + 2
tuorli
130 g. di
zucchero
65 g. di
farina
65 g. di
fecola
la scorza
grattugiata di un limone
Montare le
uova con lo zucchero nella planetaria, gancio a frusta, per almeno 12
minuti, velocità 3 – 4, solo alla fine unire gli aromi.
Incorporare a mano, con la spatola, la farina setacciata con la
fecola.
Trasferire
in uno stampo da pastiera (o comunque una teglia non troppo alta) di
diametro 2 – 28 cm ben imburrato. Cuocere in forno statico già a
temperatura a 170° per 20 –
30 minuti. Raffreddare.
Tagliare a
strisce orizzontali che andranno poi divise in 2, 3 pezzi.
Per il dolce
ne servirà circa la metà.
Crema
pasticcera
250 g. di
latte
150 g. di
panna
140 g. di
zucchero
40 g. di
amido di mais
120 g. di
tuorli (6)
1 pizzichino
di sale
la buccia di
1 limone
1/3 di bacca
di vaniglia
Portare ad
ebollizione il latte con la panna, il pizzichino di sale, la buccia
di limone e la vaniglia.
A parte in
una pentola capiente montare a mano, con la frusta, i tuorli con lo
zucchero, aggiungere l'amido di mais, incorporare bene.
Filtrare il
liquido bollente e versarlo, sempre mescolando con la frusta, sulla
montata di uova. Trasferire sul fuoco. Cuocere a fiamma bassa sempre
mescolando con la frusta fino a che la crema non si addensa.
Trasferire
la crema in una ciotola a temperatura ambiente, coprire con pellicola
a contatto, lasciare raffreddare.
Per il dolce
ho utilizzato circa 500 g di crema pasticcera. La crema rimanente
potrà essere utilizzata in altre preparazioni … o consumata al
momento :-)
Inzuppitura
al rum
400 g. acqua
200 g. di
zucchero
mezza bacca
di vaniglia
100 g. rum
Far bollire
l'acqua con lo zucchero per 3 minuti, unire la vaniglia. A freddo,
filtrare, unire il liquore.
Meringa
classica
125 g. di
albume
125 g. di
zucchero
250 g. di
zucchero a velo
Montare
l'albume nella planetaria aggiungendo lo zucchero in tre tempi.
Setacciare
lo zucchero a velo.
Quando
l'albume sarà ben montato, unire a spatola, delicatamente, lo
zucchero a velo.
Assemblaggio
Sul fondo di
capiente vassoio ovale in acciaio, o comunque adatto per il forno,
(il mio era lungo, compresi i bordi, 37 cm ma impegnava solo 23 cm
come base del dolce) sistemare le fette di pan di spagna, bagnarle
con l'inzuppitura, ricoprire con abbondante crema pasticcera qualche
amarena e una manciata di gocce di cioccolato. Continuare con la
stratificazione con pan di spagna, inzuppitura, crema, amarene e
cioccolato, cercando si seguire la forma del vassoio e creare,
salendo con gli strati una struttura a cupola. Terminare con pan di
spagna e inzuppitura.
Trasferire
in frigo per qualche ora perché si assesti.
Preparare la
meringa, ricoprire il dolce con volute di meringa, sistemare sulla
meringa le ciliege, o, anche, altra frutta candita a fette.
In forno a
120°, valvola aperta (o spiraglio creato da uno spessore di carta
alluminio ripiegata), per 3 – 4 ore, si deve biscottare
ma, ovviamente, non bruciarsi.
Lasciare
raffreddare a temperatura ambiente, quindi trasferire in frigo.
Al momento
di servire, spolverare con zucchero a velo.
E' stata la torta di tanti nostri complenni, da bambini, negli anni '70, era la specialità di un famoso ristorante pizzeria di Vico Equense.
Il ristorante con la sua "pizza a metro" c'è ancora, ogni tanto ci andiamo.
L'occhio corre speranzoso al fornito carrello dei dolci dove però non troneggia questa sontuosa signora, forse, ormai âgé.
Mi è piaciuto ricordarla, in fondo ci sono affezionata ....