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domenica 17 maggio 2015

Tagliolini primaverili

Un mix di primizie …. delicati tagliolini ….. quando si dice la primavera in tavola :-)

2 uova di tagliolini
150 g. di fave fresche già sbucciate
250 g. di asparagi
50 g. di guanciale tagliato a listarelle
50 g. di pecorino
cipolla novella
burro
sale
pepe

Preparare la sfoglia dalla quale ricavare i tagliolini.
Far appassire dolcemente in padella la cipolla tritata nel burro, unire il guanciale, lasciare rosolare per qualche minuto, quindi aggiungere le fave. Cuocere coperto a fuoco moderato per circa 20 minuti o, comunque, fino a cottura delle fave. Mettere da parte. Lavare e pulire gli asparagi tagliarli a pezzetti lasciando intere le punte, saltarli in padella con il burro, salare, cuocere coperto per 15 minuti.
Cuocere i tagliolini in acqua bollente salata per 2 – 3 minuti, scolarli, tenendo da parte un po' di acqua di cottura.
Saltare in padella i tagliolini con gli asparagi e le fave, eventualmente aggiungendo un po' di acqua di cottura della pasta se necessario, completare con il pecorino a cubetti. Mescolare sul fuoco. Spolverare di pecorino grattugiato. Servire.

venerdì 8 maggio 2015

Polenta rustica primaverile

 
In effetti la polenta non è che si addica perfettamente al caldo eccezionale di questi giorni.
Ma quando l'ho preparata, non più di una settimana fa, ve lo assicuro, era assolutamente in tema con la stagione …. da non credersi: dall'inverno all'estate piena nel giro di una settimana …. davvero non esistono più le mezze stagioni ….. il problema è che lo ripetiamo ogni anno :-)
La ricetta nasce dalla necessità di utilizzare dell'ottima polenta biologica che mi piangeva il cuore lasciare in dispensa durante tutta l'estate. Per la verità ne avevo tenuta un po' da parte perché volevo replicare una ricetta assaggiata ad Eataly che, tra una cosa e l'altra, rimandavo da tempo forse anche per il timore, anzi, esattamente, per la certezza del suo apporto calorico :-)
Quei due chiletti di troppo nella gincana tra feste, occasioni, festività e ricorrenze degli ultimi mesi proprio non si decidono ad andare via :-)
Così ho fatto tutta un'altra cosa seguendo la stagionalità e l'ispirazione del momento afferrata al volo lungo le corsie del mio supermercato preferito.
Ecco cosa ho elaborato ….

200 g. di farina biologica di mais macinata a pietra
1 litro di acqua
500 g. di aspargina (solo le punte)
100 g. di crescenza
qualche cucchiaio di latte
qualche cucchiaio di parmigiano
50 g. di guanciale
burro
sale

In una pentola dal fondo spesso scaldare l'acqua, prima che giunga a bollore versare a pioggia la farina rimestando con una frusta. Finita la farina continuare ancora per qualche minuto, salare, cuocere a fiamma bassa, coperto, per 90 minuti, mescolando di tanto in tanto. Se dovesse rassodarsi troppo aggiungere, poco per volta, mescolando con la frusta, un po' di acqua calda, a cottura dovrà assumere una consistenza morbida e vellutata.
Pulire l'asparagina, lavarla bene, tagliare le punte (i gambi serviranno per altre preparazioni). A fuoco medio, in una padella dal fondo spesso insaporire l'asparagina nel burro per qualche minuto, salare, abbassare la fiamma, continuare, coperto, fino a cottura. Devono restare piuttosto sode.
Tagliare il guanciale a cubetti, tostarlo in padella per qualche minuto. Mettere da parte.
Sciogliere la crescenza con il latte e il burro a fuoco basso, unire il parmigiano, amalgamare bene, regolare di sale. Se necessario legare la salsina con la punta di un cucchiaino di maizena. Raffinare con un frullatore ad immersione.
Servire le punte di asparagina sulla salsa di formaggio accompagnate dalla polentina. Completare il guanciale tostato.

domenica 12 aprile 2015

Quanti modi di fare e rifare: le lasagne verdi emiliane

Eccoci ad un nuovo appuntamento con le ricette dei QUANTI, questa domenica, insieme con la CUOCHINA, siamo tutte a pranzo da Susanna assaggeremo le sue LASAGNE VERDI EMILIANE e porteremo le nostre … chissà che scorpacciata :-)
Che lasagne quelle di Susanna, la ricetta originale, autentica si vede e, soprattutto, si sente :-)
Anche le mie sono emiliane emiliane, vengono direttamente dal libro “Sfida al mattarello” delle sorelle Simili, un nome, una garanzia!!!
Per l'occasione si è rimessa in moto la squadra collaudata, i miei bambini, uno alla manovella, l'altro alla pasta e, in un attimo, la sfoglia era bella a che tirata.
Che dire! non ci sono parole! come tutte le ricette delle Simili esattissime e perfette e il ragù …. pura poesia!
Ma quante scoperte ci fa fare la Cuochina!

2 uova di sfoglia all'uovo verde
un ragù fatto con 500 g. di carne
una besciamella fatta con 500 g. di latte
parmigiano

Ragù alla bolognese

25 g. burro
50 g. pancetta o prosciutto di Parma
500 g. manzo tritato (io misto manzo e maiale)
500 g. di pelati (io passata di pomodoro home made)
2 cucchiai cipolla tritata
2 cucchiai sedano tritato
2 cucchiai carota tritata
1 fegatino di pollo (io l'ho omesso)
1/2 bicchiere di vino bianco secco
2 bicchieri di latte
2 bicchieri di brodo
2 cucchiai di olio
sale, pepe, noce moscata

Tritare separatamente le tre verdure, tritare finemente la pancetta, passare i pomodori pelati (io ho usato la passata).
Sebbene le Sorelle si raccomandino di usare il fegatino, non sono riuscita a farlo, anche perché per me è difficile trovarne uno di origine certa, quindi l'ho omesso.
In una capiente padella antiaderente soffriggere nel burro e olio la cipolla tritata, lasciare rosolare lentamente, mescolando. Quando la cipolla sarà appassita unire il sedano e, dopo un minuto, la carota. Rosolare lentamente a fuoco basso, mescolando. Quando il soffritto sarà pronto unire la pancetta e lasciarla rosolare per un minuto.
Liberare il fondo della padella sistemando il soffritto sui bordi. Alzare la fiamma al massimo, unire un terzo della carne sgranandola sulla padella, schiacciandola e girandola continuamente con una paletta di legno. Appena la carne avrà cambiato colore liberare di nuovo il centro della padella e unite un terzo di carne procedendo nello stesso modo. Continuare fino ad aggiungere tutta la carne.
Quando la carne sarà rosolata unire il vino in tre riprese versandolo non sulla carne ma sui bordi della padella. Lasciare evaporare prima di aggiungerne altro.
Unire allo stesso modo il latte caldo in tre riprese farlo assorbire fino ad ottenere una bella crema.
Salare, pepare, aromatizzare con un pizzico di noce moscata.
Trasferire in una tegame dai bordi alti, unire il pomodoro e il brodo caldi.
Cuocere il ragù per 2 ore circa.


Sfoglia verde
 
2 uova
250 g. farina 0
30 g. spinaci lessati, ben strizzati e tagliati grossi
 
Setacciare la farina sulla spianatoia formare una fontana al cui centro mettere le uova e, sulle uova gli spinaci. Con una forchetta sbattere gli spinaci e le uova, quindi, sempre con la forchetta, unire una parte della farina prendendola dall'interno della fontana, continuare aggiungendo altra farina fino ad ottenere un composto pittosto denso. A questo punto coprire le uova con la rimanente farina, inserendo sotto una sottile spatola e sollevando questo amalgama sul centro premendo. Continuare tutto intorno finché la farina non sarà quasi tutta assorbita.
Continuare la lavorazione a mano facendo rotolare brevemente e delicatamente l'impasto sulla spianatoia con una pressione verso l'esterno, non verso il basso, fino a quando l'impasto sarà liscio al tatto.
Raccogliere al centro le pieghe formando un bottone, premere sul centro. Sistemare la pasta nella fontina con il bottone rivolto sul fondo, coprire a campana, lasciare riposare per 20 – 30 minuti.


Preparazione
Tirare la sfoglia non troppo sottile (io con la macchinetta fino al penultimo passaggio), tagliarla in rettangoli di circa 12x25 cm.
Lessare la sfoglia in acqua bollente salata per circa 10 secondi dalla ripresa del bollore. Raccoglierla e gettarla, per un attimo, in una ciotola di acqua fredda salata, stenderla subito su dei canovacci, asciugarla.
Imburrare leggermente la teglia, coprire il fondo con uno strato di sfoglia e versare un terzo del ragù, spargendolo bene, spolverare con il parmigiano, continuare con un altro strato di sfoglia condendolo con la besciamella e parmigiano, continuare fino ad esaurimento degli ingredienti.
Mi è piaciuto completare le lasagna come suggerito da Susanna: un generoso strato di besciamella e parmigiano a cui ho aggiunto dei fiocchetti di burro.
Cuocere in forno ventilato a 200° per circa 15 – 20 minuti.
Lasciare riposare 5 – 10 minuti prima di servire.

LA NOSTRA CUOCHINA 

Il prossimo mese tutti da Solema, dobbiamo rifare i suoi gnocchi di fagioli!

http://nonnasole.blogspot.it/2013/05/gnocchi-di-fagioli-cannellini.html#more


giovedì 12 febbraio 2015

Paccheri in barzanella con rucola e provolone del monaco

 

 Ancora una volta una barzanella, questa volta “classica”, al sugo rosso, un piatto semplice semplice ma estremamente sontuoso, la riprova che pochi ingredienti di qualità garantiscono, nonostante, ….. o forse grazie, la veloce esecuzione, un risultato di eccellenza.

250 g. di paccheri rigati di Gragnano
300 g. di pomodori datterini
½ cipolla di Tropea
olio EVO
una manciata di rucola
una fettina di provolone del monaco

Sistemare sul fuoco una capiente pentola con abbondante acqua.
Mentre l'acqua arriva a bollore lasciare delicatamente appassire in qualche giro d'olio una mezza cipolla di tropea, unire i pomodori tagliati a fettine, salare, cuocere a fuoco medio-alto, coperto. Nel frattempo l'acqua sarà giunta ad ebollizione, salarla, calare la pasta. Continuare la cottura del sughetto per il tempo di cottura della pasta.
Al termine scolare la pasta, trasferirla nella padella dove il sughetto è in cottura.
Saltare rapidamente la pasta nel sugo.
Solo alla fine, a fuoco spento, unire la rucola e il provolone del monaco ridotto a pezzetti, saltare ancora brevemente, servire subito.



domenica 9 novembre 2014

Quanti modi di fare e rifare: i Caronsei o Casoncelli


Eccoci ad un nuovo appuntamento con i le ricette QUANTI, siamo tutti invitati nella cucina di Nadia per imparare e preparare i suoi casoncelli.
Io preparo raramente la pasta a mano, ma quando succede, in cucina, come d'incanto insieme con la macchinetta sfogliatrice, quasi seguendo un ancestrale richiamo, compaiono i bambini,…. credo succeda o sia successo cosi anche nella vostre, in quella di Nadia, senz'altro ….. per questo i suoi casoncelli sono così buoni!!!!! …. e, quindi, anche i nostri :-)
Così la squadra collaudata si è rimessa all'opera uno alla manovella, l'altro alla pasta e, in men che non si dica, i casoncelli erano fatti !!!!! ….. che poi ci sono volute almeno due ore per ridare alla cucina una parvenza accettabile è un altro discorso :-)
Noi abbiamo realizzato metà della dose suggerita da Nadia ottenendo un centinaio di casoncelli che poi ho distribuito a tutta la famiglia …. domenica scorsa tutti abbiamo piacevolmente banchettato con i casoncelli di Nadia … prodigi della Cuochina :-)
Grazie a Nadia per la bellissima ricetta, davvero una chicca che sicuramente replicheremo per le imminenti festività natalizie e alla Cuochina per le deliziose scoperte che ogni mese ci fa fare!!!!!

per il ripieno
100 g. di pane secco
150 g. di pangrattato (circa)
300 g. di latte tiepido
100 g. di ricotta soda e un cucchiaio di pecorino grattugiato
100 g. di grana grattugiato
2 uova
100 g. di biete
100 g. di mortadella
100 g. di prosciutto cotto
un pizzico di noce moscata
sale
50 g. burro
un pezzo di porro

per la pasta
1100 g. di farina tipo 0
10 uova

per condire
100g di burro
un ciuffetto di salvia
grana grattugiato

In una capiente ciotola unire il pane secco tagliato a pezzettini e il latte tiepido. Bollire in poca acqua salata le biete, scolarle e tritarle a coltello.
Tritare il prosciutto e la mortadella.
Tritare il porro.
Rosolare il porro con il burro, unire il prosciutto e la mortadella, lasciare insaporire per qualche minuto, unire le biete.
Sbriciolare con le mani il pane ammollato nel latte fino ad ottenere una consistenza quasi liscia, aggiungere il soffritto, i formaggi, le uova e la noce moscata. Continuare ad impastare a mano aggiungendo il pane grattugiato fino ad ottenere una consistenza morbida ma non troppo, regolare di sale.
Coprire con pellicola, trasferire in frigo. Lasciare riposare almeno una notte per permettere ai sapori di amalgamarsi.
Il giorno successivo preparare la sfoglia, io seguo la ricetta delle sorelle Simili che è esattissima e perfetta!!!!
Riprendere il ripieno e formare dei salsicciotti poco più grandi di un dito, così sarà comodissimo prelevarne pizzicotti.
Con la macchinetta tirare la sfoglia fino al penultimo passaggio.
Ritagliare dalla sfoglia dei dischetti, mettere al centro di ciascun dischetto un pizzicotto di ripieno, chiudere bene facendo attenzione a togliere l'aria. Con una forchettina di plastica passare i bordi chiudendoli ulteriormente cercando di non bucarli per evitare che in cottura si rompano.
Sistemare i casoncelli su un piano spolverato di farina di semola, spolverarli ulteriormente con la semola
Mettere da parte i ritagli spolverandoli di semola e proteggendoli con la pellicola.
Cuocere i casoncelli pochi alla volta in acqua salata per circa 5 minuti dalla ripresa del bollore abbassando la fiamma quando si calano.
Intanto soffriggere il burro con la salvia fino a farlo diventare color nocciola.
Scolare i casoncelli delicatamente con la schiumarola facendo attenzione a non romperli condire con il burro e spolverare con abbondante formaggio grana.

 i mal tagliati

LA NOSTRA CUOCHINA

Ci ritroviamo il 14 dicembre da Donatella per la sua torta di miele e frutta secca

http://ingredienteperduto.blogspot.it/2012/12/panforte-di-casa-miaovvero-torta-di.html

venerdì 20 giugno 2014

Parmigiana fresca destrutturata


Questa ricetta nasce da una felice intuizione ….
Si parlava di buffet, di contorni …. di melenzane, a funghetti, fritte, di parmigiane, … il passo successivo è stato breve … e se provassi a destrutturare la parmigiana?
Destrutturare, stravolgere i canoni, da caldo a freddo, da cotto a crudo, da lineare ad asimmetrico.,
Questa è la mia personale interpretazine della destrutturazione.
La forma è diversa ma il gusto è lo stesso, anzi più sfizioso, più fresco.
Il risultato è un irresistibile accostamento di sapori e consistenze …. assaggiate e fatemi sapere!!!!
Con questo post partecipo al Weekend Herb Blogging, creato da Kalyn Kitchen, organizzato da Cook (almost) Anitything At Least Once e curato per l'edizione italiana da Briggishome che questa settimana è ospitato dal blog Tutto a occhio.

melanzane
pomodorini datterini
pecorino
basilico
farina
olio evo

Lavare le melanzane, eliminare la buccia e con essa la parte amara, tagliarle a fette abbastanza spesse, ridurre le fette in bastoncini.
Impanare leggermente i bastoncini di melanzana nella farina, friggerli in abbondante olio a fuoco medio – alto eventualmente coprendo la padella nei primi minuti di cottura.
Le melanzane dovranno risultare morbide dentro e croccanti fuori.
Disporle man mano su carta da cucina per asciugare l'olio in eccesso.
Se ci fermiamo qui abbiamo già un signor contorno da leccarsi i baffi, quasi meglio delle patatine fritte :-)
Raffreddare.
Nel frattempo, tagliare a fettine i pomodori, condirli con sale e un filino di olio, tritare il basilico, grattugiare con una grattugia a fori larghi il pecorino,.
Unire alle melanzane i pomodori, il basilico e parte del pecorino, mescolare delicatamente, assaggiare ed eventualmente regolare di sale, spolverare con altro pecorino, decorare con qualche fogliolina di basilico.



Pochi ingredienti di qualità e il risultato è assicurato.


venerdì 16 maggio 2014

Risotto con asparagi selvatici e gamberetti


Al termine di una settimana banalmente convulsa finalmente riesco a dedicarmi un po' al blog.
Stasera vi propongo un risotto con asparagi selvatici e gamberetti, una versione, liberamente tratta, continuando l'operazione nostalgia dello scorso post, niente di meno che da un vecchio manuale di cucina di Lisa Biondi.
Ormai siamo in piena stagione di asparagi, ho visto questo risotto in giro su molti blog e mi sono decisa a provarlo, anzi, precisamente, il mio piccolino, Alessandro, mi ha chiesto di preparargli esattamente quel piatto che aveva visto sbirciando il video seduto sulle mie ginocchia …. è cosi che di solito sto a computer, tra un compito e l'altro con il cucciolino che sovraintende le operazioni :-)
Con questo post partecipo al Weekend Herb Blogging, creato da KalynKitchen, organizzato da Cook (almost) Anitything At Least Once e curato per l'edizione italiana da Briggishome che questa settimana è ospitato da Un'Arbanella di Basilico.


350 g. di riso carnaroli
1 mazzetto di asparagi selvatici
300 g. di gamberetti
½ cipollotto
1 spicchio di aglio
olio EVO
50 g. di burro
1 litro di brodo vegetale

Tagliare gli asparagi a rondelle tenendo le punte da parte.
Saltare le punte di asparago in padella nel burro per 5 minuti. Mettere da parte.
Pulire e sgusciare i gamberetti.
In una capiente pentola fare rosolare in qualche giro di olio l'aglio e il cipollotto tritato finemente. Appena si colorano, eliminare l'aglio e unire le rondelle di asparagi continuando la cottura a fuoco medio, coperto, per circa 5 minuti, aggiungere il riso e lasciarlo tostare. Irrorare il riso con un bicchiere di vino bianco, quando il vino sarà evaporato, unire il brodo un mestolo alla volta lasciando cuocere il risotto a fuoco medio fino girando di tanto in tanto per evitare che si attacchi.
Quasi alla fine incorporare i gamberetti, mescolare e continuare la cottura, al termine unire le punte di asparagi e il prezzemolo tritato, mescolare, regolare di sale. Servire subito.

sabato 26 aprile 2014

Ziti ripieni su finta genovese

 
In questi giorni sono stata poco presente sul blog perchè ancora debole per i postumi dell'influenza che ormai trasciniamo da Pasqua …. comunque, deve pur passare!!!!
Stasera vorrei presentarvi una ricettina che ho assaggiato alle Axidie in occasione dell'ultimo corso di pasticceria di Salvatore De Riso. 
Si tratta di una gustosissima e fantasiosa rivisitazione della genovese napoletana di cui, tra una chiacchiera e l'altra, sono riuscita a ricostruire l'alchimia, o, almeno spero :-)
Un piatto davvero godurioso che mi ha piacevolmente colpito per l'indovinato accostamento dei sapori.
Bello per gli occhi, allettante per il palato, da provare!!!!

300 g. di ziti
300 g. di mozzarella
300 g. di ricotta
20 – 30 g. di pecorino grattugiato
pepe
4 cipolle bianche
½ bicchiere di vino bianco
olio evo
sale

per completare
pecorino e parmigiano grattugiati
fiocchetti di burro

Pulire le cipolle, affettarle sottilmente, sciacquarle in abbondante acqua fredda, scolarle.
In una capiente padella far appassire in 3 – 4 giri di olio le cipolle, cuocendole a lungo a fuoco medio – basso, coperto. Attenzione, le cipolle non devono soffriggere, ma disfarsi in un delicato sughetto. Al termine, passare il sughetto con il frullatore ad immersione.
Con un coltello praticare sugli ziti delle incisioni equidistanti in modo da ottenere tanti pezzi di uguale grandezza. Spezzare gli ziti, le incisioni ci aiuteranno ad ottenere un taglio regolare.

Cuocere gli ziti in abbondante acqua salata per 12 minuti, scolare, trasferirli su una spianatoia a raffreddare.
Nel mixer frullare la ricotta e la mozzarella, aromatizzare con il pecorino, regolare di sale e pepe. Assaggiare, nel ripieno il pecorino non deve prevalere ma solo esaltare il sapore degli altri formaggi.
Trasferire il ripieno in un sac à poche. Imbottire gli ziti con il ripieno. L'operazione è meno complicata di quanto si possa credere, l'ha fatta mio figlio di 11 anni, basta farci la mano.
Sistemare gli ziti in un solo strato in una teglia protetta da carta forno e cosparsa leggermente con fiocchetti di burro. Spolverare leggermente con un mix pecorino e parmigiano grattugiati cospargere di fiocchetti di burro.
Cuocere a 180° in forno ventilato già a temperatura per 20 – 30 minuti o, comunque fino a doratura.
Riscaldare la finta genovese, se necessario, versarne qualche cucchiaio sul fondo del piatto e, sulla genovese, sistemare gli ziti ripieni.
Servire.
La ricetta, per la verità, prevedeva il completamento del piatto con una leggera colata di fonduta di provolone del monaco che, però, non avevo a disposizione …. se volete provare ….. :-)
Buon appetito!!!!
 
La ricetta è dello chef Giacomo De Simone

domenica 23 febbraio 2014

Parmigiana ricca di zucchine


Questa che vi presento stasera non è proprio una parmigiana, almeno secondo i canoni della cucina tradizionale napoletana, ma un piatto diverso molto più ricco e sontuoso e ugualmente appetitoso.
L'accostamento dei sapori è semplicemente fantastico, provatela non ve ne pentirete!!!!
Con questo post al Weekend Herb Blogging, creato da Kalyn Kitchen, organizzato da Cook(almost) Anitything At Least Once e curato per l'edizione italiana da Briggishome che questa settimana è ospitato da Un'Arbanella di Basilico.

6 zucchine grandi
4 uova
farina per impanare
1 litro di besciamella (la ricetta delle sorelle Simili è qui)

1 provola da ½ kilo (circa)
200 g. di prosciutto cotto in una sola fetta e ridotto a dadini
parmigiano grattugiato
sale
pepe
olio evo

Preparare la besciamella. Lasciarla raffereddare coperta con pellicola a contatto.
Nel frattempo lavare e asciugare le zucchine, sbucciarle e tagliarle in orizzontale a fette non troppo sottili. Sbattere le uova con sale e pepe. Passare le fette di zucchina prima nella farina e poi nell'uovo. Friggerle poche alla volta in una capiente padella con abbondante olio a temperatura.
Sistemarle man mano tra più fogli di carta assorbente tamponando leggermente.
Tagliare a fette sottili la provola.
Rivestire una capiente teglia con carta da forno, “sporcare” il fondo con qualche cucchiaiata di besciamella. Sistemare sulla besciamella uno strato di zucchine impanate e fritte, velare le zucchine con la besciamella, ricoprire con le fette di provola e, sulla provola, disporre poco prosciutto cotto a dadini. Spolverare con il parmigiano. Continuare con strati di zucchine, besciamella, provola, prosciutto e parmigiano fino ad esaurimento degi ingredienti. Terminare con uno strato di zucchine, ricoprire con besciamella, una spolverata di parmigiano e fiocchetti di burro.
Cuocere in forno ventilato a 180° per circa mezz'ora o, comunque, fino a doratura.
Lasciare raffreddare almeno mezz'ora. Servire.
Se resiste, è più buona il giorno dopo.

martedì 21 gennaio 2014

Spaghetti della vigilia



Ancora una ricetta frutto delle mie incursioni :-) nelle cucine di ristoranti della Costiera. Si tratta di un classico intramontabile, aglio, olio e alici rivisitato ed arricchito da una spolverata di frutta secca. Un piatto ricco, corposo e succulento che vi stupirà.
Con questo post partecipo al Weekend Herb Blogging, creato da Kalyn Kitchen, organizzato da Cook(almost) Anitything At Least Once e curato per l'edizione italiana da Briggishome che questa settimana è ospitato dal blog Mangiare è un pò come viaggiare.
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300 g. di spaghetti di Gragnano
4 - 6 filetti di alici di Cetara sott'olio
qualche manciata di frutta secca (noci, nocciole, mandorle e pistacchi) tostata e tritata
olio
aglio
peperoncino
prezzemolo

Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata.
Nel frattempo, in una capiente padella soffriggere aglio, olio e peperoncino, unire le alici e continuare la cottura a fuoco moderato coperto. Controllare la cottura, le alici devono dissolversi e, insieme con l'olio, trasformarsi in un vellutato sughetto. Eliminare l'aglio.
Scolare gli spaghetti al dente (2 minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione).
Unire al sughetto in cottura qualche manciata di frutta secca tostata e tritata grossolanamente, insaporire un attimo. Saltare gli spaghetti nel sugo,
spolverare con prezzemolo tritato. Servire.




lunedì 6 gennaio 2014

Quanti modi di fare e rifare: il Tiramisù


Questo mese per l'appuntamento con QUANTI MODI DI FARE E RIFARE siamo ospiti di Laly del blog Le mille e una passione per rifare il suo tiramisù.
Per me è stata una vera scoperta!
Dal momento che non gradisco le uova crude, mi sono sempre tenuta alla larga da questo genere di preparazioni, creando anche dei malumori ad un certo golosone che, soprattutto in estate, vagheggiava di freschi, cremosi, morbidi, dessert a base di uova :-)
Ma …. l'appuntamento lo richiedeva, cosa fare? Così ho pensato sostituire la montata di tuorli con una paté à bombe, mantenendo invariate le dosi di Laly, ovviamente non ho usato gli albumi.
A qualcosa pure servono i corsi di cucina :-)
Che mi ero persa!!! il dolce è sublime, un perfetto equilibrio di sapori, una crema morbida, voluttuosa, leggerissima, quasi impalpabile, una bontà indescrivibile!!!! ed è scoccata la scintilla …. lo rifaremo, dobbiamo rifarlo ….. è già sparito :-)

3 tuorli (circa 50 g.)
50 g. di zucchero
15 g. di acqua
60 grammi di zucchero
250 gr di mascarpone
200 ml di panna vegetale
1 confezione di pavesini
una tazza di caffè non zuccherato
cacao amaro per spolverizzare
i semini di ½ baccello di vanglia

Nel Kennwood, frusta a filo, montare i tuorli, inizialmente, a velocità moderata, poi aumentare la velocità fino a max. Nel frattempo portare ad ebollizione l'acqua con lo zucchero, continuare su fuoco medio fino a raggiungere i 121°.
Per chi non avesse a disposizione un termometro da cucina è sufficiente portare a bollore lo sciroppo e farlo bollire per 3 minuti, è il metodo empirico, ma efficace, preso da un libro di cucina, che usavo quando non disponevo dell' agognato termometro, ora posso confermare che dopo circa 3 minuti di bollore lo sciroppo raggiunge temperature prossime ai 121°.
Con il Kenwood in funzione a velocità 5 – 6 versare lo sciroppo a filo sulla montata di tuorli.
Continuare a montare a velocità max fino al completo raffreddamento della paté à bombe, aromatizzare con i semini di vaniglia.
Mettere da parte.
Con un normale frullino elettrico per dolci montare il mascarpone per qualche secondo, giusto il tempo di amalgamalo, unire la panna vegetale, continuare a montare a velocità bassa, poi un po' più velocemente, nel mio sbattitore, prima a 2 poi a 4, ci vorranno pochissimi minuti, Attenzione non montare troppo a lungo o troppo velocemente, la crema può impazzire.
Incorporare delicatamente, a mano, con la spatola, la paté à bombe alla crema di mascarpone e panna, un cucchiaio alla volta, mescolando dal basso verso l'alto per non smontare il composto.
Sporcare” il fondo di una pirofila da 15 cm x 25 cm con un leggerissimo strato di crema. Inzuppare velocemente i pavesini nel caffè, disporli sulla crema in orizzontale ricoprendo tutto il fondo della teglia. Spalmare sui pavesini un generoso strato di crema. Continuare con uno strato di pavesini inzuppati nel caffè disposto in senso verticale. Procedere fino a terminare con lo strato di crema. Spolverizzare con il cacao amaro. Lasciare riposare in frigorifero almeno un'ora.