giovedì 21 giugno 2018

Le streghe delle sorelle Simili per Menù Libero


Le portate del nostro Menù Libero si stanno velocemente susseguendo, siamo al pane. Pani, panini, panetti, crackers, grissini, insomma tutto quello che ci viene servito in un ristorante per accompagnare le portate. Sapide e corpose fette di pane, eleganti panini o sfizi della casa con cui praticamente finire li.
A me piacciono gli sfizi :-)
Ho preparato le streghe delle sorelle Simili che secondo me stanno bene con tutto e anche da sole, provatele ma con cautela, siamo in tempo di prova costume :-)
Le streghe sono state per anni la punta di diamante della panetteria delle nostre straordinarie Sorelle.
Devono averne fatte a milioni, rigorosamente a mano, come mi raccontava Cinzia che le ha conosciute e impastato con loro.
Io poi ho imparato da Cinzia e siamo qui :-)
Gustiamoci queste streghe accompagnate ai meravigliosi antipasti che da qui a poco stanno per arrivare … e non dimenticate il cesto dei pani profumati e particolarissimi della nostra Trattoria MUVARA sono tutti dal nostro chef  Monia.
Buon appetito



500 g di farina
250 g di acqua circa
25 g di lievito di birra
50 g di strutto
12 g di sale
olio di semi per ungere la teglia
olio extravergine di oliva per pennellare le streghe
sale fino da cospargere

Fare la fontana e amalgamare al centro tutti gli ingredienti, facendo un impasto non eccessivamente tenero. Lavorare 8 – 10 minuti, battendo.
Nella planetaria unire tutti gli ingredienti tranne il sale, iniziare l'impasto a velocità 2, appena la farina sarà intrisa unire il sale, continuare ancora per 5 minuti, completare a mano sulla spianatoia.
Coprire a cupola con una ciotola e lievitare 45 – 50 minuti.
Con l'aiuto di una sfogliatrice a mano tirare la pasta sottile fermandosi al penultimo spazio.
Stendere la sfoglia sulla teglia unta di olio di semi, cospargerla di olio di oliva, tagliarla a losanghe con una rotella dentata e cospargerla di sale.
Cuocere in forno già a temperatura a 210/220° per 10 – 12 avendo cura di girare la teglia a metà cottura (preparatevi ad impegnare circa 8 teglie).

La ricetta viene da uno dei miei libri preferiti: Pane e Roba Dolce delle sorelle Simili


domenica 10 giugno 2018

Risolatte al limone con zucchero di fragole e pistacchi per la semifinale di MTC


La sfida per la semifinale di MTC era open, una mistery cloche, in pratica 7 ingredienti 7 tra cui scegliere 4 per realizzare il piatto più megastrabiliante che c'è o, comunque, convincere i professori … “studia, può impegnarsi di più” …
Professori perché di scuola si parla, una scuola di cucina virtuale ma anche molto reale perché si cucina, si mangia e si assaggia, che inizierà a settembre, io dovrei esservi già a popolare la scolaresca ma non so a settembre come sto messa, spero meglio :-) intanto cucino, poi si vede …
Cosa ho preparato?
Gli ingredienti tra cui scegliere erano fragole, riso, triglie, faraona, caffé, limone, pistacchio più una piccola dispensa, quella di casa.
Sono un'apprendista in cucina come nella vita, mi confronto, riesco, sbaglio, apprendo e vado avanti, non sono una persona semplice ma complessa e particolare, per questo amo cimentarmi solo in cose che sento congeniali, semplici o elaborate che siano.
Questa sono, non mi andava di declinare triglie o faraone, non le cucino mai, volevo un buon risolatte da mangiare a merenda come poi ho fatto.
Ma siamo a scuola e bisogna dimostrare che si è studiato.
Il risolatte l'ho preparato semplice, al limone, avrei potuto ricoprirlo con un crumble di pistacchi che però avrebbe alterato l'equilibrio dei sapori aggiungendo dolce al già dolce riso e compromettendo la naturalezza del gusto dato dal limone, cosi ho usato il pistacchio in purezza.
Ed ho preparato questo zucchero di fragole.
L'idea era essicco le fragole, le frullo, metto la polvere sul risolatte o ci faccio un qualcosa che non so, poi vedo, magari le metto a cuocere col riso perchè l'idea delle fragole fresche nel riso non mi andava e farle poché per poi metterle a decorazione mi sembrava troppo ovvio.
Per quanto essiccate però le fragole si sbriciolavano male, così ho pensato le frullo con lo zucchero. Una genialata, ottengo un mix di fragole e zucchero che poi passato a setaccio a maglie fini diventa da un lato zucchero rosa dall'altro polvere di fragole.
Così ho messo lo zucchero rosa durante la cottura nel risolatte sostituendolo a parte dello zucchero previsto dalla ricetta e la polvere di fragole sul risolatte a decorazione aromatica.
C'erano anche delle scorzette di limone semicandite che purtroppo ho dimenticato di mettere nella foto, ma vi assicuro che insieme al riso ci stavano bene.
Ecco il mio esame di giugno che ho sostenuto sinceramente presa da altri esami che spero di superare :-)
Con questo post partecipo alla semifinale di MTChallenge.


Ingredienti per 4 persone

1/2 lt di latte
100 g di riso arborio
80 g di zucchero (40 semolato, 40 di fragole)
la scorza di un limone
sale

pistacchi tritati
fragole essiccate in polvere

Fate bollire il riso in mezzo litro di acqua con il pizzico di sale mescolando delicatamente ogni tanto, il riso deve assorbire tutta l’acqua.
Quando il riso avrà assorbito l’acqua versare il latte, unite la scorza di limone, e i 40 grammi di zucchero. Mescolate e portate a bollore e proseguite nella cottura
per 10 minuti (a fuoco molto basso) continuando a mescolare. Qualche minuto prima del termine di cottura aggiungete lo zucchero di fragole, mescolate.
Togliete il riso dal fuoco eliminate la scorza di limone. Versate il composto in coppette e fatelo raffreddare, poi mettetelo in frigorifero per un paio d’ore. Servitelo spolverato pistacchi tritati e polvere di fragole, se ve lo ricordate scorzette di limone semicandite.

La ricetta è tratta con qualche modifica dal libro La cucina greca di Jean Michel Carasso e fa parte delle nostre mitiche ricette del Club del 27

Per le fragole essiccate:
250 g di fragole

Lavate le fragole, tagliatele a fette sottili e regolari, disponetele su una teglia coperta da carta forno, serviranno più teglie, lasciatele essiccare in forno con lo sportello semi aperto a 50° o anche meno se il vostro forno lo consente per 5- 6 ore e poi un giorno, coperte, a temperatura ambiente.
Tritatele nel mixer con zucchero q. b. per ottenere un composto rosa forte, quasi rosso e omogeneo.


giovedì 7 giugno 2018

Involtini di melanzane ripieni di provolone del monaco per Menù Libero


Eccoci ad una nuova tappa di Menù Libero, gli stuzzichini.
Ho preparato dei finger food di stagione e tipicamente campani con quel tocco in più che solo la maestria di Salvatore De Riso può dare, assaggiateli e diteme che ne pensate ….
Con questo post partecipo alla seconda tappa del Menù Libero.
Ingredienti per 12 involtini

2 melanzane
350 g di Provolone del Monaco
12 foglioline di basilico fresco
olio extravergine di oliva
1 vasetto di confettura di sedano e arance

Affettate le melanazane senza sbucciarle e ricavatene 12 fette: spennellatele di olio extravergine di oliva e grigliatele su una piastra rovente.. Lasciatele intiepidire disponendole su una placca da forno. Distemate al centro di ciascuna fetta un rettangolo di provolone di circa 30 g la cui lunghezza coincida con la larghezza della fetta di melanzana. Sopra il formaggio adagiate una foglia di basilico e poi arrotolate ogni fetta formando 12 involtini.
Passate in forno preriscaldato a 200° C per circa 8 minuti. Poi adagiate sopra ogni involtino un cucchiaino di confettura di sedano e arance e serviteli ben caldi.


La ricetta è di Salvatore De Riso tratta da “Il meglio di dolci del sole”

http://abcincucina.blogspot.com/

lunedì 28 maggio 2018

Passiamole in rivista: Rezepte mit pfiff



Eccoci all'appuntamento con Passiamole in Rivista l'effervescente rubrica diMAGabout FOOD che realmente ci porta in mondo in casa, dalle edicole internazionali direttamente nelle nostre cucine.
Riviste strafighissime con ricette particolari che più particolari non si può, date un'occhiata teutonica Rezepte mit pfiff che abbiamo analizzato questo mese, altro che rigidità germanica, questa che è una rivista genuinamente teutonica ne rivela di guizzi intriganti, brillanti e gustosi.
Come come questi gnocchi saltati in padella, si, avete capito bene, fritti e serviti freddi in insalata, cosa non sono mai, una delizia!!!
Consiglio spassionato, scendete giù casa, al super, comprate un pacco di gnocchi, di quelli biecamente preconfezionati, ma di marca, mi raccomando, e friggete, friggete, friggete tanto :-)
La ricetta? Solo qui su MAGabout FOOD
E con perdete tutte le meravigliose e particolari ricette che sono tutte qui su MAGabout FOOD

Rezepte mit Pfiff

venerdì 25 maggio 2018

Il mio Rose Mojito per il Club del 27


Ormai conoscete il Club del 27, un gruppo di appassionati di cucina che si divertono a cucinare, condividere, sperimentare, assaggiare e prima, durante e dopo chiacchierare, tanto chiacchierare …
di cucina e ricette ovviamente :-)
Maggio, il mese delle rose, cosa potevamo scegliere mai se non splendide ricette a base di rosa.
Credetemi sono tutte meravigliose, incredibilmente appetitose ed assolutamente affidabili.
Dateci un'occhiata sono tutte qui.
Io ho scelto di preparare un mojito alle rose, dolce, inebriante ed insieme solido e robusto, un mix, per me, estremamente intrigante.
AnnaHansen, l'autrice della ricetta sa davvero il fatto suo!
Non vi dico dello sciroppo di rose …. paradisiaco!
Attenzione però è consigliabile prepararlo solo con rose di certissima provenienza, praticamente quelle sul balcone di casa come ho fatto io :-)
In mancanza meglio evitare.
Con questo abbraccio maggiolino, ruvido e zuccherino con la tessera n. 37 anche questo mese partecipo al Club del 27.

Proud to be a member 

Ingredienti per 1 mojito

50 ml di
gold rum preferibilmente di Doorly
1/2 lime
5 foglie di menta
1 cucchiaino di zucchero
acqua di seltz
ghiaccio tritato
per lo sciroppo di rose

25 g di petali di rosa essiccati
500 ml di acqua
250 g di zucchero
Lo sciroppo
Preparate lo sciroppo di rosa:
Sistemate lo zucchero e l'acqua in una pentola di dimensioni adeguate e portate ad ebollizione. Unite i petali di rosa e lasciate ridurre fino ad ottenere circa 250 ml di sciroppo di un intenso colore rosa.
Lasciate raffreddare completamente.
Il mojito
Tagliate il lime a spicchi piccoli.
Sistemate in un bicchiere gli spicchi di lime, le foglie di menta e lo zucchero, mescolate delicatamente.
Riempite metà bicchiere con ghiaccio tritato e unite il rum, mescolate ed aggiungete altro ghiaccio tritato, quindi versate circa 20 ml di sciroppo di rose e rabboccate con acqua di seltz.


giovedì 24 maggio 2018

Menù libero, aperitivi analcolici e cocktail di benvenuto, il cuban


Signori, l'allegra brigata dell'Abbecedario è ritornata, si riprende a viaggiare, questa volta in giro nel menù dagli aperitivi ai digestivi come in un ristorante virtuale ma reale perché a casa nostra tutte queste portate le cucineremo per davvero.
Iniziamo con l'aperitivo.
A me piace il mojito, in verità ci ho litigato qualche mese fa quando ne ordinai uno in un bar tra i più frequentati dal pubblico giovanile del mio paese.
Chiacchieravo piacevolmente e non mi resi conto di quanto tempo ci mettessero per prepararlo, e che ci vuole? si fa in due minuti. Poi ho ricordato che i ragazzi dietro banco parlavano tra di loro e consultavano un libro.
Insomma il mojito più strong che abbia mai bevuto, sempre che fosse mojito :-)
Li forse servivano solo spritz, i mojito non li sapevano fare :-) dovettero seguire chissà che ricetta, ecco, avevano sbagliato libro!
I libri di ricette sono importanti, bisogna sceglierli affidabili altrimenti si rischia.
Per andare sul sicuro ho preso Il Carnacina un maître d'esperienza, chi meglio di lui ci può spiegare come fare un cocktail come si deve?
Il mojito no, negli anni '60 – '70 non si faceva, o meglio c'era il suo antenato, chiamiamolo old mojito, il cuban.
Sobrio, essenziale e solido come Il Carnacina
Con questo post partecipo alla prima tappa del Menù Libero.

Shaker, ghiaccio. 1 cucchiaio di zucchero, 20% succo di limone, 80% rum Bacardi (negli anni '60 – '70 old Bacardi, quello ambrato). Scorza di limone.

Essenziale anche la ricetta come vedete :-)



La ricetta è tratta da Il Carnacina a cura di Luigi Veronelli, Garzanti, 1976.

 


venerdì 11 maggio 2018

Risotto verde di Petronilla

Ho incontrato Petronilla prima di leggerla, attraverso i racconti della mia amica Francesca, piccoli episodi di vita scolpiti con parole eleganti, accurate, forbite, restituiti unici e nuovi, recuperati all'usura del tempo e all'ingiustizia della memoria.
Piccole gemme di una life teller.
Né io né lei sapevamo realmente chi fosse Petronilla ma ricordo perfettamente la piccola storia di vita legata ad alcune Perline, tenute come un bene prezioso, e della persona che gliele aveva fatti conoscere.
Perline che poi arrivarono a me e che conservo con tanto di nome della proprietaria vergato a mò di avvertimento affettuoso, “sono mie”.
Lei resta con me, con la sua firma sulle Perline, non la conosco, l'ha conosciuta Francesca, bella, giovane, ricca, ha vissuto quasi a disagio, un tempo anche questo accadeva, gli spazi che ora vivo io, respirato le grige stanze che ho reso rosa e azzurre e, per quanto possibile, luminose … era andata via da tempo quando sono arrivata, ormai quasi quindici anni fa. Restano le parole, un piccolo ricordo, reso per quanto possibile immortale in quella che è la nostra piccola storia.

Piccole storie di comuni donnette come quelle che ci ha regalato Petronilla.

Leggiamone una ….

Quando in primavera già verdeggiano rigogliose in ogni orto le buone erbe tutte aromi, e già si possono cogliere vivi, maturi e teneri i buoni pisellini, è sacrosanto dovere d'ogni massaia (che non voglia lesinare in quell'ottimo condimento per i pasti che è la varietà) ammannire un certo risotto che quelle erbe sanno rendere, oltre che gustosissimo, anche verdissimo e profumatissimo.
Volete dunque, da brave massaie, preparare pur di voi il piatto ch'è anche, ve l'assicuro, lesto a fare; e di spesa molto limitata?

***

Allora, se in famiglia siete 6 …
Mondate 7-8 etti di riso.
Sgusciate 7-8 etti di pisellini.
Affettate fina una cipolla e, ancor più fino, un gambo di sedano.
Tritate con la mezzaluna, una manciata di foglioline di prezzemolo, un pizzico di quelle di basilico ed un pizzichino di quelle di erba di timo (ma di foglioline naturalmente staccate dai relativi gambi; poscia lavate; e infine strizzate fra le mani).
Poco prima del pranzo, mettete a fuoco una pignatta di brodo già salato o, non avendo brodo vero, di brodo falso (acqua, poco burro, ed un dado per persona).
Mettete anche a fuoco la cipolla affettata ed 1 etto e ½ di burro, in una casseruola capace.
Tosto la cipolla accennerà ad imbrunire, unite il sedano e le foglioline di timo, di prezzemolo e di basilico trite; e fate un poco rosolare.
Versate nella casseruola il riso mondato ed i pisellini sgusciati; mescolate; lasciate ancora, per 3-4 minuti, rosolare.
Aggiungete un mestolo (per parlare alla perfezione bisognerebbe veramente dire « un ramaiolo ») del brodo che starà bollendo nella pignatta; mescolate; e continuate a mescolare ed ad aggiungere di tratto in tratto (ma sempre un solo mestolo alla volta, in modo che il riso rimanga sempre umidiccio) fino a che il riso lo vedrete quasi cotto.
Unite, allora, una manciata (meglio se sarà una manciatona) di parmigiano grattugiato; mescolate; assaggiate; ricordate che ogni risotto, per riuscire squisito, dev'essere di riso ancora al dente; aggiungete sale, se sarà necessario; versate il verde risotto profumato di primavera sul piatto; informaggiatene la superficie; e portate a tavola.

***

Se, da brave massaie, ricorderete il vostro sacrosanto dovere … eccovi dunque un'altra ricetta per un altro pizzichino di quel tale condimento che si chiama «varietà».

Da Altre ricette di Petronilla, Sonzogno, 1970 

... e buon compleanno Petronilla! 
Noi cerchiamo di non dimenticarti, sul Calendario del Cibo Italiano continuano i festeggiamenti  con tante sue ricette ...

I piselli come vedete sono proprio quelli un po' grossi e duretti che avrebbe trovato al mercato una comune donnetta resi teneri dalla lunga cottura e appetitosi da un pizzichino di quel tale condimento che si chiama «varietà».

Da oggi torno al mio blog, dopo un percorso di ricerca e conoscenza che mi ha riportato qui, saldamente radicata dentro di me, nuova e completa e per questo imperfetta, imprecisa, tremolante, felice e consapevole, e finalmente me stessa.