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martedì 27 maggio 2025

I miei asparagi grigliati per il Club del 27

 


Rieccomi, ancora un inizio, speriamo questa volta di reggere almeno qualche mese senza imprevisti imprevedibili e mirabolanti meraviglie!

Siamo all'appuntamento col Club del 27, con le mie amiche di cucina, pranzetti e ricette che ancora mi ospitano nel Club nonostante latenze e mancanze

Oggi cuciniamo “Italiano” o meglio le suggestioni culinarie restituite dall'assaggio di buon cibo italiano, toscano nello specifico “fatto come si deve con l'olio buono” ad un palato americano.

Il libro di questo mese è Olive Oil di Debi Mazar e Gabriele Corcos, ci racconta insieme con le ricette un incontro di quelli che trasformano la vita.

Immaginiamo l'incontro tra un'attrice americana e un cuoco toscano, il visibilio all'assaggio delle ricette della nostra tradizione che poi è stato restituito con sapida e corposa autenticità nel libro.

L'incontro degli sguardi che accompagnava gli assaggi.

La trasformazione delle esistenze, dei destini delle carriere … i ora due sono una coppia, sono blogger, food writer ed altro ...

Ed è bello raccontare di persone felici e di incontri fatidici intorno al buon cibo.

Le ricette se pure in inglese sono pensate per rendere l'italian way, sono italiane e sono buone, provatele!

Noi ne abbiamo cucinate diverse, le trovate tutte qui!

Io personalmente ho scelto, scelta quasi obbligata visto il tempo a disposizione, ma comunque scelta di seguire inclinazioni, gusti, suggestioni fotografiche, gli asparagi grigliati, che grigliati non li avevo mai fatti.

Ed in pentola oggi ho il risotto con asparagi e salsiccia a testimonianza che ho letto, apprezzato e anche cucinato di questo appetitoso libro che vi consiglio.

E ora la ricetta! 

Con la tessera n. 37 anche questo mese partecipo al Club del 27 (speriamo pure il prossimo!)


1 mazzo di asparagi medi (circa 24 gambi), privati delle estremità più dure

24 fette sottili di lardo

Olio extravergine di oliva, per guarnire

Sale e pepe nero macinato fresco


Preriscaldate una griglia a fuoco medio-alto.

Avvolgete con cura 2 asparagi con 1 o 2 fette di lardo, sovrapponendole man mano che si procede. Grigliate gli asparagi, girando di tanto in tanto, per 8-10 minuti, finché non saranno appena teneri e abbrustoliti e il lardo non si sarà sciolto e inizierà a diventare croccante.

Togliete dalla griglia e mettete da parte.

Condite con un filo d'olio d'oliva prima di servire.

Completate con sale e pepe a piacere.




venerdì 28 ottobre 2016

Peposo è peposo, il peposo dell'impruneta per il Calendario del Cibo Italiano


Peposo è peposo, perchè ci voleva un pasto robusto accompagnato da tanto pane e vino per fronteggiare il duro lavoro di un fornacino, alle prese con ore ed ore di fatica nel caldo torrido delle fornaci e, si sa, il piccante richiama il companatico.
Impruneta è un paese delle colline fiorentine rinomato per la sua argilla, la terra d'Impruneta, ricca di ossido di ferro che conferisce alla terracotta un particolare caratteristico e pregevole colore.
Pare che i fornacini, cioè gli addetti alla cottura nelle fornaci del materiale di terracotta, avessero l'abitudine di prepararsi un semplice stufato con carne, vino e abbondante pepe lasciandolo cuocere a lungo, almeno 5 ore, in un tegame rigorosamente di terracotta, in un lato della fornace a cui lavoravano.
Un'abitudine molto risalente, pare infatti che già fornacini addetti alla preparazione dei mattoni occorrenti per la realizzazione della Cattedrale di Santa Maria in Fiore e del Duomo di Firenze, ai tempi di Brunelleschi quindi, facessero largo uso della pietanza.
E chi sa che i prelibati aromi che circondavano la cottura dei mattoni per il Duomo e la disposizione d'animo degli stessi fornacini appagati dal confortevole pasto che li aspettava non abbia influenzato in bene la realizzazione del progetto architettonico … questo poi non è dato sapere!
Con questo post partecipo alla Giornata Nazionale del Peposo dell'Impruneta del Calendario del Cibo Italiano AIFB di cui è ambasciatrice la mia amica Sara Sguerri del blog Pixelicius con cui mi scuso per il ritardo nella pubblicazione del post.
Nel suo articolo tanto altro ancora sul peposo e sicuramente una ricetta spettacolare.

1 kg di bianco costato
1 l di Chianti
20 chicchi di pepe nero
5 spicchi d'aglio vestito
1 bicchiere di passata di pomodoro
un mazzetto composto da salvia e rosmarino
sale

In una capiente pentola unire il bianco costato tagliato a pezzetti, l'aglio non pelato, il mazzetto aromatico, il sale e il pepe. Coprire con il vino, unire la passata di pomodoro, far cuocere a calore moderato molto a lungo, almeno tre ore, la carne dovrà risultare tenera e morbida.
Servire con pane toscano o una morbida polenta.



Per il post e per la ricetta mi sono documentata qui
http://www.peposo.it/
http://www.pepo.it/segreti-dello-chef/8-ricetta-dei-peposo-della-fornace-dell-impruneta
https://it.wikipedia.org/wiki/Peposo
http://www.ideericette.it/ricetta-peposo-impruneta/

  http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/

mercoledì 14 settembre 2016

I biscotti di Prato



Confesso l'ignoranza e chiedo scusa, non sapevo che non fossero cantucci, eppure ne ho inzuppati tanti nel vin santo :-)
Proprio per questo facciamo il Calendario, per conoscere, imparare, condividere.
I cantucci c'erano da prima, sono biscotti antichi, semplice pan dolce aromatizzato all'anice, affettato e tostato.
I forni di Prato, rinomatissimi per la pregevolezza soprattutto del pane bianco, ne producevano già nel medioevo una versione dolce che veniva anche biscottata per facilitarne la conservazione, il pane bianco, per di più dolce, era merce costosa, non si doveva sprecare!
La pare terminale di questi pani biscottati, il cantuccio, più duretta, magari bruciaticcia, meno costosa e quindi più accessibile e popolare, diede poi nome ai biscotti, i cantucci.
I biscotti sono arrivati dopo, sono frutto della genialità di un pasticciere pratese, Antonio Mattei, già fabbricante di cantucci, che nell'ottocento cominciò a produrre oltre a cantucci e mantovane dei biscotti, i suoi biscotti, ricchi di mandorle e pinoli, croccanti e prelibati, che incontrarono tanto successo da essere denominati dagli stessi dai pratesi garibaldini perchè avevano una marcia in più, davano carica :-)
Il resto è storia ….
Ingrediente segreto o accurata scelta degli ingredienti non è dato sapere.
Se fosse un segreto sarebbe sulla bocca di tutti perché la ricetta è conosciuta e realizzata un po' da tutti i pasticcieri pratesi, questa che vi propongo è di Paolo Sacchetti trovata fortunosamente tra gli appunti di un suo corso che ho seguito qualche anno fa …. magari non volendo riusciamo a carpire qualche segreto :-)
Nella pagina dedicata al Calendario ci aspetta il bellissimo articolo della nostra ambasciatrice, la mia amica Sara Sguerri del blog  Pixelicious che ci spiegherà  storia  e segreti dei Biscotti di Prato, io vado a gustarmi i suoi biscottini, venite con me ….


500 g. di farina
300 g. di zucchero
3 uova
3 tuorli
250 g. di mandorle
50 g. di pinoli
i semini di mezzo baccello di vaniglia
la scorza grattugiata di mezzo limone

1 uovo sbattuto
zucchero



Sistemare la farina a fontana sulla spianatoia, al centro disporre lo zucchero, gli aromi e le uova, mescolare delicatamente facendo attenzione a non utilizzare la farina unire le mandorle e i pinoli lascianoli insaporire per qualche minuto nel composto di uova e zucchero aromatizzati.
Lavorare prima gli ingredienti posti al centro unendo man mano la farina. Lavorare poco, l'impasto deve restare morbido, i filonconi dovranno sedersi.
Formare 4 filoncini, sistemarli su una teglia protetta da carta forno. Spennellare con l'uovo battuto e spolverare di zucchero (io non l'ho fatto perche non amo la spennellatura con uovo a meno che non sia assolutamente necessaria).
Cuocere in forno statico già a temperatura a 210° per 15 minuti, sfornare.
Lasciare intiepidire, prima che si raffreddino completamente tagliare a fette spesse 2 – 3 cm.
I biscotti sono pronti e non necessitano di ulteriore tostatura.


Io però quache minuto li ho ripassati in forno, amo il bruciaticcio :-)



e i cantucci ....  ci sono anche quelli :-)



Per il post mi sono documentata qui:

https://ilfogolar.blogspot.it/2009/04/cantucci-o-biscotti-di-prato.html


 
http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/