mercoledì 11 novembre 2015

Caprese in lasagna


Approfittiamo di questa benefica e inaspettata estate di San Martino che sembra proprio non voler andar via .... gli ultimi raggi di sole caldo accarezzano i pomodorini che dolcemente appassiscono sulle piante .... finchè la stagione lo consente, concediamoci una sontuosa caprese .... ma in lasagna :-)

lasagne di semola di grano duro di Gragnano (ho usato una monoporzione)
bocconcini di mozzarella
pomodorini ciliegini
basilico
zucchero
sale
aglio a pezzettini
peperoncino tritato
origano
olio extravergine di oliva

Sciacquare i pomodorini, tagliarli a fettine non troppo sottili. Sistemare le fettine su una teglia coperta di carta da forno, salare, polverare con aglio, origano, peperoncino, basilico tritato e un pizzico di zucchero, completare con olio extravergine di oliva.
Cuocere a 200° in forno ventilato per circa 20 minuti.
Tagliare i bocconcini di mozzarella a fette piuttosto sottili, coprire.
Lessare le lasagne in abbondante acqua salata, scolarle a cottura, sistemarle su un telo da cucina, lasciare raffreddare.
Stratificare sistemando su ogni strato di lasagna le fettine di mozzarella ben scolate e, sulla mozzarella, i pomodorini confit, un pò di olio dei pomodorini e qualche foglia di basilico, continuare, creando 4 - 5 strati di lasagna, completare con pomodorini confit e foglie di basilico .... enjoy!


domenica 8 novembre 2015

Quanti modi di fare e rifare i kanelsnurrer


Buongiorno, oggi la Cuochina ci porta lontano lontano, siamo ospiti di Ornella ..... che freddino qui ... bisogna mettersi al lavoro ... prepareremo tanti tanti kanelsnurrer!
E come sono buoni! uno tira l'altro! Proprio una ricetta da fare e rifare :-)
Quante cose impariamo con la Cuochina!
Buona domenica e buona colazione

300 g. di lievito madre attivo
420 g. di farina di forza
150 g. di latte
80 g. di zucchero
80 g. di burro morbido
1 uovo grande intero
½ baccello di vaniglia
6 g. di sale

ripieno

100 g. di burro a temperatura ambiente
100 g. di zucchero
cannella in polvere


Nel kenwood, frusta a gancio, velocità 1, sciogliere il lievito madre nel latte, unire l'uovo, la farina, lo zucchero, il sale e i semini di vaniglia, impastare a velocità 2 per 10 minuti. Quindi unire il burro morbido, continuare ad impastare per 5 minuti a velocità 2, al termine l'impasto dovrà risultare incordato.
Trasferire l'impasto in una capente ciotola, coprire con pellicola trasparente.
Lasciare lievitare in forno con la lucetta accesa per 4 ore, deve più che raddoppiare.
Dividere l'impasto in 3 pezzi, col matterello stendere ciascun pezzo formando tre a rettangoli di circa 30 x 40 cm.
Battere il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e la cannella.
Distribuire sulla superficie della prima sfoglia metà del composto di burro, zucchero e cannella. Sistemare sul primo strato la seconda sfoglia, spalmarla con l'altra metà del ripieno. Chiudere con la terza sfoglia, compattare leggermente. Ricavare delle striscioline di circa 1 cm di larghezza, arrotolarle a spirale, avvolgerle su se stesse facendo uscire il capo della strisciolina da sotto a sopra.
Il video che ho trovato qui video è molto esplicativo
Sistemare i kanelsnurrer su una teglia coperta da carta forno, lievitare in forno con la lucetta accesa per circa 3 – 4 ore.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 200°C per circa 10-15 minuti.



Il prossimo mese ci vediamo nel Laboratorio di mm_skg prepareremo la sua Vassilopita

LA NOSTRA CUOCHINA

mercoledì 4 novembre 2015

Fijian Coconut shortbread e Fiji coconut pie per l'Abbecedario culinario mondiale


L'Abbecedario prosegue il suo viaggio virtuale ma reale, realissimo, nelle nostre cucine, siamo alle Fiji, oggi paradiso incontaminato, ambita meta turistica, per secoli arcipelago selvaggio e guerriero.
Come a Papua, dobbiamo misurarci con una cultura culinaria estremamente diversa dalla nostra, essenziale, basica, come lo spirito delle popolazioni indigene, limitata ai soli alimenti reperibili in loco, preparati in maniera estremamente semplice, anche senza cottura.
La cucina fijiana è però anche frutto della contaminazione culturale della colonizzazione inglese che ha portato all'elaborazione, partendo dalle materie prime locali, di piatti piuttosto british ma fijian style.
Con questo post partecipo all'Abbecedario culinario mondiale che per le Fiji è ospitato dal blog Santa Parmigiana.



Fiji coconut pie
4 uova
2 tazze di latte
1 tazza di zucchero
1 tazza di farina di cocco
1/2 tazza di burro fuso
1/2 tazza di farina
i semini di mezza bacca di vaniglia

per la copertura
100 g. di farina di cocco
20 g. di burro
20 g. di zucchero

In una capiente ciotola unire gli ingredienti secondo l'ordine indicato mescolando bene con la frusta, l'impasto risulterà piuttosto liquido, trasformandosi in cottura, l'esterno in un morbido guscio, l'interno in una succulenta crema.
Versare il composto, in una teglia di circa 24 cm di diametro, cuocere in forno statico già a temperatura a 180° per circa 40 minuti.
La pie è pronta quando, al tatto, la parte superiore si avverte consistente e soda ma, ovviamente, ancora morbida.
Sformare, lasciare raffredare, ricoprire con noce di cocco fatta leggermente e velocemente caramelare in padella con zucchero e burro.


Fijian Coconut shortbread

1 tazza di farina 00
1/cucchiaino di lievito
1 pizzico di sale
50 g. di burro
1/3 di tazza di zucchero
1/2 tazza di farina di cocco
1 uovo piccolo

Impastare velocemente la farina mascolata con il lievito, il sale e il burro strofinando tra le dita fino ad ottenere delle briciole. Unire lo zucchero e il cocco e, infine, l'uovo e 2 cucchiaini di latte.
Impastare velocemente e delicatamente con una forchetta, l'impasto risulterà piuttosto morbido.
Formare delle palline, sistemarle su una teglia coperta da carta da forno.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 180°, dopo 4 – 5 minuti estrarre la teglia e segnare velocemente la superfice dei biscotti con i rebbi di una forchetta, schiacciando leggermente, continuare la cottura ancora per circa 10 minuti (nel mio forno), devono dorare.

Entrambe le ricette sono tratte dalla pagina facebook di una simpatica signora che racconta la sua cucina alle Fiji, una cucina di famiglia, di ricordi, di memorie ....




L'Abbecedario Culinario Mondiale!

domenica 25 ottobre 2015

Via col vento




Impossibile resistere ... uno tira l'altro ... e vanno via in un attimo come sospinti da un'irresistibile folata di vento ....
Tra università e lavoro sono almeno trent'anni che bazzico Napoli, a lungo anche stabilmente, da apppassionata di cibo, prima ancora che di ricette, non mi sono mai fatta mancare l'assaggio, secondo le possibilità, delle eccellenze, in cucina e in pasticceria, la sfogliatella di Attanasio, quella di Pintuauro, la deliziosa di Scaturchio, le zeppole fritte di Carraturo, la pastiera di Bellavia, la cioccolata di Gay Odin, i taralli di Leopoldo, la rosticceria di L.U.I.S.E. del tempo che fu, per non parlare delle pizze di Di Matteo, di Michele, del Trianon, di Sorbillo, .... e tanto altro .... insomma ... qualcosa ho assaggiato :-)
In tanti anni di questi dolcetti mi erano proprio sfuggiti eppure la pasticceria Colmayer, che li ha brevettati, è vicinissima al mio vecchio ufficio, ci ho lavorato per anni, .... quante volte ci sarò passata davanti ...
Strane le circostanze della vita! ... alla fine sono arrivata a questi dolcetti, senza aver mai assaggiato gli originali, tra un indizio, una chiacchiera e, pensate un po', una ricetta di un pasticcere toscano ... le strade che portano alla felicità sono spesso lunghe e tortuose :-)

crema pasticcera e pasta bignè in pari peso
zucchero a granella per spolverare
zucchero a velo per decorare
 

Mescolare insieme, a mano, con la frusta, la pastà bignè e la crema pasticcera fino ad ottenere un composto ben amalgamato.
Con l'aiuto di un sac a poche formare direttamente su una teglia coperta da carta da forno delle ciambelline, spolverare con zucchero a granella.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 150° per circa 20 minuti, devono dorare.
Servire con una vella spolverata di zucchero a velo.


venerdì 16 ottobre 2015

Gli strecci di Jim Lahey per il WBD 2015


Ricordate il no-knead bread di Jim Lahey?
Chi di noi non ha, almeno una volta, gustato il suo pane prodigiosamente sbucato da una pentola, caldo, fragrante e croccante …. o la sua focaccia …. o questi sfiziosissimi strecci ….
Era il tormentone del 2009 se ricordo bene, l'ho visto per la prima volta da lei, poi da lei e da lei … e, quindi, qui.
Quanti anni, quanti ricordi, quanti pani …
Oggi è un giorno speciale, il Word Bread Day, quest'anno, ancora una volta, la decima, Zorra ci invita a onorare il nostro pane quotidiano per non dimenticare il suo valore reale, simbolico e culturale.
Il pane è vita, è ricchezza, è prosperità, è amore, è un valore da preservare e trasmettere ai nostri figli.
Celebriamolo insieme.

Raccogliendo l'invito di Zorra con questo post partecipo al World Bread Daye aggiungo il mio pane al cesto del WBD 2015 pieno pieno di pani da tutto il mondo... 
 

400 g di farina manitoba + quella per lo spolvero
3 g di sale
3 g di zucchero
1 pizzico (2 - 3 g.) di lievito di birra fresco
350 g di acqua fredda, 13-18°C

olio extravergine d'oliva
sale grosso

pomodori ciliegina
agli interi sbucciati
olive bianche denocciolate
olive nere condite
sale, pepe, origano, timo, finocchietto.

Sciogliere il lievito di birra nell'acqua fredda.
In una capiente ciotola unire farina, sale e zucchero, aggiungere l'acqua con il lievito, mescolare per circa 30 secondi per amalgamare gli ingredienti, si otterrà un composto umido e appiccicoso.
Coprire la ciotola con una pellicola per alimenti, lasciare lievitare a temperatura ambiente per 12 – 18 ore, l'impasto sarà quasi triplicato e costelato da buchetti.
Trasferire il composto su una spianatoia cosparsa di farina e praticare le doppie pieghe, poi, ancora doppie pieghe, facendo sempre attenzione a lavorare su un piano ben infarinato. Formare una palla. Spennellare la superficie con un po' d'olio, cospargere con un pizzico di sale grosso.
Sistemare il panetto con le pieghe sotto su un canovaccio cosparso di abbondante farina, ripiegare il canovaccio sull'impasto, chiudere senza stringere.
Lasciare lievitare per 2 ore in forno con la lucetta accesa, deve raddoppiare.
L'impasto è pronto quando affondando un dito trattiene l'impronta senza perderla subito.
Tagliare l'impasto in 4 parti uguali allungarle delicatamente fino ad ottenere delle stecche sistemarle su una teglia coperta di carta forno lasciando un po' di spazio tra un pane e l'altro. Spennellare con olio, condire una stecca con mezzi pomodorini, aglio e timo, l'altra con olive bianche, la terza con aglio e pepe, l'ultima con olive nere finocchietto e origano, sistemati ad intervalli regolari. Spolverare con qualche pizzico di sale grosso.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 250° per 15 – 20 minuti, ruotare la teglia a metà cottura, devono dorare. 


 
World Bread Day 2015

domenica 11 ottobre 2015

Quanti modi di fare e rifare il plizgröstl

L'autunno è proprio arrivato col suo inconfondibile freddino.
Tempo di piatti autunnali, caldi, sostanziosi, ritempranti.
Per l'appuntamento dei QUANTI Maria Giovanna ci ha aperto le porte della sua cucina svelandoci i segreti del suo plizgröstl altoadesino, una squisita rosticciata di funghi e patate.
Paese che vai, usanze che trovi, anche qui abbiamo una rosticciata .... ecco .... non proprio qui da me .... un pò più su, lì sui Monti Lattari, ci accoglie, profumata di sedano novello, insieme a una generosa fetta del più classico fiordilatte una rosticciata agerolese.
E' proprio vero, spesso dietro l'angolo si celano insospettabili tesori, quante cose impariamo grazie alla Cuochina!

2 patate
sale
olio
sedano (meglio se novello)

Pelare le patate, tagliarle a fettine sottili, il più sottile possibile.
Trasferire le fettine in una capiente ciotola, condirle con sale, olio e sedano tritato mescolando bene.
Sistemare le patate in una padella antiaderente di circa 18 cm di diametro, chiudere con un coperchio. Cuocere a fuoco lento, se possibile su uno spargifiamme.
Quando la parte inferiore è bella croccante e dorata, con l'aiuto di un piatto o di un coperchio, girare. Cuocere allo stesso modo coperto e a fuoco lento anche l'altro lato fino a doratura.
Servire ancora caldo con una generosa fetta di fiordilatte o provola e, magari, una spolverata di parmigiano. 
Favorite!

 

Il prossimo mese ci vediamo da Ornella prepareremo i suoi Kanelsnurrer

http://ilgiardinodeisaporiedeicolori.blogspot.it/2014/10/kanelsnurrer.html
 

giovedì 8 ottobre 2015

Il seffa per l'abbecedario culinario mondiale


L'Abbecedario ci riporta in Africa per esplorarne ancora le innumerevoli sfaccettature, siamo nel Maghreb, in Marocco, una terra leggendaria ed evocativa per noi occidentali, snodo di cultura, storia e tradizioni come ci ha spiegato la nostra ambasciatrice accogliendoci con un dolce tè alla menta.
Il dolce attira il dolce e, dopo il tè, mi sono concessa una prelibatezza tutta magrebina, il seffa, un couscous zuccherino, piatto tradizionale per eccellenza, immancabile sulle tavole marocchine dove è servito alla fine del pasto, prima del dessert, …. un dolce prima dei dolci, mitico!
Godiamoci l'altro volto del couscous :-)
Con questo post partecipo all'Abbecedario culinario mondiale che per il Marocco è ospitato dal blog Melagranata.

250 g. di couscous precotto
1 pizzichino di sale
burro
80 g. di uva sultanina
3 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiai di burro
3 cucchiai di mandorle pelate tritate
1 cucchiaio di pistacchi tritati
cannella

per decorare
pistacchi tritati, mandorle a lamella, zucchero di canna integrale

Ovviamente la parte più complessa del dolce è la preparazione del couscous, impresa che che ho saltato :-) utilizzando un buon couscous precotto.
Sciacquare bene l'uvetta, lasciarla in ammollo per 30 minuti.
Portare 300 g. di acqua con una noce di burro e il pizzichino di sale ad ebollizione.
Sistemare il couscous in una capiente pentola, aggiungere l'acqua bollente, coprire e lasciare gonfiare 4 minuti; al termine unire ancora una noce di burro e l'uvetta, trasferire sui fornelli, cuocere a fuoco lento per 3 - 4 minuti sempre mescolando con una forchetta.
Trasferire il couscous in una ciotola, mentre è ancora caldo, con l'aiuto di una forchetta, amalgamare i due cucchiai di burro, lasciare raffreddare a temperatura ambiente. Una volta raffreddato unire le mandorle e i pistacchi tritati precedentemente miscelati con lo zucchero semolato e la cannella.
Guarnire con pistacchi, mandorle intere o a lamella, zucchero a velo come nella tradizione marocchina o di canna, più fotogenico, come ho fatto io :-).
Per la ricetta mi sono ispirata qui e qui



L'Abbecedario Culinario Mondiale!