mercoledì 16 ottobre 2013

Il pane cafone per il World Bread Day




Oggi è il World Bread Day, la giornata mondiale del pane, nata per per onorare il nostro pane quotidiano e di essere grati di avere cibo a sufficienza.
Non tutti sono così fortunati.
Dal 2006 centinaia blogger di tutto il mondo cuociono un pane per questo giorno speciale. Quest'anno ci sono anch'io!!!
In previsione di questa giornata così speciale ho voluto preparare il mio pane preferito, il cafone napoletano.
Non credo che ci sia qualcosa di più buono, sano e goloso di una bella fetta di pane cafone, così al naturale, o condita con un filo di olio.
Il pane è vita, è ricchezza, è prosperità, è amore, è un valore da preservare e trasmettere ai nostri figli.
Celebriamolo insieme.
Raccogliedo l'invito di Zorra, con questo post partecipo al World Bread Day.
La ricetta è delle mitiche, almeno per me, Sorelle Simili pubblicata nel loro libro “Pane e roba dolce”.

1° rinfresco
65 g. di lievito madre
75 g. di farina di forza
40 g. di acqua
Lavorare bene, far riposare coperto al caldo (forno con la lucetta accesa) per 3 ore

2° rinfresco
180 g. di lievito madre (tutto l'impasto precedente)
90 g. di farina di forza
45 g. di acqua
Lavorare bene, far riposare coperto al caldo (forno con la lucetta accesa) per 3 ore

impasto
315 g. di lievito madre (tutto l'impasto precedente)
850 g. di farina di forza
500 g. acqua circa
25 g. di sale

Nel kenwood. frusta a gancio, sciogliere il lievito madre nell'acqua impastando a velocità 1 per circa 5 minuti. Aggiungere la farina e il sale, aumentare la velocità a 2 e continuare ad impastare per 10 minuti, poi a velocità 3 per 2 – 3 minuti. L'impasto dovrà risultare incordato (cioè staccato dalle pareti del kenwood e aggrappato al gancio). Attenzione a non superare le velocità e i tempi per evitare di surriscaldare troppo l'impasto che potrebbe danneggiarsi. Trasferire l'impasto sulla spianatoia e continuare ancora per per qualche minuto a mano, battendo.
Coprire a campana, far riposare per 30 minuti.
Schiacciare leggermente la pasta, fare la preforma a filone stretto arrotolandola con i pollici, riprendere il filone, metterlo in verticale davanti a sé, schiacciare leggermente, dare di nuovo la forma di filone stretto.
Coprire a campana e far riposare 15 – 20 minuti.
Formare una palla rotonda inserendo sotto le due punte appena accennate e arrotolando brevemente sui palmi delle mani.
Trasferire il pane su una teglia protetta da carta forno e cosparsa con abbondate farina di semola, cospargere anche il pane con la farina, coprire con uno strofinaccio inumidito.
Ricoprire il tutto con con un foglio di plastica formato da più stati di pellicola sovrapposti facendo però attenzione a non avvolgere troppo per dare al pane lo spazio di crescere. 
Far lievitare al caldo (forno con la lucetta accesa) per 12 ore.
Preriscaldare il forno statico a 240°, inumidire leggermente e delicatamente il pane pennellandolo con acqua, abbassare la temperatura del forno a 200°, infornare, cuocere per 55 – 60 minuti avendo cura di ruotare la teglia a metà cottura.
Ecco fatto!!! Un po' d'impegno e tanta soddisfazione!!!! 
 Gradite una fetta  .... a casa mia il pane non riesce a raffreddarsi!!!!

 

giovedì 10 ottobre 2013

Torta al cocco con ganache al cioccolato fondente di Salvatore De Riso


Come promesso ecco una delle ricette che ho imparato al corso di SalvatoreDe Riso.
Negli ultimi anni ho seguito parecchi corsi di Salvatore De Riso e di altri pasticceri dell'Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani ma, in verità, ho realizzato pochissimi dolci tra quelli proposti, questo sicuramente per la complessità di alcune preparazioni ma, soprattutto, perché non tutto ha incontrato i miei gusti … dopo la lezione si assaggia … :-)
 ovviamente senza voler sottrarre meriti agli insegnanti, i gusti sono gusti !!!
Infatti ho imparato molto sulle tecniche di preparazione di base, pate bombe, meringa italiana, mousse, bavarese, ganache, temperaggio del cioccolato …. ho perfino fatto il panettone!!!
Questa torta l'ho trovata dal primo momento deliziosa e ho voluto subito provare a rifarla.

pasta frolla
1kg. di farina debole
600 g. di burro freddo
400 g. di zucchero
6 tuorli + 1 uovo
1 bacca di vaniglia (i semini)
la buccia grattugiata di 1 limone
1 pizzico di sale

ripieno di crema al cocco
100 g. di burro
125 g. di zucchero a velo
75 g. di uova (1 uovo e ½)
100 g. di cocco rapé
15 g. di amido di mais
10 g. di rhum
300 g. di crema pasticcera
1 bacca di vaniglia (i semini)

crema pasticcera
io preferisco la crema di Maria Grammatico perché è buonissima, non sa di uovo e arricchisce, non sovrasta, le preparazioni.
Per gli appassionati di uova la ricetta di De Riso prevede:
360 g. di tuorli (18 tuorli)
300 g. di zucchero
½ bacca di vaniglia (i semini)
700 g. di latte
300 g. di panna
60 g. di amido di mais
1 pizzico di sale
Ovviamente ridurre le dosi.

ganache al cioccolato
170 g. di panna
350 g. di cioccolato fondente al 53% tritato

per decorare cocco rapè

Preparare la crema pasticcera, coprire con la pellicola a contatto, lasciare raffreddare.
Preparare la pasta frolla. Nel Kenwood, frusta K, velocità 1 – 2, amalgamare velocemente il burro (freddo) ridotto a pezzetti con la farina fino ad ottenere uno sfarinato, unire lo zucchero, l’uovo, i tuorli, il sale, e gli aromi. Azionare ancora la planetaria a velocità 1 – 2 per pochi secondi, giusto il tempo di compattare il tutto, si otterrà un impasto compatto ma ancora bricioloso. Avvolgere la pasta frolla in una pellicola di plastica e far riposare in frigo per circa un’ora finché non si sarà rassodata.
Nel Kenwood è consigliabile dimezzare la dose, con la dose intera si rischia di surriscaldare l'apparecchio!!! Per una teglia di cm di diametro ho usato ¼ di questa dose, dagli sfriddi sono venuti fuori buonissimi biscottini!!!
Nel frattempo preparare la crema al cocco. Nella planetaria, frusta K, montare il burro con lo zucchero a velo e il rhum. Amalgamare bene. Sempre continuando a montare aggiungere le uova, l'amido di mais, la crema pasticcera e il cocco rapè. Mettere da parte.
Stendere la pasta frolla, foderare uno stampo per crostate con fondo amovibile di diametro di 24 – 26 cm (in mancanza in alluminio usa e getta) imburrato e infarinato.
Con l'aiuto di un sac a poche colare la crema al cocco sulla pasta frolla cercando di formare dei cerchi concentrici. L'utilizzo del sac a poche non è essenziale, rende a livello estetico, aggiunge maggiore precisione, si può anche solamente versare l'impasto sulla pasta frolla cercando di livellarlo uniformemente.
Infornare a 180° in forno statico già a temperatura per 35 – 40 minuti. La torta è cotta quando la parte superiore diventa bella dorata. Estrarre dal forno, lasciare raffreddare completamente prima di sformare.
Preparare la ganache al cioccolato. Scaldare la panna a 45°, fuori dal fuoco versare un po' di liquido caldo sul cioccolato, emulsionare con la spatola, sempre mescolando continuare ad unire il liquido caldo al cioccolato. Il cioccolato non deve riscaldarsi troppo, non deve superare i 38°, altrimenti perde elasticità.
In questo modo la ganache è pronta subito e resta elastica.

Per verificare se la ganache è pronta basta raccoglierne un po' con la spatola e lasciarla colare, se nel colare resta elastica, “torna indietro” è pronta.
Rivestire la torta con la ganache colandola sul dolce a cerchi concentrici con l'aiuto di un sac a poche.
Spolverare con cocco rapé.

Buon appetito!!!

domenica 6 ottobre 2013

Kourabiedes e melomacarona




No, non è ancora Natale, non ho messo avanti l'orologio cominciando a postare ricette natalizie per portarmi avanti con il lavoro … oggi siamo a Cipro una meravigliosa isola nel mediterraneo nella quale confluiscono e s'incontrano tradizioni culinarie millenarie.
La cucina cipriota infatti risente delle influenze delle popolozioni che nei secoli si sono insediate nell'isola, fandamentale crocevia strategico e commerciale con l'oriente, o che semplicemente ne sono venute a contatto, in particolare della cucina greca e di quella turca.
Proprio dalla Grecia arrivano questi biscottini che non possono mancare a Natale sulle tavole cipriote.
Semplici da preparare e semplicemente deliziosi, sono “leggermente” dolcini, ma ogni tanto uno strappo alla regola ci sta, soprattutto se ne vale la pena.
Con queste ricette partecipo all'iniziativa Abbecedario Culinario della Comunità Europea che, per Cipro è ospitato dal blog, è ospitato dal blog Cook Almost Anything


Kourabiedes
300 g. di burro freddo
1 tuorlo
200 g. di mandorle con la pelle
1 cucchiaio di cognac
½ bustina di lievito
2 pizzichi di sale
100 g. di zucchero
300 g. di farina
zucchero a velo per decorare

Tostare le mandorle e tritarle finemente. Nel Kenwood, frusta K, vel. 2, montare il burro con lo zucchero, unire il tuorlo e il liquore e, sempre continuando ad impastare, aggiungere la farina setacciata con il sale e il lievito. Lavorare pochissimo solo per amalgamare il composto.
Formare delle palline della grandezza di una noce, appiattirle e disporle distanziate sulle teglie (circa 4) coperte da carta forno. Infornare a 180° per 20 minuti. Sfornare e spolverizzare con abbondante zucchero a velo.


Melomacarona
impasto
1kg. di farina
380g. di olio d’oliva
190g. di succo d’arancia
190 g. di zucchero
2 cucchiai di cognac (io ho usato un classico brandy italiano)
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di cannella o chiodi di garofano (ho preferito la cannella)
scorza d’arancia grattugiata

sciroppo
280g. di zucchero
280g. di acqua
200g. di miele

copertura:
90g. di noci tritate
5 cucchiai di semi di sesamo
½ cucchiaino di cannella

Sciogliere il bicarbonato nel cognac, impastarlo nel Kenwood, frusta K, vel 1-2, insieme con l’olio, lo zucchero, il succo e la scorza dell’arancia, la farina e il lievito, aromatizzare con la cannella, pochi minuti, giusto il tempo di compattare gli ingredienti. L’impasto dovrà risultare non omogeneo ma morbido. Prendere una piccola quantità d’impasto (50-60 g.) formare delle palline, appiattirle e modellarle a forma di losanga, incidere la superficie con una grattugia per renderla ruvida. Adagiare i biscotti sulle placche (almeno 4) rivestite di carta da forno ed infornare a 180° per 18/20 minuti.
Il giorno successivo preparare lo sciroppo facendo bollire per 5 minuti zucchero, acqua e miele, immergere per qualche istante pochi biscotti per volta rigirandoli un paio di volte nello sciroppo.
A parte, mescolare alle noci il sesamo e la cannella, passare i biscotti nel trito premendo leggermente per far aderire la copertura. Lasciare asciugare.
Le ricette sono tratte da "dolci più buoni del mondo" Mantovani - Peli


mercoledì 2 ottobre 2013

Maravilhia italiana (torta alla crema di Nua)


Qualche volta alle cose non si arriva così direttamente, bisogna fare molti giri, prenderla alla larga ...
Pare che questa primavera la torta alla crema di Nua sia rimbalzata da un blog all'altro diventando una sorta di tormentone, io me la sono persa, non ci ho fatto proprio caso, insomma l'ho mancata !!!
Qualche giorno fa in una community di g+ mi sono imbattuta in un dolce dal nome altamente evocativo Maravilhia Italiana “Ma come, vivo in Italia e non conosco questa meraviglia? occorre rimediare!!!!” così ho scoperto che la “meraviglia” era la torta alla crema di Nua, giunta dall'Italia sino in Brasile!!! prodigi della globalizzazione!!!
A volte per vedere le cose vicine bisogna guardarle da lontano ….
Sul dolce si è già detto tutto, cosa aggiungere … è una delizia …. ecco … una meraviglia!!!
Per la ricetta mi sono attenuta, ovviamente, all'originale, di cui però non sono riuscita a risalire alla fonte.
Con la speranza di non annoiare ecco l'ennesima torta alla crema di Nua cioè una Meraviglia Italiana!!!!

300 g. di farina
200 g di zucchero semolato
4 uova
130 ml di olio di semi
100 ml di latte
1 bustina di lievito per dolci
1pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone
mandorle a lamella
zucchero a velo per spolverare
1 dose di crema pasticcera da ½ litro di latte
Per la crema pasticcera ho preferito usare la ricetta di Maria Grammatico che per me è la migliore in assoluto!!!



Preparare la crema pasticcera, lasciare raffreddare, mettere da parte.
Nella Planetaria, frusta K, vel 4 - 5, montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, sempre continuando a lavorare aggiungere l'olio a filo, quindi il latte poco alla volta ed infine la farina setacciata con il lievito. Aromatizzare con il limone.
Trasferire il composto in uno stampo da 26 cm di diametro rivestito di carta da forno bagnata e strizzata. Distribuire sull'impasto, a cucchiaiate, la crema pasticcera tenuta da parte, completare con una spolverata di mandorle a lamella.
Cuocere a 160° in forno statico, già a temperatura, per 50 minuti.
Sformare appena possibile, lasciare raffreddare.
Decorare con abbondante zucchero a velo.

giovedì 26 settembre 2013

I dolci autunnali di Salvatore De Riso

Questa settimana sono stata impegnatissima con l'acquisto dei libri scolastici per il mio ometto che inizia le medie. Una faticaccia da non credere!!! file interminabili, prezzi fissi … alla fine ho deciso per l'acquisto on line utilizzando una serie di sconti che nel frattempo avevo cumulato :-) ci ho lavorato due giorni !!!
Forse non vi ho mai detto dell'altra mia passione che, però, cerco di tenere a freno :-) In questo caso le mie conoscenze di e -shopping sono risultate utlili, sono riuscita ad ottenere in media quasi il 30% di sconto su libri nuovi!!!!
Per il resto, ho in pentola dei piattini meravigliosi ….appena posso relaziono ...
Nel frattempo vi lascio con il racconto fotografico dell'ultimo corso di Salvatore De Riso che ho seguito qualche settimana fa alle Axidie.
Le foto non sono bellissime, la posizione e la luce erano pessime, la ressa ha fatto il resto ...
Torta al cocco
dolce da forno con ripieno di crema cotta al cocco e ganache al cioccolato

Thè early grey in tazza
dolce al cucchiaio composto da tronchetto al thè e limone, mousse e gelatina al thè

Cannoncini ai fichi secchi
cannoli di pasta di fichi secchi ripieni di crema di ricotta e nocciole

Tenerezza caraibica ai frutti di stagione
trionfo di frutta su crema cotta al cocco e crema chantilly

Dell'ultimo dolce realizzato, il tortino di pere e cioccolato, non ci sono foto in quanto sfornato al momento e finito, tra la ressa di cui sopra, ancora prima di dire clic :-)

Colgo l'occasione di ringraziare le care amiche blogger per aver pensato a me 
 
 
Grazie Annalisa

 
 
  Grazie Maria Teresa


Cercherò, se posso, di farli circolare, il tempo però è pochissimo ....  intanto questi premi li attribuisco a tutti gli amici ed amiche blogger che mi seguono e che seguo, e a tutti quelli che passano di qua. 
Chi vuole può prelevare il banner del premio preferito con i miei complimenti!!!!

domenica 22 settembre 2013

Zuppa di talli e patate



Le foto si accumulano i post rallentano … è un periodo di confusione … da pochissimo la nostra famiglia si è arricchita della presenza di Andrea, il cucciolino di mia sorella, così siamo tutti presi dalle esigenze della mamma e del bambino ….
Non potevo, però, perdere l'occasione di condividere, con voi e nel Weekend Herb Blogging, una ricetta buonissima, forse quella che prepariamo più spesso durante la stagione estiva, perché leggera, sana e gustosa: la zuppa di talli e patate.
Si tratta di un piatto semplice, legato alla cultura contadina del recupero, che porta a consumare in casa tutto quello che resta dopo la vendita del prodotto.
Edibile e commercializzabile non sono sinonimi :-)
Nel nostro caso senz'altro, anzi, vi assicuro, le foglie e i fiori, adeguatamente cucinati, sono di gran lunga più buoni delle zucchine in sé anche se hanno un mercato limitatissimo.
La nostra zuppa infatti si prepara con i talli di zucchina, ossia le cimette tenere della della pianta, foglie, le zucchine piccole e i fiori, insomma tutto quello che resta dalla produzione delle zucchine.
 (talli )

Semplice da preparare, gustosissima,, richiede un po' di tempo e attenzione per la nettatura delle foglie e dei fiori di zucchina da cui vanno eliminati gli aculei con un sistema semplice ma un po' lunghetto, ne vale la pena però :-) . Chi volesse cimentarsi può contattarmi per le spiegazioni!!!
Con questa ricetta partecipo al Weekend Herb Blogging, creato da Kalyn Kitchen, organizzato da Cook (almost)Anitything At Least Once e curato per l'edizione italiana da Briggishome, che questa settimana è ospitato dal blog ZibaldoneCulinario.

500 g. di talli di zucchina
2 patate medie
1 aglio intero
olio
sale
4 cucchiai di parmigiano e pecorino grattugiati (se piace qualcuno in più)
1 cucchiaio di pancetta o lardo a pezzetti (se piace)

Pulire i talli di zucchina, lavarli accuratamente. Pelare le patate e tagliarle a tocchetti.
In una capiente pentola unire i talli, le patate, la pancetta, l'aglio intero, condire con qualche giro di olio, bagnare con tanta acqua quanto basta a coprire a filo le verdure, salare. Cuocere coperto a fuoco moderato per circa un'ora. Al termine aggiungere il formaggio grattugiato, continuare la cottura ancora per 5 minuti. La zuppa deve restringersi, risultare corposa, umida ma non troppo brodosa.
Buon appetito!!!

domenica 15 settembre 2013

Smörgåstårta


Siamo ancora in Svezia per presentare un piatto jolly, semplicissimo da preparare ma molto d'effetto.
La smörgåstårta è una torta salata, diffusa in tutti i paesi scandinavi e molto popolare in Svezia, un grosso tramezzino, variamente farcito e decorato in maniera particolare che si serve a fette, proprio come una torta.
Estremamente versatile, si trasforma completamente in base alle farciture e alle guarnizioni si presenta splendidamente al centro di un buffet, soprattutto in occasione di ricorrenze particolari, fa fare un figurone!!!
Per la verità questa fetta :-) di Svezia dimora da tempo nella mia cucina ... ho visto questa ricetta molti anni fa su cookaround e da allora ho avuto modo di esplorarne le declinazioni.
I ripieni possono essere i più svariati, secondo i gusti, di solito utilizzo la mousse al formaggio, al prosciutto, al salmone, ma va benissimo anche maionese, prosciutto e insalata … insomma, le soluzioni sono molteplici e tutte allettanti.
L'attenzione maggiore è rivolta alla decorazione finale, proprio come una torta, la smörgåstårta è decorata splendidamente, con richiami al ripieno, in modo da allettare la vista prima che il palato.
Quindi largo alla fantasia, sbizzarriamoci :-)
Non ho avuto tempo di preparare per quest'occasione una smörgåstårta, ma non volevo perdere l'opportunità di condividere questa delizia,
Perdonate le foto non sono state ma non pensate al momento dello scatto per essere pubblicate, comunque, funzionano :-)
Con questa ricetta partecipo all'iniziativa Abbecedario Culinario della Comunità Europea che, per la Svezia è ospitato dal blog, è ospitato dal blog Un Uomo Dal Bagno AllaCucina.

1 confezione di pane per tramezzini

per la mousse al prosciutto
150 g. di prosciutto cotto
100 g. di formaggio spalmabile
80 g. di panna da cucina
20 g. di parmigiano
(1 pizzichino di sale se necessario)

per la mousse al formaggio
250 g. di formaggio spalmabile
150 g. di ricotta
100 g. di panna da cucina
80 g. di parmigiano
erba cipollina (se piace)
(1 pizzichino di sale se necessario)


Preparare le mousse amalgamando gli ingredienti nel mixer. Assaggiare ed eventualmente aggiustare gli ingredienti.
Lasciare da parte almeno ¼ di mousse al formaggio per la guarizione.
Farcire il pane per tramezzini con le mousse alternando, per ogni strato, il ripieno.
Ho dato una forma molto semplice alla mia smörgåstårta, limitandomi a sovrapporre i rettangoli di pane, ma è possibile sagomare il pane per realizzare delle forme più fantasiose.
Ricoprire la torta con la rimanete mousse al formaggio, tenendone da parte ancora un po' per la decorazione finale.
Trasferire in frigo, lasciarla riposare 10 – 12 ore, se possibile, coperta.
Poi ... spazio alla fantasia …. io ho usato un tipo particolare di lardo, della rucola, ciuffetti di mousse al formaggio e semi di sesamo… le combinazioni sono infinite!!!!