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domenica 25 novembre 2018

La pasta di MTC S-COOL





Eccoci alla seconda lezione della scuola di cucina più figa che c'è: MTC S-COOL.
Prepariamo la pasta, un bel primo piatto fumante, confortevole, appetitoso e ben mantecato.
Perché la mantecatura, insieme alla cottura, è il cuore della preparazione di un buon piatto di pasta.
E ci vuole tecnica, applicazione e tanto olio di gomito :-)
Una volta imparato tutto si può mantecare, anzi si deve, non è possibile farne a meno :-)
La pasta cotta e corposa, soda ma cedevole, avvolta dal sottile, setoso, succulento lucido intingolo è solo poesia.

Ed abbiamo studiato, ci siamo applicate ed abbiamo mantecato.
L'esame prevedeva due prove.
La cacio e pepe.
La mantecatura di un piatto al sugo.

Se mantechi una cacio e pepe poi mantechi tutto, perchè dietro l'apparente semplicità del piatto, due soli ingredienti, si nasconde la summa delle tecniche di preparazione e della difficoltà culinaria. Non è facile trasformare del pecorino in un sugo cremoso, anche chi lo sa fare può sbaglare.
Ma non noi di MTC S-COOL perchè abbiamo insegnanti brave e preparate che ci hanno rivelato una ricetta infallibile.
Imparata quella mantechi tutto.
Nel mio caso poi ho mantecato un sugo di casa, chiamiamolo ragù, nonna lo chiamava genovese, non ho mai capito il perché

La cacio e pepe di Greta

per 4 persone

Attrezzatura:
una pentola capiente per bollire la pasta
Una padella per mantecare
Una bastardella d’acciaio
Una pinza
Una frusta

400 g di spaghetti
120 g di pecorino stagionato grattugiato fino
Pepe nero

Lessate la pasta in abbondante acqua poco salata. Mentre la pasta cuoce sciogliete il formaggio in una ciotola aiutandovi con una frusta, aggiungendo poca acqua per volta, fino ad ottenere una crema, tenete in caldo.


Tirate su la pasta 3 minuti prima del punto di dente e continuate la cottura nella padella con un filo d’olio, il pepe e abbastanza acqua per permettere la cottura. Fate riprendere calore sempre mescolando e agitando la pasta nell padella così da creare un’emulsione tra amidi e grasso, continuate fino ad arrivare a cottura. Fuori dal fuoco e lontano dal fornello caldo aggiungete velocemente la crema di pecorino, saltate la pasta velocemente e servite fumante, la cacio e pepe non può aspettare. Aggiungete un altro pizzico di pepe sul piatto prima di servire.


Il mio ragù di casa



per 4 persone

500 g di carne macinata mista tra manzo e maiale
350 g di passata di pomodoro
1 cipolla media
2 carote
un bel gambo di sedano
olio extravergine di oliva
sale 
½ bicchiere di vino bianco (o vermouth se volete provare)
parmigiano reggiano grattugiato

250 g di tripolini di Gragnano

olio extravergine di oliva

Tritate finemente la cipolla, le carote e il sedano, trasferite tutto in una capiente pentola e lasciate appassire in olio extravergine di oliva a fuoco medio.
Unite la carne, mescolate, aumentate leggermente la fiamma e lasciate insaporire per 5 minuti quindi aggiungete la passata di pomodoro, regolate di sale. A bollore riducete la fiamma a minimo e lasciate cuocere per circa 2 ore, il sugo deve inspessirsi dolcemente. A questo punto la nonna univa un mezzo bicchiere di vermouth e lasciava evaporare. So che è eretico ma lo faccio anch'io unendo però vino bianco. A cottura mettere da parte.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla molto al dente cioè 4 – 5 minuti prima dei quanto indicato sulla confezione. Usare una buona pasta di Gragnano ovviamente mi è stato utile a ciò.
Scolate la pasta con un mestolo forato direttamente nella padella già a fuoco medio alto, unire il sugo. Posizionate le pinze al centro della padella e cominciate a far roteare la padella in sendo orario in modo che la pasta contenuta giri intorno al perno centrale. Non staccare mai la padella dal fuoco, non abbassare mai la fiamma. Per i primi tre minuti, la pasta non deve galleggiare nel liquido, ma neanche asciugarsi troppo.
Un minuto prima della fine della cottura regolate il condimento, aggiungete un filo d’olio a crudo, mezzo mestolo d’acqua … quello che serve nel mio caso ho aggiunto il parmigiano. Poi si salta! spingete la pasta verso la testa della padella, quindi con un movimento secco, deciso all’indietro fatela riavvolgere su se stessa.
Servire subito
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giovedì 13 settembre 2018

Menù Libero, i primi piatti di vegetariani: spaghetti zucchine e scamorza



Oggi per i piatti vegeteraniani del nostro Menù lib(e)ro vi porto direttamente negli anni 90.
Vi ricordate la miriade di libricini allegati alle riviste?
Io ne ho una collezione, compravo le riviste per i libricini :-)
Ma quanti ne tengo, molti dispersi, sistemati metodicamente chissà in quale remoto anfratto dal mio consorte partito per l'ordine … li troveranno i miei bis bis nipoti e ci faranno una fortuna su ebay :-)
Quello che va a comporre in nostro menù è il mio preferito. L'ho consumato a forza di usarlo, non ricordo mai le ricette devo sempre leggerle, ed è andato in tournée con mia sorella nei suoi tirocini itineranti.
Poi è tornato, diciamo che l'ho sollecitato intensamente :-)
Da qui vengono i miei cavalli di battaglia delle cene in terrazza negli anni '90 e di tanti pranzi casalinghi.
Tra questi in miei preferiti che vi presento per il menù.
Gli spaghetti zucchine e scamorza una versione altra degli spaghetti alla Nerano, non sono di Nerano e possono arricchire le nostre cucine ogni giorno.
Provateli e fatemi sapere.  
 
La ricetta è per il nostro chef dei primi vegetariani la carissima Sabrina da lei potrete trovare tutte le ricette dei nostri primi vegetariani.


ingredienti per 4 persone

300 g di spaghetti
300 g di zucchine
200 g di scamorza affumicata
1 mazzetto di basilico
1 spicchio di aglio
4 cucchiai di olio extravergine
sale e pepe nero

Tagliate a fiammifero le zucchine e fatele rosolare in una capace padella con l'olio, l'aglio e il basilico tritati, aggiungendo un po' d'acqua calda se necessario e cuocendole per una decina di minuti in modo che restino croccanti. Salate poco a fine cottura perché la scamorza è già saporita. Cuocete e scolate gli spaghetti, fateli insaporire nella padella con le zucchine e aggiungete all'ultimo momento la scamorza tagliata a cubetti di ½ centimetro di lato. Sempre sul fuoco mescolate bene e spolverate di pepe nero prima di servire in piatti individuali.



La ricetta è presa da 130 spaghetti all'ultimo minuto di Giò Pozzo

 

lunedì 28 maggio 2018

Passiamole in rivista: Rezepte mit pfiff



Eccoci all'appuntamento con Passiamole in Rivista l'effervescente rubrica diMAGabout FOOD che realmente ci porta in mondo in casa, dalle edicole internazionali direttamente nelle nostre cucine.
Riviste strafighissime con ricette particolari che più particolari non si può, date un'occhiata teutonica Rezepte mit pfiff che abbiamo analizzato questo mese, altro che rigidità germanica, questa che è una rivista genuinamente teutonica ne rivela di guizzi intriganti, brillanti e gustosi.
Come come questi gnocchi saltati in padella, si, avete capito bene, fritti e serviti freddi in insalata, cosa non sono mai, una delizia!!!
Consiglio spassionato, scendete giù casa, al super, comprate un pacco di gnocchi, di quelli biecamente preconfezionati, ma di marca, mi raccomando, e friggete, friggete, friggete tanto :-)
La ricetta? Solo qui su MAGabout FOOD
E con perdete tutte le meravigliose e particolari ricette che sono tutte qui su MAGabout FOOD

Rezepte mit Pfiff

venerdì 11 maggio 2018

Risotto verde di Petronilla

Ho incontrato Petronilla prima di leggerla, attraverso i racconti della mia amica Francesca, piccoli episodi di vita scolpiti con parole eleganti, accurate, forbite, restituiti unici e nuovi, recuperati all'usura del tempo e all'ingiustizia della memoria.
Piccole gemme di una life teller.
Né io né lei sapevamo realmente chi fosse Petronilla ma ricordo perfettamente la piccola storia di vita legata ad alcune Perline, tenute come un bene prezioso, e della persona che gliele aveva fatti conoscere.
Perline che poi arrivarono a me e che conservo con tanto di nome della proprietaria vergato a mò di avvertimento affettuoso, “sono mie”.
Lei resta con me, con la sua firma sulle Perline, non la conosco, l'ha conosciuta Francesca, bella, giovane, ricca, ha vissuto quasi a disagio, un tempo anche questo accadeva, gli spazi che ora vivo io, respirato le grige stanze che ho reso rosa e azzurre e, per quanto possibile, luminose … era andata via da tempo quando sono arrivata, ormai quasi quindici anni fa. Restano le parole, un piccolo ricordo, reso per quanto possibile immortale in quella che è la nostra piccola storia.

Piccole storie di comuni donnette come quelle che ci ha regalato Petronilla.

Leggiamone una ….

Quando in primavera già verdeggiano rigogliose in ogni orto le buone erbe tutte aromi, e già si possono cogliere vivi, maturi e teneri i buoni pisellini, è sacrosanto dovere d'ogni massaia (che non voglia lesinare in quell'ottimo condimento per i pasti che è la varietà) ammannire un certo risotto che quelle erbe sanno rendere, oltre che gustosissimo, anche verdissimo e profumatissimo.
Volete dunque, da brave massaie, preparare pur di voi il piatto ch'è anche, ve l'assicuro, lesto a fare; e di spesa molto limitata?

***

Allora, se in famiglia siete 6 …
Mondate 7-8 etti di riso.
Sgusciate 7-8 etti di pisellini.
Affettate fina una cipolla e, ancor più fino, un gambo di sedano.
Tritate con la mezzaluna, una manciata di foglioline di prezzemolo, un pizzico di quelle di basilico ed un pizzichino di quelle di erba di timo (ma di foglioline naturalmente staccate dai relativi gambi; poscia lavate; e infine strizzate fra le mani).
Poco prima del pranzo, mettete a fuoco una pignatta di brodo già salato o, non avendo brodo vero, di brodo falso (acqua, poco burro, ed un dado per persona).
Mettete anche a fuoco la cipolla affettata ed 1 etto e ½ di burro, in una casseruola capace.
Tosto la cipolla accennerà ad imbrunire, unite il sedano e le foglioline di timo, di prezzemolo e di basilico trite; e fate un poco rosolare.
Versate nella casseruola il riso mondato ed i pisellini sgusciati; mescolate; lasciate ancora, per 3-4 minuti, rosolare.
Aggiungete un mestolo (per parlare alla perfezione bisognerebbe veramente dire « un ramaiolo ») del brodo che starà bollendo nella pignatta; mescolate; e continuate a mescolare ed ad aggiungere di tratto in tratto (ma sempre un solo mestolo alla volta, in modo che il riso rimanga sempre umidiccio) fino a che il riso lo vedrete quasi cotto.
Unite, allora, una manciata (meglio se sarà una manciatona) di parmigiano grattugiato; mescolate; assaggiate; ricordate che ogni risotto, per riuscire squisito, dev'essere di riso ancora al dente; aggiungete sale, se sarà necessario; versate il verde risotto profumato di primavera sul piatto; informaggiatene la superficie; e portate a tavola.

***

Se, da brave massaie, ricorderete il vostro sacrosanto dovere … eccovi dunque un'altra ricetta per un altro pizzichino di quel tale condimento che si chiama «varietà».

Da Altre ricette di Petronilla, Sonzogno, 1970 

... e buon compleanno Petronilla! 
Noi cerchiamo di non dimenticarti, sul Calendario del Cibo Italiano continuano i festeggiamenti  con tante sue ricette ...

I piselli come vedete sono proprio quelli un po' grossi e duretti che avrebbe trovato al mercato una comune donnetta resi teneri dalla lunga cottura e appetitosi da un pizzichino di quel tale condimento che si chiama «varietà».

Da oggi torno al mio blog, dopo un percorso di ricerca e conoscenza che mi ha riportato qui, saldamente radicata dentro di me, nuova e completa e per questo imperfetta, imprecisa, tremolante, felice e consapevole, e finalmente me stessa.


martedì 27 febbraio 2018

Easy pumpkin mac and cheese per il Club del 27


Mentre in MTC si affumica nel Club del 27 si spadella!
Questo mese approfondiamo le tecniche di cottura in padella attraverso una serie di ricette  one - pot meals.
Proprio così pasti preparati, in padella in casseruola, in pentola, fast and easy, dalle pietanze al dolce.
Ricette internazionali, alcune anche classiche, rivisitate quanto a modalità di preparazione.
E che bel lavoro nel Club del 27! abbiamo rifatto meraviglie, non perdetene nessuna!
Io mi sono voluta togliere uno sfizio, dopo tanto studio su Elena Spagnol, lo sdoganamento del precotto e preconfezionato, l'apriscatole della felicità, la cucina istantanea …. ho voluto riprodurre in casa, spadellando, la nostra Elena spadellava e tanto, un pasto preconfezionato.
Si proprio di quelli che apri la busta versa in una pentola con 4 cup d'acqua, copri, cuoci e mangia.
L'odore era identico, il sapore in parte.
E che ne so io mi chiederete.
Anna, come fai a conoscere il profumo e il sapore del cibo precotto tu che sei una foodblogger, ti fai il pane in casa col lievito madre, prepari tutti quei piatti della tradizione italiana rigorosamente home made per il Calendario del Cibo Italiano? ma come, hai fatto pure i macaron?
Io assaggio, tutto, sempre assaggiato.
Gli anni '80 me li ricordo, al culmine dell'edonismo gastronomico fu lanciata la prima pasta surgelata che si spadellava … pronta in 5 minuti … mia mamma a sua insaputa incarnava il modello di donna da cucina istantanea … forse per questo io cucino e bene.
Quei noiosi pomeriggi in cui avevi voglia di qualcosa di dolce, un ciambellone, una crostata … lei non ne capiva un'acca, non sapeva, non voleva, tu andavi li col manuale di nonna papera in mano …. se non te lo cucinavi tu mo te lo mangiavi il ciambellone :-) … così a 15 anni preparavo la crème caramel e la pasta sfoglia ...
Comunque in tutto questo ho fatto felici due adolescenti che passano il tempo a sbavare sui video di cibo americano … mamma quando ce li fai i mac and cheese?
Ecco qua, i signori sono serviti.
Mamma ma ha il sapore del ristorante in vacanza … i miei conoscono i villaggi non la pasta surgelata :-)
Con la tessera n° 37 anche questo mese partecipo al Club del 27

Proud to be a member

Ingredienti per 6 persone
400 g di fusilli
330 g di salsa Alfredo
300 g di zucca a dadini cotta in forno
1 tazza di peperoni arrostiti
4 tazze d'acqua
¼ di cucchiaino di sale
di cucchiaino di pepe nero tritato
170 di fontina sminuzzata

per la salsa Alfredo
½ tazza di burro
2 tazze di panna
120 g di formaggio cremoso spalmabile
½ cucchiaino di aglio tritato
1 cucchiaino di aglio in polvere
1 cucchiaino di aromi misti secchi (origano, prezzemolo, basilico, timo, maggiorana …)
¼ di cucchiaino di salernitana1/4 di cucchiaino di pepe
1 tazza di parmigiano grattugiato

Preparare la salsa Alfredo. In una pentola unire burro, panna, e crema di formaggio, cuocere a fuoco medio mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo. Unire l'aglio, tritato e in polvere, gli aromi, il sale e il pepe. Mescolare bene, aggiungere il parmigiano, portare a bollore e cuocere per 5 minuti o, comunque fino ad ottenere una salsa bella consistente
Per i mac and cheese
Sistemare una capiente pentola antiaderente i primi sette ingredienti. Aggiungere mezza tazza di fontina. Cuocere a fuoco medio-alto mescolando spesso fino ad ebollizione quindi ridurre il calore a medio. Cuocere a fuoco lento, coperto, per il tempo di cottura della pasta mescolando spesso. Quando la pasta sarà cotta ma non sfatta e il liquido tutto assorbito, regolarsi con l'intensità dei fuochi, spostare la padella dal fuoco, cospargere con il formaggio, mescolare, coprire, lasciare riposare 5 minuti prima di servire. Completare con una spolverata extra di pepe nero

La ricetta è tratta da Wonder Pot di Better Homes Gardens, 2018.

venerdì 5 gennaio 2018

Lo scammaro




Santo Nicola a la Taverna ieva,
Era vigilia e nun se commarava,
Disse a lu Tavernaro n'avimmo niente?
E l'ora è tarda e bulimo mangiane.

Lo scammaro è una frittata senza uova di cui non si sente parlare quasi più, antichissima e, come la maggior parte dei cibi poveri, trionfale e prelibata.
Non a caso nasce in convento.
Nei monasteri napoletani si seguiva il precetto ma cucinava e bene anche nei giorni di magro.
Secondo la tradizione conventuale, infatti, erano esentati dall'astinenza dalla carne durante la quaresima solo i malati che però dovevano consumare i tali pasti, non di magro, in camera, cammera, da cui cammarare, per non turbare i confratelli sani, tenuti ad osservare il precetto, ai quali erano riservati cibi di magro, non da cammara, scammarati.
Da qui poi la definizione, nel Regno delle Due Sicilie, del periodo di quaresima come giorni di scammaro.
Che poi il magro fosse più curato ed appetitoso è un'altra storia …
Ma volete mettere questo scammaro con una bistecca!


500 g di vermicelli
100 g di olive di Gaeta
30 g di capperi
1 cucchiaio di pinoli
1/2 cucchiaio di uva passa
2 filetti di acciughe sott'olio
olio extravergine di oliva
aglio
prezzemolo
sale

In una padella piuttosto ampia  con l'olio d'oliva rosolare uno spicchio d'aglio, toglierlo, unire le acciughe ed olive a pezzetti, i pinoli, i capperi e l'uvetta sciacquati.
Cuocere i vermicelli al dente, versarli nella padella, cospargere di prezzemolo tritato e mescolare bene. Spianare col dorso di un cucchiaio i vermicelli nella padella ed a fuoco medio rosolare la frittata prima da un lato e poi dall'altro rigirandola con l'aiuto di un piatto. La frittata dovrà essere sottile, morbida all'interno e croccante all'esterno.

La ricetta è tratta con qualche modifica da
Maccheronea, storia - aneddoti – ricette di Lejla Mancusi Sorrentino



Per la citazione qui

Fonti
http://www.agricoltura.regione.campania.it/tipici/tradizionali/frittata-scammaro.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Frittata_di_scammaro  

http://www.calendariodelciboitaliano.it/ 

sabato 18 novembre 2017

Gli gnocchi alla sorrentina per il Calendario del Cibo italiano


Oggi il Calendario del Cibo Italiano Celebra gli gnocchi in un uno spettacolare giro nell'Italia tra gnocchi & co.
Di patate e non solo, gli gnocchi sono un cibo antichissimo, praticamente tra prime paste alimentari, dapprima semplicemente acqua e farina, poi via via di pane, di semola, di riso, di patate.
Certo gli gnocchi per eccellenza, quelli fatti di patate, sono una preparazione alimentare piuttosto recente, in quanto elaborati a seguito della diffusione, nella seconda metà dell'ottocento, delle patate nell'uso alimentare italiano.
In questo tour dello gnocco mi sono dedicata, ratione loci, agli gnocchi più popolari in Campania e forse, almeno per me, quelli più buoni di tutti, sapete però non faccio testo cucino di ricordi, condivido emozioni, gli gnocchi alla sorrentina.
Solo sugo, mozzarella e gnocchi, il profumo di basilico … pura poesia!


Ingredienti per 4 persone

per gli gnocchi ricetta della sfida MTC n° 59
600g Patate rosse
180 g Farina 00
Sale

il sugo fatto avanzare sa un buon ragù di carne preparato con
250 g di muscolo di primo taglio
500 g di braciole,
250 g di corazza
300 g di costine di maiale
1 gallinella
qualche nervo
150 g di olio
50 g di olio
2.500 g di passata di pomodoro, meglio se fatta in casa
200 g di cipolla
sale
pepe

Il procedimento è sul Calendario.

500 g di mozzarella asciutta fatta riposare almeno una notte in frigo
qualche cucchiaio di parmigiano reggiano
basilico


Per gli gnocchi trascrivo la ricetta di Annarita
Lavate le patate e mettetele intere e con la buccia a cuocere in acqua fredda. Scegliere patate delle stesse dimensioni in modo da avere una cottura uniforme. Dopo circa 30/40 min (dipende dalla pezzatura) saranno pronte. Potete anche usare la pentola a pressione dimezzando i tempi.
Appena pronte scolatele e privatele della buccia. Passatele al passaverdure o allo schiacciapatate direttamente sul piano da lavoro. Allargare le patate schiacciate con un tarocco in modo da far uscire tutto il vapore residuo. A questo punto aggiungere il sale e la farina poco per volta e iniziare a impastare. E’ bene impastare il meno possibile altrimenti gli gnocchi diventeranno duri. La farina dovrebbe essere il 25% - 30% rispetto alle patate ma come dicevo sopra può dipendere da molti fattori.
Meno farina richiedono le patate e meglio è, gli gnocchi saranno più morbidi.
Una volta formata una pagnotta tagliatene dei pezzi con i quali ricavare dei filoncini che allungherete con le mani, facendoli roteare sulla spianatoia fino allo spessore di circa 1.5 cm poi tagliateli in gnocchi di circa 2 cm. Passate ogni gnocco sui rebbi di una forchetta, esercitando una certa pressione farli scorrere dal basso verso l’alto oppure usare un riga gnocchi, in questo modo assumono la caratteristica rigatura e si formerà l’incavo che accoglierà il sugo.

Lessare gli gnocchi in abbondante acqua bollente salata. Scolarli con l'aiuto di una schiumarola appena salgono in superficie.
Condire gli gnocchi con il sugo, la mozzarella tagliata a cubetti e il parmigiano.
Trasferire in una pirofila da forno o in tante cocottine monoporzione.
Cuocere in forno ventilato a 180° già a temperatura, per circa 15 minuti deve gratinare.
Completare con il basilico.


Questa la versione ortodossa con gratinatura al forno.
A casa mia ne pratichiamo una versione casalinga ma estremamente goduriosa.
Gli gnocchi scolati sono uniti al sugo caldo, meglio se residuano pezzettini di carne qua e là, li lasciamo apposta, mozzarella parmigiano e posti sul fuoco, velocemente mescolati fino a qiando la mozzarella fila. Gli gnocchi risulteranno più lucidi e cremosi, il sugo assumerà una consistenza particolare per la fusione con la mozzarella ed un gusto unico e squisito.
Consiglierei di provare :-)

mercoledì 25 ottobre 2017

Fregula con arselle


Un piatto di pasta per nutrire il pianeta, questo è il tema della Giornata Mondiale della Pasta che si celebra oggi in tutto il mondo.
La pasta è una comune passione che unisce trasversalmente i continenti ma nello stesso tempo rappresenta, nelle sue innumerevoli sfaccettature, la base dell'alimentazione occidentale e orientale e fondamento di culture gastronomiche molteplici, singolari e differenti.
Quanta strada dai noodles agli spaghetti, tutta da esplorare! … e quanto è buona la pasta anche quando si impasticcia :-)
Il Calendario del Cibo Italiano si unisce ai festeggiamenti mettendo in vetrina le migliori specialità italiane.
Io ho preparato la fregula con le arselle un tipico piatto della cucina sarda per ricordare quanto la nostra cultura gastronomica si fonda sull'ingegno e il saper fare.
La fregula è semola, semola, acqua e sale come ricorda Alessandra sulnostro Calendario.
Una semola però trasformata, sublimata, non solo dalla pazienza e dalla sapiente manipolazione, una sorta di incocciamento comune alla lavorazione della semola nel bacino del nostro mediterraneo, ma dalla geniale tostatura che, irregolare, attribuisce alla pasta un gusto e una consistenza particolare, unica e irresistibile.
Ideale per la cottura risottata, la fregula si presta ad innumerevoli preparazioni, eccola in una delle versioni più conosciute.
Ho utilizzato il datterino giallo che attribuisce al piatto una lieve colorazione gialla, come nella ricetta sarda che prevede lo zafferano, e una fresca nota acidula che va a bilanciare la decisa e intrigante aromaticità "bruciata" della semola.
Con questo post partecipo alla Giornata Mondiale della Pasta del Calendario del Cibo Italiano.
 

Per 2 persone

140 g di fregula
250 g di frutti di mare (erano in prevalenza telline)
80 g. di datterini gialli (circa 12)
1 spicchio d'aglio
olio extravergine di oliva
mirto

La fregula con i frutti di mare si cucina in un altro modo, è spiegato nel Calendario.
Io però avevo un condimento caldo, dovevo mantecare, così ho modificato un po' la procedura. Del resto sono un'apprendista, sperimento, imparo e chiedo venia :-)
I frutti di mare vanno prima “spurgati” tenendoli in acqua leggermente salata per qualche ora quindi sciacquati bene.

Fare aprire i frutti di mare a fuoco vivace, coperto, in una padella nella quale oltre ai frutti avrete unito mezzo bicchierino d'acqua.
Togliere dal fuoco.
Raffreddare.
Sgusciare i frutti di mare tenendone da parte alcuni col guscio, mettere da parte.


Raccogliere e filtrare l'acqua di cottura, mettere parte.
In una capiente padella soffriggere aglio e olio, unire i pomodorini precedentemente lavati e tagliati a spicchi, salare leggermente, aromatizzare con qualche foglia di mirto.
Quando i pomodorini sono quasi cotti unire i frutti di mare e la loro acqua. Continuare la cottura ancora per qualche minuto. Il sugo deve essere denso ma piuttosto fluido.


Nel frattempo cuocere in abbondante acqua salata la fregula, scolare a cottura mantenendola piuttosto soda.
Unire la fregula al sugo, mantecandola a fuoco vivace. Regolare di sale.


Non è stato necessario aggiungere l'acqua di cottura della fregula che avevo tenuto da parte.
Decorare con mirto e servire.