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lunedì 3 ottobre 2016

Sbrisolona alle nocciole e cioccolato fondente



La sbrisolona è un antichissimo dolce mantovano che, come molti dei migliori piatti della cucina italiana, affonda le sue radici nella tradizione povera della cucina contadina.
Pare che infatti che i contadini mantovani usassero festeggiare particolari ricorrenze come nascite o matrimoni con un dolce a base di sugna, farina di mais e nocciole, i pochi ingredienti a loro disposizione
Un dolce beneaugurante, destinato a conservarsi a lungo, moltiplicandosi, per così dire, in tanti frammenti.
E proprio alle briciole, brìse, che inevitabilmente si formano al primo contatto, espressione di genuina convivialità, deve il suo nome.
Tra il '500 e il '600 questo dolce arriva alla corte dei Gonzaga e, arricchito da mandorle, zucchero, aromi, divenne la base della moderna sbrisolona.
Oggi il Calendario del Cibo Italiano AIFB festeggia questo dolce antico, dai focolari contadini ai fasti di corte, fino alle nostre cucine, ne ha fatto di strada la sbrisolona!
Nell'articolo della nostra ambasciatrice Laura Bertolini del blog Frittomisto Cucina ed Emozioni, tanto ancora sulla sbrisolona e bellissime ricette.
Eccone una versione cioccolattosa....

125 g. di farina 00
100 g. di nocciole sgusciate
75 g. di farina gialla fine
80 g. di zucchero
1 tuorlo
100 g. di burro
50 g. di gocce di cioccolato fondente
1 semini di un quarto di bacca di vaniglia

Tritare le nocciole.
Setacciare insieme le farine, disprole a fontana, al centro unire lo zucchero, le nocciole, le gocce di cioccolato, il tuorlo e il burro.
Lavorare rapidissimamente il composto con la punta delle dita fino ad ottenere un composto omogeneo ma leggermente sbriciolato. Sbriciolare l'impasto con le mani direttamente nella teglia (rotonda da circa 20 cm di diametro) protetta da carta da forno, non pressare come invece ho fatto io altrimenti si compatta e si vedono poco le briciole :-)
Cuocere in forno statico già a temperatura a 180° per circa 40 minuti, deve ben dorarsi.
Lasciare raffreddare, sformare con attenzione, servire fredda.

Per la ricetta è tratta con opportuni adattamenti dall'Enciclopedia della Cucina Italiana ed. La Biblioteca di Repubblica


Per il post mi sono documentata qui: 



http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/ 

domenica 13 settembre 2015

Quanti modi di fare e rifare la torta ciosota


Dopo la pausa estiva riprende l'appuntamento con la cucina dei QUANTI, questo mese la Cuochina ci porta nella cucina di Terry alla scoperta della sua torta ciosota, un dolce decisamente particolare a base, tra l'altro, di radicchio di Chioggia.
In effetti il radicchio è un ingrediente piuttosto tostarello, difficile da immaginare in un dolce :-)
Il risultato, invece, è sorprendente, il gusto forte del radicchio si stempera, conferendo una gradevole nota aromatica al dolce dall'inaspettata consistenza, morbida, aera, quasi scioglievole …. insomma un'esperienza degustativa unica, imperdibile!
Grazie a Terry per la ricetta e alla Cuochina che c'è l'ha fatta conoscere!
Ed ecco i miei muffin di ciosota …. spariti in un solo boccone:-)


150 g. di burro
150 g. di zucchero vanigliato home made
5 uova
100 g. di farina 00
1 bustina di lievito
150 g. di carote grattugiate
200 g. di radicchio di Chioggia tritato finemente
150 g. di nocciole in farina
6 biscotti secchi

per guarnire
filetti di carota semi canditi realizzati come ho spiegato qui

Separare i tuorli dagli albumi. Montare gli albumi a neve ferma. Sbattere i tuorli con lo zucchero e il burro morbido fino ad ottenere il composto chiaro e cremoso. Unire la farina di nocciole, i biscotti sbriciolati, le carote, il radicchio e la farina miscelata con il lievito, mescolando bene ad ogni aggiunta con la spatola. Al termine incorporare al composto gli albumi montati, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Ripartire l'impasto negli stampini da muffin e infornare a 180° in forno statico già a temperatura per circa 20 minuti. Raffreddare, decorare con i filetti di carota semi canditi. 


Ci vediamo l'11 ottobre nella cucina di Maria Giovanna, cucineremo un appetitoso plitzrostl

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LA NOSTRA CUOCHINA

venerdì 14 febbraio 2014

Sformatino del riciclo




Avete ancora in casa del panettone o del pandoro? ormai siamo a metà febbraio, è ora di consumare gli avanzi, dobbiamo concentrarci sui dolci di Carnevale!!!
Stasera vi propongo una ricetta di riciclo, un vero e proprio comfort food, ideale per iniziare bene la giornata, da preparare subito, magari anche domani mattina!!!!

350 cl di latte
150 cl di panna
3 uova
75 gr zucchero
scorza grattugiata di un limone
1/2 stecca di vaniglia
un pizzichino di sale (poco, poco)
panettone, pandoro o altro dolce da riciclare
qualche pugno di uvetta
una manciata di pinoli (o altra frutta secca da riciclare)

burro per la pirofila

Ammollare l'uvetta in acqua tiepida, sciacquarla, scolarla e asciugarla. Nel frattempo tagliare a fette abbastanza spesse il dolce da riciclare, disporle sul fondo di una pirofila da forno ben imburrata (o di più cocottine, se si gradiscono le monoporzioni). Cospargere con uvetta e pinoli
Portare a bollore il latte e la panna con la vaniglia e la scorza di limone. Lasciare riposare una decina di minuti. Eliminare gli aromi. Montare le uova con lo zucchero con la frusta elettrica, continuando a montare unire a filo il latte caldo. Versare il composto nella pirofila fino a coprire abbondantemente le fette di dolce. Far riposare per circa mezz'ora, il dolce assorbirà parte del liquido, trattenendolo.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 180° per circa mezz'ora.
Per la ricetta ho sbirciato qui e qui.

martedì 21 gennaio 2014

Spaghetti della vigilia



Ancora una ricetta frutto delle mie incursioni :-) nelle cucine di ristoranti della Costiera. Si tratta di un classico intramontabile, aglio, olio e alici rivisitato ed arricchito da una spolverata di frutta secca. Un piatto ricco, corposo e succulento che vi stupirà.
Con questo post partecipo al Weekend Herb Blogging, creato da Kalyn Kitchen, organizzato da Cook(almost) Anitything At Least Once e curato per l'edizione italiana da Briggishome che questa settimana è ospitato dal blog Mangiare è un pò come viaggiare.
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300 g. di spaghetti di Gragnano
4 - 6 filetti di alici di Cetara sott'olio
qualche manciata di frutta secca (noci, nocciole, mandorle e pistacchi) tostata e tritata
olio
aglio
peperoncino
prezzemolo

Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata.
Nel frattempo, in una capiente padella soffriggere aglio, olio e peperoncino, unire le alici e continuare la cottura a fuoco moderato coperto. Controllare la cottura, le alici devono dissolversi e, insieme con l'olio, trasformarsi in un vellutato sughetto. Eliminare l'aglio.
Scolare gli spaghetti al dente (2 minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione).
Unire al sughetto in cottura qualche manciata di frutta secca tostata e tritata grossolanamente, insaporire un attimo. Saltare gli spaghetti nel sugo,
spolverare con prezzemolo tritato. Servire.




venerdì 10 gennaio 2014

Mostacciuli ripieni


È vero, sono in ritardo, ma non potevo aspettare il prossimo anno per condividere questa delizia!!!!
Da qualche anno nelle vetrine delle pasticcerie compaiono, accanto ai classici dolci natalizi napoletani, come roccocò, susamielli, sapienze, raffaiuoli, mustaccioli, le versioni rivisitate in chiave mignon più appetibili e sfiziose.
L'idea del mignon non è proprio peregrina, infatti, dopo un tradizionale pranzo festivo, è un po' difficile che si riesca a mangiare per intero uno di questi dolci che, nella versione classica, sono piuttosto grandini e, indubbiamente pesantucci.
Quest'anno sono rimasta folgorata da questi mostacciuoli mignon ripieni di crema splamabile al cioccolato che, molto lontani dal classico, croccante e un po' duretto, dolce natalizio, sono quasi dei cioccolatini, dei golosissimi dolcetti che, assolutamente, si fanno mangiare.
Così ho pensato di prepararli in casa, la ricetta di base, di semplicissima esecuzione, si trova in rete pressoché uguale in diversi siti, io, in particolare ho sbirciato qui e qui e su un libro di pasticceria napoletana.

250 g. di farina
150 g. di zucchero
12,5 g. di cacao
100g. di acqua tiepida
5 g. di ammoniaca per dolci
2,5 g. di pisto (un mix di cannella, noce moscata, chiodi di garofano e coriandolo)
un pizzichino di vanillina
la buccia grattugiata di ½ limone
500 g tra cioccolato al latte e fondente
crema spalmabile al cioccolato o bigusto
mandorle e nocciole tostate.

Mescolare direttamente nella ciotola del kenwood, frusta K, vel. 1, la farina, lo zucchero, il cacao e gli aromi. Sciogliere l'ammoniaca nell'acqua tiepida, versare il liquido sugli ingredienti secchi e impastare a vel. 1 – 2 per pochi minuti, giusto il tempo di amalgamare il tutto. L'impasto dovrà risultare sodo, compatto ma morbido.
Proteggere l'impasto con della pellicola per alimenti e lasciare riposare a temperatura ambiente per circa 20 minuti.
Al termine stendere l'impasto sulla spianatoia ad uno spessore di circa 1 cm.
Ricavarne dei rombi, sistemarli su carta da forno, cuocere in forno statico già a temperatura a 180° per 8 minuti avendo cura di ruotare le teglie a metà cottura.
Raffreddare.
Ricoprire i mostacciuoli con un generoso strato di crema spalmabile al cioccolato o bigusto, sistemare sulla crema le nocciole e le mandorle (a me è piaciuto metterne un mix su ogni dolcetto)

Temperare il cioccolato …..... io ci provo, mi piace lavorare il cioccolato, mi rilassa ... sto imparando :-) ….. e ricoprire i dolcetti con il cioccolato temperato. 

Attendere che il cioccolato si solidifichi.
Buon appetito.
l'assortimento

A me è piaciuto riprodurre i dolcetti che avevo assaggiato con la copertura di cioccolato al latte che, in questo o specifico gioco di sapori e consistenze credo risulti migliore. Ovviamente si possono ricoprire di cioccolato fondente o, per ottenere una copertura più scura, con un mix (80% - 20%) di cioccolato al latte e fondente. Provate e fatemi sapere la differenza.
la copertura più scura
 
Se non si vuole temperare il cioccolato si può semplicemente sciogliere il cioccolato a bagnomaria cercando di non farlo riscaldare troppo, ovviamente colerà di più è potrà cambiare colore nel tempo …. i dolcini però, vi assicuro, non sono destinati a durare troppo ….