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mercoledì 18 dicembre 2019

Fruit mince truffles


 

In fondo in fondo, mentre ci perdiamo abbagliati negli infiniti meandri del consumismo, alla ricerca spasmodica del nuovo, del diverso, di quell'oggetto che possa colmare la nostra fame esistenziale, in una incessante e frustrante corsa alla sostituzione, aspiriamo all'eternità, la trascendenza che si realizza nella infinita ripetizione dell'ancora, l'insistenza sullo stesso, ancora come oggi, ancora come adesso, … ne voglio ancora … e ancora, ancora, ancora …
Cosa rappresenta l'infinito nel mondo della cucina se non una mince pie, una tortina incantata, fatta per durare che, anzi, col tempo matura, migliora, si trasforma, si accentua nei suoi sentori e consistenze come un greve frutto maturo, giusto per continuare nelle citazioni psicologico – letterarie :-)
E il segreto della durata in cucina come nella vita resta un mistero e dura finchè si custodisce il suo segreto, finchè desta meraviglia e suscita il desiderio ancora e ancora …
Insomma le nostre micepie più sono buone più si fanno mangiare, più si fanno mangiare più sono buone :-)
Io ve ne ho preparato una versione truffle molto intrigante per la componente alcolica che ho sentito rafforzarsi e modificarsi nei giorni in cui ho lasciato “maturare” il mincemeat e che ancora sento cambiare nei truffle e sono curiosa ogni giorno del sapore che i miei cioccolatini avranno domani e dopo ancora, finchè resistono :-)
Ma non perdetevi la carrellata di specialissime, insolite e prelibate micepie che abbiamo preparato per voi, le trovate tutte qui su MTChallenge.

Ingredienti per 20 – 25 truffle

per il mincemeat
250g di datteri snocciolati, tritati finemente
50g uva sultanina tritata
25 g di noci pecan tritate finemente
30 g di suet o, in mancanza, burro
125 g di mela leggermente acidula grattugiata (1 mela grande)
la scorza di un limone
50 ml di brandy
noce moscata appena grattugiata
1 pizzico di cannella in polvere

per i truffle
400 g di cioccolato fondente di buona qualità, tritato
2 cucchiai di panna
2 cucchiai di brandy
2 cucchiai di mincemeat
2 cucchiai di mandorle leggermente tostate tritate grossolanamente

Per il mincemeat:
In una ciotola capiente mescolate bene tutti gli ingredienti, coprite con una pellicola e trasferite in frigo a riposare anche per qualche giorno.
Sciogliete sul fuoco a temperatura moderata 200 g di cioccolato e la panna mescolando fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo e facendo attenzione a che non si riscaldi troppo.
Unite il brandy, il mincemeat e le mandorle, coprite con pellicola e conservate in frigo per 3-4 ore, o, comunque, fino ad ottenere un composto piuttosto solido.
Al termine formate delle palline che sistemerete su vassoi protetti da carta forno, riponetele nel congelatore per qualche ora.
Temperate i 200 g di cioccolato rimanente o, in mancanza, scioglietelo a temperatura bassissima cecando di riscaldarlo il mimino possibile. Con l'aiuto di una forchetta immergete i truffle nel cioccolato scuotendo la forchetta per eliminare l'eccesso di cioccolato prima di trasferire i truffle su un vassoio coperto da carta forno.

giovedì 27 dicembre 2018

I miei pecan stuffed dates per il Club del 27




Get a party, siamo ancora in tempo per capodanno!
Questo mese il Club del 27 ha pensato di proporvi una selezione di ricette, facili, veloci, particolari ed appetitose per un ideale party di capodanno.
Siamo tutte impegnate in questi giorni, amiamo cucinare e accogliere con piacere i nostri cari anche con del buon cibo, però è giusto riservare del tempo anche per noi per rilassarci, farci belle ed accogliere senza ansia il 2019 che arriva.
Il nuovo anno non ci deve trovare senza fiato in una spirale di fretta, corse e confusioni varie, senza neppure una piega fresca e un filo di trucco, con la cucina ingombra di pentole, un immenso cenone da servire e solo voglia di dormire.
Giammai!!!
Charmant come sempre nel mio trucco cherry tra boccoli freschi e traboccanti, servirò i miei bite di capodanno serena e felice col sorriso del successo che risplende sulla fronte, come direbbe Elena Spagnol, perchè prima di tutto ho pensato a me!
Volete programmare con noi il vostro party di capodanno easy and free e sicuramente trendy?
Potete trovare le ricette tutte qui, solo su MAGaboutFOOD.
Intanto gustate con me questi insoliti ma buonissimi datteri ripieni, un bocconcino agrodolce che lascia la voglia di continuare il nostro new year's eve party … 
Con la tessera n. 37 anche questo mese partecipo al Club del 27.

Proud to be a member 

Ingredienti per circa 12 datteri grandi (24 piccoli)

2 cucchiai di olio d'oliva
1 scalogno tritato finemente
1 spicchio d'aglio schiacciato
50 g di pane grattugiato fresco
100 g di noci pecan tritate finemente
1 cucchiaio di foglie di timo tritate
50 ml di brodo vegetale o acqua
12 datteri grandi denocciolati
12 foglie di salvia

Scaldare l'olio in una padella, unire lo scalogno e un abbondante pizzico di sale e cuocere per 2-3 minuti fino a quando lo scalogno non si ammorbidisce, quindi aggiungere l'aglio, il pane grattugiato, le noci pecan e il timo e cuocere ancora 1 minuto. Al termine bagnare con il brodo o l'acqua, mescolare. Mettere da parte.
Aprire i datteri a metà facendo attenzione a non separarli completamente. Riempire i datteri con il composto messo a parte. Chiudere accostando leggermente le due metà. Completare con una foglia di salvia. Sistemare i datteri su una teglia protetta da carta forno che a questo punto possiamo sistemare tranquillamente in frigo anche fino al giorno dopo oppure cuocere direttamente come ci è più comodo.
Scaldare il forno a 160°, ventilato.
Spennellare i datteri con olio d'oliva, quindi infornare per 15-20 minuti fino a quando la salvia diventera croccante. Servire immediatamente.

La ricetta è di Elena Silcock

venerdì 3 aprile 2015

Il casatiello sugna e pepe



Anche quest'anno è andata …. 4 belle pastiere fanno bella mostra di se, li, sulla credenza, sapete com'è, si devono preparate in anticipo, il giovedì, perché i sapori e gli umori possano fondersi e armonizzarsi, …. la pizza al formaggio è sulla gratella a raffreddarsi, ….. il casatiello di Antonino Esposito sta lievitando in frigo, …... il rinfresco per il casatiello di nonna da fare sabato è avviato …. la tradizione è salva ….. e tutto con un solo giorno di ferie … domani si lavora :-)
Quest'anno è andata così, presa da troppi impegni e incombenze, ho evitato di impelagarmi in imprese che avrebbero potuto minacciare la pace e la serenità che dovrebbero aleggiare su questi giorni di festa .
Mi sono attenuta al minimo sindacale :-) non ho neppure allenato il lievito che, in altri anni, di questi tempi, con i rinfreschi delle colombe era già pronto e preparato ad ogni sfida :-)
Mi trattengo giusto il tempo di condividere una delle mie ultime realizzazioni pasquali.
Avendoli fatti tutti, e facendoli, più o meno scaglionati, implacabilmente tutti, ogni anno, mancava all'appello il casatiello sugna e pepe, un pane ricco e saporito, ottimo accompagnamento di salumi e formaggi e buono, anzi ottimo, anche da solo, provatelo, vi conquisterà!
Buona Pasqua!!!

1Kg. di farina manitoba
300g. di lievito madre attivo (rinfrescato tre volte)
8 uova
200g. di sugna
130 – 150 g. di acqua
2 cucchiai rasi di sale
1 cucchiaio di pepe

Nel kenwood, frusta a gancio, vel. 1, sciogliere il lievito madre in circa 150 g. di acqua, aumentare la velocità a 2, aggiungere le uova una alla volta. Quando il composto sarà ben amalgamato unire la farina, il sale e il pepe, e la sugna continuare a lavorare. Impastare a velocità 2 per 10 minuti, poi, a velocità 3 per 3 minuti, l'impasto dovrà risultare incordato.
Trasferire su una spianatoia e continuare ancora per un po', a mano, praticare le doppie pieghe, formare un panetto lasciare riposare l'impasto coperto a campana a temperatura ambiente per circa 1 ora.
Schiacciare leggermente la pasta, tagliarla in due parti, una un po' più grande dell'altra (1.200g. e 900 g. circa), quindi dividere ciascuna parte in due pezzi di eguale peso. I pezzi da 600 g. serviranno per la base, quelli più piccoli (450 – 500 g.) per la cupola.
Prendere un pezzo di pasta da 600 g., lasciando gli altri coperti a campana, schiacciare con le mani fino ad ottenere un rettangolo di circa 1 - 2 cm di spessore, arrotolare stretto sui pollici dal lato più lungo, mettere la chiusura sotto, rivoltare premere con i bordi delle mani affiancate creando, proprio sulla chiusura, un incavo lungo tutto il panetto, ripiegare su se dal lato lungo in modo da lasciare la chiusura al centro, allungare rotolando sul piano con i palmi fino alla lunghezza desiderata.
Coprire la striscia cosi ottenuta, lavorare l'altro pezzo allo stesso modo.
Sistemare le due strisce sulla spianatoia, affiancate, sovrapporre la prima sulla seconda. Arrotolare, chiudere mettendo la chiusura sotto.
A parte con i pezzi da circa 500 g. seguire con lo stesso procedimento ottenendo 2 strisce da intrecciare.
Sovrapporre la treccia piccola su quella grande.

 
Procedere allo stesso modo con gli altri due pezzi di impasto.
Adagiarli in due teglie per casatielli di diametro superiore di 16 cm (diametro base 14 cm altezza 13 cm) unte di sugna.
In alternativa disponendo di teglie per casatielli più basse di diametro 18 cm è possibile (ed esteticamente anche più bello) formare con lo stesso procedimento solo due trecce di circa 1kg. l'una.


 Far lievitare in luogo caldo (forno con la lucetta accesa) coperto (con un foglio formato da più stati di pellicola sovrapposti ed unto o un tovagliolo bagnato e strizzato) fino a che il casatiello non fuoriesca dal bordo della teglia formando la caratteristica cupoletta (nel mio caso circa 12 ore). 


 Cuocere in forno già a temperatura a 180° statico per 45 minuti ruotando la teglia a metà cottura ovviamente fa fede la prova stecchino. 

 
Lasciare intiepidire il casatiello quindi sformarlo, non attendere troppo, queste teglie trattengono l'umidità.




domenica 9 novembre 2014

Quanti modi di fare e rifare: i Caronsei o Casoncelli


Eccoci ad un nuovo appuntamento con i le ricette QUANTI, siamo tutti invitati nella cucina di Nadia per imparare e preparare i suoi casoncelli.
Io preparo raramente la pasta a mano, ma quando succede, in cucina, come d'incanto insieme con la macchinetta sfogliatrice, quasi seguendo un ancestrale richiamo, compaiono i bambini,…. credo succeda o sia successo cosi anche nella vostre, in quella di Nadia, senz'altro ….. per questo i suoi casoncelli sono così buoni!!!!! …. e, quindi, anche i nostri :-)
Così la squadra collaudata si è rimessa all'opera uno alla manovella, l'altro alla pasta e, in men che non si dica, i casoncelli erano fatti !!!!! ….. che poi ci sono volute almeno due ore per ridare alla cucina una parvenza accettabile è un altro discorso :-)
Noi abbiamo realizzato metà della dose suggerita da Nadia ottenendo un centinaio di casoncelli che poi ho distribuito a tutta la famiglia …. domenica scorsa tutti abbiamo piacevolmente banchettato con i casoncelli di Nadia … prodigi della Cuochina :-)
Grazie a Nadia per la bellissima ricetta, davvero una chicca che sicuramente replicheremo per le imminenti festività natalizie e alla Cuochina per le deliziose scoperte che ogni mese ci fa fare!!!!!

per il ripieno
100 g. di pane secco
150 g. di pangrattato (circa)
300 g. di latte tiepido
100 g. di ricotta soda e un cucchiaio di pecorino grattugiato
100 g. di grana grattugiato
2 uova
100 g. di biete
100 g. di mortadella
100 g. di prosciutto cotto
un pizzico di noce moscata
sale
50 g. burro
un pezzo di porro

per la pasta
1100 g. di farina tipo 0
10 uova

per condire
100g di burro
un ciuffetto di salvia
grana grattugiato

In una capiente ciotola unire il pane secco tagliato a pezzettini e il latte tiepido. Bollire in poca acqua salata le biete, scolarle e tritarle a coltello.
Tritare il prosciutto e la mortadella.
Tritare il porro.
Rosolare il porro con il burro, unire il prosciutto e la mortadella, lasciare insaporire per qualche minuto, unire le biete.
Sbriciolare con le mani il pane ammollato nel latte fino ad ottenere una consistenza quasi liscia, aggiungere il soffritto, i formaggi, le uova e la noce moscata. Continuare ad impastare a mano aggiungendo il pane grattugiato fino ad ottenere una consistenza morbida ma non troppo, regolare di sale.
Coprire con pellicola, trasferire in frigo. Lasciare riposare almeno una notte per permettere ai sapori di amalgamarsi.
Il giorno successivo preparare la sfoglia, io seguo la ricetta delle sorelle Simili che è esattissima e perfetta!!!!
Riprendere il ripieno e formare dei salsicciotti poco più grandi di un dito, così sarà comodissimo prelevarne pizzicotti.
Con la macchinetta tirare la sfoglia fino al penultimo passaggio.
Ritagliare dalla sfoglia dei dischetti, mettere al centro di ciascun dischetto un pizzicotto di ripieno, chiudere bene facendo attenzione a togliere l'aria. Con una forchettina di plastica passare i bordi chiudendoli ulteriormente cercando di non bucarli per evitare che in cottura si rompano.
Sistemare i casoncelli su un piano spolverato di farina di semola, spolverarli ulteriormente con la semola
Mettere da parte i ritagli spolverandoli di semola e proteggendoli con la pellicola.
Cuocere i casoncelli pochi alla volta in acqua salata per circa 5 minuti dalla ripresa del bollore abbassando la fiamma quando si calano.
Intanto soffriggere il burro con la salvia fino a farlo diventare color nocciola.
Scolare i casoncelli delicatamente con la schiumarola facendo attenzione a non romperli condire con il burro e spolverare con abbondante formaggio grana.

 i mal tagliati

LA NOSTRA CUOCHINA

Ci ritroviamo il 14 dicembre da Donatella per la sua torta di miele e frutta secca

http://ingredienteperduto.blogspot.it/2012/12/panforte-di-casa-miaovvero-torta-di.html

venerdì 18 aprile 2014

Il casatiello dolce

Continuo la mia personale carrellata sui lievitati pasquali con il casatiello dolce anche questo sempre presente sulla mia tavola a Pasqua.
Proprio così!!! tutti i lievitati che avete visto adesso sono nella mia cucina: qualcuno fa già bella mostra di sé, qualcuno è in forno, qualche altro in lievitazione ma ci sono proprio tutti!!!!
La ricetta è ancora una volta è di mia nonna, l'unica che ho trascritto completamente, perchè riusci a pesare gli ingredienti man mano che impastava. Nonna aveva acquisito una tale competenza negli anni che non aveva bisogno di bilance, “sentiva” l'impasto!!!!
Il casatiello, nonostante l'apparenza, è un dolce povero e semplice, buono di una bontà unica, sorprendente … un soffio di primavera!!!!
Una bontà che non si può spiegare a parole si deve solo provare …..

500 g. di farina manitoba
250 g. di lievito madre attivo
130 g. di zucchero (il mio è già vanigliato)
5 uova
70 g. di burro morbido
3 g. di sale
80 g. acqua
1 fialetta di millefiori
1 bustina di vanillina
120 g. di frutta candita a pezzetti

copertura
1 albume
zucchero a velo q. b.
diavolini e anicini

Nel kenwood, frusta a gancio, sciogliere il lievito madre nell'acqua a temperatura ambiente, per 5 minuti, prima a velocità minima, poi a velocità 1 quindi a velocità 2.
Continuando ad impastare a velocità 2 unire le uova, una alla volta, quindi la farina, il sale e lo zucchero. Quando il composto si sarà compattato, unire gli aromi ed infine il burro morbido poco alla volta.
Impastare a velocità 2 per 10 minuti e a vel 3 per 2 - 3 minuti. L'impasto deve incordarsi. Unire i canditi impastando ancora brevemente a velocità 2 per 2 minuti.
Trasferire l'impasto sulla spianatoia e impastare ancora per qualche minuto a mano, formare una palla ruotandolo sui palmi delle mani, lasciare riposare coperto per circa un'ora. Al termine, ruotare ancora sui palmi e adagiare l'impasto in una teglia per casatielli dal diametro di base di 16 cm. unta di burro.


Lasciare lievitare coperto (con un foglio formato da più stati di pellicola sovrapposti ed unto o un tovagliolo bagnato e strizzato) fino a che il casatiello non fuoriesca dal bordo della teglia formando la caratteristica cupoletta, circa 6 – 7 ore. 
 
Cuocere in forno già a temperatura a 180° statico per 45 minuti ruotando la teglia a metà cottura ovviamente fa fede la prova stecchino. Coprire se si dovesse scurire. Ruotare la teglia a metà cottura.

Lasciare intiepidire il casatiello quindi sformarlo, non attendere troppo, queste teglie trattengono l'umidità.
Il giorno dopo preparare la glassa montando con lo sbattitore elettrico l'albume con tanto zucchero a velo quanto basta per ottenere una glassa soda e spumosa (non una meringa) spalmare un sottile strato di glassa sul casatiello (non eccedere altrimenti cola e casca!!!) decorare con i confettini, trasferire in forno già a temperatura 100°, ventilato, lasciare asciugare per crca 20 minuti.
La glassa è inesorabilmente destinata a sgretolarsi .... ma è tanto buona ...

 Se lo provate i raccomando non aumentate le dosi dello zucchero, deve addolcire e non coprire esaltando il dolce dolce del candito e della glassa.


Il lievito è stato preparato con 5 rinfreschi e legature nell'arco di un giorno e mezzo (i rinfreschi per le colombe), quindi rinfrescato nuovamente, legato, la mattina seguente nuovo rinfresco e legatura, quindi riposo e impasto

martedì 15 aprile 2014

La pizza di Pasqua al formaggio a lievitazione naturale


Mio figlio l'adora, appassionato di formaggio com' è …. è stato amore al primo assaggio :-)
Così la pizza al formaggio è entrata prepotentemente a far parte delle nostre abitudini pasquali.
La ricetta, se volete, è qui.

A domani con un altro lievitato pasquale :-)


giovedì 20 marzo 2014

Rasols


Questo mese l'abbecedario culinario europeo fa tappa in Lettonia, un meraviglioso pase che ho iniziato a conoscere attraverso la ricerca delle tradizioni culinarie proprio grazie all'abbecedario.
Cucina eccellente, località incantevoli, ora la Lettonia si trova proprio in cima alla lista dei posti da visitare appena i bambini crescono un po' :-)
Uno degli alimenti principali della cucine lettone, come di molti altri paesi baltici, sono le patate, tra le appetitose ricette a base di questo ingrediente ho scelto di preparare, ed assaggiare :-) il rasols una tradizionale insalata di patate lettone.
Si tratta di una semplice e gustosissima insalata considerata un piatto di festa, infatti, è preparata in occasione di festività, compleanni e ricorrenze speciali.
A noi è piaciuta moltissimo, ovviamente non aspetterò un giorno di festa per riproporla :-)
Con questo post partecipo all'iniziativa Abbecedario Culinario della Comunità Europea che, per la Lettonia, è ospitato dal blog Briggishome.

3 patate medie
2 carote
½ mela (tipo granny smith)
100 g. di piselli surgelati
5 - 6 cetriolini sott'aceto
4 wrustel (100 g.)
200 g. di panna acida
200 g. di maionese
sale

Lessare le patate, lasciarle raffreddare, sbucciarle e ridurle a cubetti.
Lavare e sbucciare le carote, tagliarle a dadini, lessarle brevemente per 7 – 8 minuti, in acqua bollente salata, dovranno risultare cotte ma sode, scolare, lasciare raffreddare.
Lessare i piselli in acqua bollente salata per circa 10 minuti devono restare piuttosto sodi.
Tagliare a dadini i cetriolini, i wrustel e la mela.
Tutti gli ingredienti devono essere ridotti in pezzi più o meno delle stesse dimensioni ad eccezione delle patate da tagliare a cubetti un po' più grandi.
Mecolare la panna acida con la maionese, aggiungere i cetriolini e la mela a cubetti, lasciare riposare qualche ora in frigo, quindi unire le patate, i piselli, le carote e i wrustel a dadini, regolare di sale, mescolare bene.
Coprire con pellicola per alimenti e trasferire in frigo almeno per una notte per far si che gli ingredienti si insaporiscano e combinino al meglio.
Pare che il terzo giorno sia ancora più buona, non posso confermarlo, da noi non è durata così a lungo :-)
e, dopo un'insalata tanto leggera …. un buon bicchiere di kefir :-)
 

Per la ricetta ho preso spunto qui, qui e qui.

domenica 15 dicembre 2013

Spaghetti ai calamari al profumo di agrumi

Natale ormai è alle porte, continua la mia ricerca del piatto "perfetto" da proporre per le vigilie.
Stasera una ricetta che arriva direttamente dalle cucine di uno dei più importanti hotel di Sorrento.
Spaghetti conditi con pochissimi ingredienti di qualità introducono un percorso degustativo a dir poco sorprendente ....
Un piatto semplice, raffinato, elegante, assolutamente di provare.
A noi è piaciuto moltissimo e lo rifaremo a Capodanno.
Fatemi sapere.

300 g. di spaghetti di Gragnano
1 calamaro grande
1 limone non trattato
1 arancia non trattata
qualche giro di olio
aglio
peperoncino
basilico

Pulire il calamaro, lavarlo e tagliarlo a listarelle.
Tritare l'aglio e il peperoncino.
In una capiente padella soffriggere a fuoco medio aglio olio e peperoncino.
Saltare il calamaro nell'olio caldo mescolando. La cottura deve durare pochi minuti. 
Il sugo è pronto quando il calamaro rilascia un bel sughetto. 


Spegnere e mettere da parte.
Nel frattempo cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata. Scolarli un pò al dente (due minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione). Completare la cottura saltando gli spaghetti in padella nel sugo dei calamari, mescolare. Al termine unire la scorzetta grattugiata degli agrumi e il basilico, mescolare, assaggiare ed aggiustare di sale. 
Servire subito.
Buon appetito

domenica 6 ottobre 2013

Kourabiedes e melomacarona




No, non è ancora Natale, non ho messo avanti l'orologio cominciando a postare ricette natalizie per portarmi avanti con il lavoro … oggi siamo a Cipro una meravigliosa isola nel mediterraneo nella quale confluiscono e s'incontrano tradizioni culinarie millenarie.
La cucina cipriota infatti risente delle influenze delle popolozioni che nei secoli si sono insediate nell'isola, fandamentale crocevia strategico e commerciale con l'oriente, o che semplicemente ne sono venute a contatto, in particolare della cucina greca e di quella turca.
Proprio dalla Grecia arrivano questi biscottini che non possono mancare a Natale sulle tavole cipriote.
Semplici da preparare e semplicemente deliziosi, sono “leggermente” dolcini, ma ogni tanto uno strappo alla regola ci sta, soprattutto se ne vale la pena.
Con queste ricette partecipo all'iniziativa Abbecedario Culinario della Comunità Europea che, per Cipro è ospitato dal blog, è ospitato dal blog Cook Almost Anything


Kourabiedes
300 g. di burro freddo
1 tuorlo
200 g. di mandorle con la pelle
1 cucchiaio di cognac
½ bustina di lievito
2 pizzichi di sale
100 g. di zucchero
300 g. di farina
zucchero a velo per decorare

Tostare le mandorle e tritarle finemente. Nel Kenwood, frusta K, vel. 2, montare il burro con lo zucchero, unire il tuorlo e il liquore e, sempre continuando ad impastare, aggiungere la farina setacciata con il sale e il lievito. Lavorare pochissimo solo per amalgamare il composto.
Formare delle palline della grandezza di una noce, appiattirle e disporle distanziate sulle teglie (circa 4) coperte da carta forno. Infornare a 180° per 20 minuti. Sfornare e spolverizzare con abbondante zucchero a velo.


Melomacarona
impasto
1kg. di farina
380g. di olio d’oliva
190g. di succo d’arancia
190 g. di zucchero
2 cucchiai di cognac (io ho usato un classico brandy italiano)
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di cannella o chiodi di garofano (ho preferito la cannella)
scorza d’arancia grattugiata

sciroppo
280g. di zucchero
280g. di acqua
200g. di miele

copertura:
90g. di noci tritate
5 cucchiai di semi di sesamo
½ cucchiaino di cannella

Sciogliere il bicarbonato nel cognac, impastarlo nel Kenwood, frusta K, vel 1-2, insieme con l’olio, lo zucchero, il succo e la scorza dell’arancia, la farina e il lievito, aromatizzare con la cannella, pochi minuti, giusto il tempo di compattare gli ingredienti. L’impasto dovrà risultare non omogeneo ma morbido. Prendere una piccola quantità d’impasto (50-60 g.) formare delle palline, appiattirle e modellarle a forma di losanga, incidere la superficie con una grattugia per renderla ruvida. Adagiare i biscotti sulle placche (almeno 4) rivestite di carta da forno ed infornare a 180° per 18/20 minuti.
Il giorno successivo preparare lo sciroppo facendo bollire per 5 minuti zucchero, acqua e miele, immergere per qualche istante pochi biscotti per volta rigirandoli un paio di volte nello sciroppo.
A parte, mescolare alle noci il sesamo e la cannella, passare i biscotti nel trito premendo leggermente per far aderire la copertura. Lasciare asciugare.
Le ricette sono tratte da "dolci più buoni del mondo" Mantovani - Peli