La dominazione araba ha significativamente influenzato la cucina siciliana arricchendola con ingredienti, aromi, pietanze nuove e sconosciute, un incontro di sapori e sapienze che ha creato meraviglie!
Proprio come
il cuscus, arrivato in Sicilia con gli arabi e qui trasformato.
Se infatti
ancora oggi nel nord Africa il cuscus, espressione della cultura
berbera, nomade, legata ad ambienti aspri, desertici è
tradizionalmente servito con verdure e carne, principalmente di
agnello o montone, in Sicilia l'incontro con il mare e la
straordinaria ricchezza dell'alimentazione mediterranea ne ha fatto
il naturale accompagnamento di sapidi sughi di pesce o, addirittura,
in un trionfo di gusto un prelibato dolce.
Il cuscus
divenne dolce nella quiete del monastero di clausura delle suore
circestensi dello Spirito Santo ad Agrigento dove è ancora
realizzato secondo l'antica ricetta rimasta segreta.
Il monastero
fu fondato sul finire del XIII secolo per volonta della marchesa
Rosalia Prefoglio, che decise di donare alle monache benedettine di
Agrigento, a cui era particolarmente affezionata, una struttura
fortificata di sua proprietà e un servo berbero.
Come
cosuetudine dell'epoca le suore cominciarono a produrre dolci, prima
in determinati periodi dell'anno o festività religiose, da
regalare, poi da vendere per mantenere il convento, sfruttando anche
le competenze e abilità acquisita nella lavorazione del cuscus forse
proprio dal servo berbero.
Così tra
preghiere, contemplazione e dedizione, canditi, mandorle e pistacchi
… e chissà quale altro ingrediente segreto, il cuscus divenne un
dolce, il dolce del Natale agrigentino.
La ricetta è
ancora segreta, grazie anche al voto di stabilità il cuscus dolce si
fa solo lì, ad Agrigento, dove è possibile ancora acquistarlo dalle
suore insieme ad altre prelibatezze della cucina conventuale.
Ovviamente
una volta o l'altra ad Agrigento ci andrò, ormai è deciso!
Magari
soggiornerò proprio dalle suore che, sciolte dal voto di clausura,
hanno aperto un bed and brekfast e forse a colazione servono anche
qualche loro dolcetto che peraltro vendono anche on line.
Prodigi
della globalizzazione!
Intanto
gustiamoci un decoroso succedaneo :-)
Con questo
post patrecipo alla Giornata Nazionale del Cuscus del Calendario del Cibo Italiano AIFB.
Nell'articolo
della nostras ambasciatrice Maria Pia Bruscia del blog La apple piedi Mary Pie molto altro ancora su cuscus, connubi e commisitioni culturali e gastronomiche e bellissime ricette.
200 g. di
cuscus precotto
70 g. di
cioccolato fondente
50 g. di
mandorle pelate
50 g. di
pistacchi dolci
50 g. di
zucca candita
10 g. di
zucchero a vel0
1 cucchiaino
di miele
1 cucchiaino
di cannella in polvere
Preparare il
cuscus utilizzando del burro al posto dell'olio. Una volta pronto
sgranarlo, poi aggiungere lo zucchero a velo e il miele. Tostare in
padella le mandotle, tritarle, tritare anche i pistacchi e,
separatamente, il cioccolato e la zuccata.
Unire al
cuscus freddo il cioccolato, la zucca candita, la cannella, le
mandorle e i pistacchi, mescolare. Far riposare in frigo prima di
servire per almeno 30 minuti.
Per la
ricetta Cuscus le ricette del mare nostrum
Edizioni Del Baldo
Per il post mi sono documentata qui:
https://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_Santo_Spirito_%28Agrigento%29http://www.distrettoturisticodelleminiere.it/distretto/chiesa-e-monastero-del-santo-spirito/
http://www.agrodolce.it/ricette/cous-cous-dolce/


