giovedì 25 luglio 2019

Piada leggera leggera per VAMOS A LA PIADA AGAIN



Vamos a la piada again .. e non ci siamo fermati!
Il Calendario del Cibo Italiano continua la sua incursione nel mondo delle piade in collaborazione con l'azienda Fresco Piada.
Fresco Piada è un'azienda di Riccione leader nella produzione di piadine, il pane romagnolo più antico, prodotto nel rispetto della tradizione con i canoni e gli standard più moderni e biologicamente compatibili.
I prodotti Fresco Piada sono tutti realizzati artigianalmente, sia pure con tecniche di produzione tra le più moderene, con l'impego degli ingredienti tradizionali e attenzione al recupero di ingredienti c. d. perduti, che non si trovano nelle comuni piadine: lievito madre, grano molito di romagna, sale marino integrale di Cervia ....
Oggi proponiamo un'altra selezione tra le più gustose piadine che abbiamo preparato.
Io presento la piadina di Angelo, mio figlio, il piadinaro di famiglia.
Svezzato con risolatte e cus sus dolce, cresciuto a lievito madre assaggiando praticamente tutti i piatti che ho sul blog , sul Calendario e su MAG ... “mamma, a me il piatto della foto” cosa poteva diventare il mio bambino se non un appassionato di cibo, cultore del gusto.
Questa è la sua ricetta di piada, leggera, gustosa ed equilibrata.
Abbiamo scelto insieme l'abbinamento ritrovata con lievito madre che, a nosro parere, esalta ancora di più il gusto fresco del ripieno.
Ringraziando ancora Fresco Piada che ci ha deliziato con la sua eccellenza, ecco la mia  piada leggera leggera per Vamos a la piada.

Ingredienti per 4 persone

8 Piade La ritrovata con lievito madre
crescenza
insalatina mista
datterini gialli tagliati a spicchi
prosciutto crudo
scaglie di parmigiano

In una padella ben calda cuocete la piadina. Quando sarà cotta da un lato giratela e spalmate sul lato ben caldo una quantità di crescenza sufficiente a ricoprirla con uno strato leggero. Mentre il secondo lato si cuoce la crescenza si sarà fusa.
Spostate la piadina su un piatto da portata attendete qualche minuto che la crescenza si intiepidisca quindi cospargetela con una manciata di insalatina mista. Non deve essere troppa. Sull'insalata sistemate pochi pomodorini, quindi il prosciutto e il parmigiano. Arrotolate e servite.

giovedì 11 luglio 2019

Piada con insalata di scarole ricce e baccalà per Vamos a la piada


Piovono piadine! Magari!
Oggi il Calendario del Cibo Italiano ha organizzato per la Giornata Nazionale della Piadina, in collaborazione con l'azienda Fresco Piada uno spettacolare Flash Mob dedicato alla piada, lo street food più diffuso nella riviera romagnola e non solo.
Abbiamo pensato di interpretare la piadina a modo nostro, con ingredienti, suggestioni, contaminazioni, sapori colori, ricette del nostro Bel Paese, siamo o no il Calendario del Cibo Italiano!
FrescoPiada è un'azienda di Riccione leader nella produzione di piadine, il pane romagnolo più antico, prodotto nel rispetto della tradizione con i canoni e gli standard più moderni e biologicamente compatibili.
I prodotti Fresco Piada sono tutti realizzati artigianalmente, sia pure con tecniche di produzione tra le più moderene, con l'impego degli ingredienti tradizionali e attenzioneal recupero di ingredienti c. d. perduti, che non si trovano nelle comuni piadine: lievito madre, grano molito di romagna, sale marino integrale di cervia ....
Abbiamo potuto gustare queste stupende piadine, cotte a mano una ad una,con le tecniche del chiosco, e davvero ci è sembrato stare li a Riccione in un chiosco in riva al mare.
Quando si dice fresco, davvero Fresco Piada!
Conoscete la mia intensa napoletanità, questo mio soul partenopeo, ma neppure, orgogliosamente provinciale, cresciuto tra mare della costiera sorrentina e le cime, prima di tutto gastronomiche, dei monti lattari.
Donna di mare, cuore, appetito e quant'altro in campagna.
Che vi potevo preparare?
La piada ve l'ho fatta a fresella farcendola, seguendo una suggestione di Giulio Coppola, con un'isalata di scarola riccia che solo da noi, anzi proprio da me, a casa mia, viene cosi :-) e un leggerissimo, impalpabile, baccalà scaldato (scaurato diciamo noi) semplicemente condito con olio limone ed aglio.
Un accostamento di sapori sublime!
Si, lo sapete sono poco modesta :-) ma in questo caso l'aggettivo dice tutto.
Ora che lo provate mi fate sapere :-)
Quando ho intravisto la corposa consistenza delle Piade del Chiosco, spesse, saporite profumate, morbide, fatte con la ricetta di un piccolo chiosco di Cervia, non ho petuto resistere, l'ho subito associato i chioschi che abbiamo qui specializzati in freselle … il resto è merito mio, della golosona che sono.
Di seguito trovate la mia ricetta ma non dimenticate la nostra esplosione di piade, le trovate tutte qui sul Calendario del Cibo Italiano.
Ringraziando ancora Fresco Piada che ci ha deliziato con la sua eccellenza, ecco la mia interpretazione di piada per Vamos a la piada,

Ingredienti per 4 persone

8 Piade del Chiosco
2 cespi di scarola riccia, solo la parte centrale più chiara
pomodorini (ciliegina o datterini) tagliati a spicchi
olive nere sott'olio, meglio se aromatizzate al finocchietto
olio extravergine di oliva
sale
origano

1filetto di baccalà perfettamente ammollato
olio extravergine di oliva
limone
aglio
sale

Sistemate il baccalà in una pentola con acqua fredda, cuocetelo a fuoco medio lasciandolo comunque ad una consistenza piùttosto sostenuta. Deve comunque essere ben cotto. Scolatelo. Laciatelo raffreddare.
Nel frattempo condite la scarola con i pomodorini, le olive, l'olio il sale e l'origano. Mescolate bene e mettete da parte.
Condite il baccala con olio, limone e aglio, regolando, se necessario, di sale.
Con l'aiuto di due coppapasta di diametri diversi formate le piade del chiosco a mò di fresella. Completate la cottura in una padella ben calda.
Sistemate una piada nel piatto da portata, conditela con l'insalata di scarole e il baccala, sovrapponete l'altra piada e decorate con altra insalata di scarole.


venerdì 14 giugno 2019

A scuola di cioccolato con Noalya



L'MTC va a scuola, è una scuola che va a scuola.
Quando si dice formazione continua, sul campo e in aula, e solo per eccellenze.
L'eccellenza di Noalya che nasce dalla passione di Alessio Tessieri, un imprenditore “suicida” come, con ammirazione, lo definisce lo chef, cuoco, Cristiano Tomei.
Questa definizione mi ha colpito ed ho voluto riportarla.
In una società consumistica che tende a massimizzare i profitti a scapito della qualità  del prodotto, massificandolo, l'eccezione di un imprenditore ed una azienda che hanno invece come primo riferimento la qualità e l'eccellenza del prodotto, la salvaguardia della materia, prima è cosa rara.
Una scelta, potremmo dire etica, che si può spiegare solo con la passione per il frutto, il cacao, coltivato direttamente in loco, nel rispetto delle popolazioni locali, e il prodotto, il cioccolato, ricavato attraverso tecniche di produzione all'avanguardia, studio e saper fare, al fine di salvaguardare l'eccellenza del frutto.


Questa passione traspare tutta nel cioccolato Noalya, ed io che ho avuto la possibilità di assaggiarlo posso confermarlo, eccellenza, qualità, passione, competenza, ricerca, selezione rendono la degustazione un'esperienza unica e sempre diversa dal punto di vista sensoriale organolettico ed emozionale.
Si, perchè il cioccolato è emozione, un piacere primario, un viaggio sempre nuovo, un giro del mondo. Continuando a dirla con Tomei "il cioccolato non è masturbativo, ma scopativo".
Ho fatto anche questa prova condividendo questa eccellenza degustativa con la mia personale eccellenza degustativa in una combinazione irresistibile, su cui non mi soffermo, in un blend emozionale  tra frutti di bosco e tabacco.
Ovviamente un'occhiata al video di Cristiano Tomei ora è inevitabile :-)


https://youtu.be/FxEHyR5wSfU

Dalla passione per il cioccolato nasce la voglia di condividere, comunicare e formare: la Scuola Tessieri nella quale operano tra i migliori insegnanti, chef, pasticcieri e soprattutto cioccolattieri.
Noi dell'MTChallenge ci siamo state, ospitate in quest'eccellenza formativa, per una lezione sul cioccolato, il temperaggoio e le tecniche di produzione dei cioccolattini col maestro pasticcere Raffaele Musacco.
Insomma siamo state nel paradiso del cioccolato!
















 La scuola Tessieri ci ha accolto con l'ospitalità affettuosa ed attenta di Marianna e Alessio Tessieri proponendoci una giornata unica tra lezioni e degustazioni.









 lo chef Stefano Cipollini


Un'esperienza che personalmente mi ha arricchito tecnicamente ma soprattutto umanamente.

venerdì 26 aprile 2019

La mia torta bersaglio per il club del 27



Eccoci all'appuntamento mensile con il nostro Club, il Club del 27, che nasce per condividere, tra amici, cibo, ricette, esperimenti di cucina confrontandosi su un tema comune.
Proud to be a member
Questo mese abbiamo abbiamo riprodotto alcune delle favolose torte salate tratte appunto da “Torte salate”, uno dei più bei libri dell'MTC, se mai ci fosse o fosse possibile una classifica.
Ricette tutte particolarissime, squisite e soprattutto provate e approvate :-)
Io mi sono voluta produrre nella torta di copertina, la torta bersaglio di Francesca … asticella un tantinello elevata per una pazzerella come me.
Me ne sono resa conto non tanto mentre la preparavo, li era perfetta, ma quando è uscita dal forno, imperfetta e approssimativa come la cuoca sottoscritta che per volersi fare più male si è, da fotografa, prodotta in una zenitale.
A proposito di foto sto sperimentando … un po' di pazienza :-)
Sapete no che faccio tutto di corsa presa da tantissime cose, e senza neppure un  pelapatate in casa, desaparecido e improcurabile nella calda mattinata del 25 aprile, missione impossibile? in verità mi annoio, difficilmente faccio due volte la stessa cosa, programmo ma improvviso, non faccio prove, deve essere buona la prima.
Questo era proprio il caso in cui bisognava provare :-)
Infatti la seconda, quella che oggi ho portato al lavoro insieme alla “porcona” era, quasi, perfetta :-)
Ma ormai la luce era andata, rien va plus …
La torta era una cosa sublime, assaggiatela e fatemi sapere …
E no perdete nessuna delle meravigliosissime ricette del nostro Club del 27, le trovate tutte qui.
Con la tessera n. 37 anche questo mese partecipo al Club del 27.

375 g di pasta brisée italiana
200 ml di panna fresca
2 uova
50 g di parmigiano reggiano
1 peperone rosso
1 carota (io 1 peperone giallo, non amo le carote)
1 zucchina
sale
pepe

Stendete la pasta, rivestite con la brisée uno stampo precedentemente imburrato. Bucherellate la pasta. Coprite con carta da forno e trasferite tutto nel freezer per mezz'ora. Distribuite sul fondo della torta, ma sopra la carta da forno, fagioli secchi o lenticchie o riso, insomma qualcosa che faccia pesa.
Infornate a 190°, modalità statica, per 18 minuti. Quindi sfornate, eliminate carta da forno e legumi o altri pesi.
Mondate e lavate le verdure e asciugatele bene.
Tagliatele poi a strisce sottili con un pelapatate, così che si possano arrotolare con facilità.
Riempite il giscio semicotto con l'appareil preparato mescolando le uova con la panna il parmigiano reggiano, il sale e il pepe e disponetevi le verdure a cerchi concentrici, alterandole in base ai colori.
Infornate a 180°, modalità statica, per 20 minuti circa o fino a quando la torta non sarà dorata.
Lasciate intiepidire e servite.

57649195_2300142633379772_3126628752881090560_n

mercoledì 27 marzo 2019

Buon compleanno Club del 27: il mio salted caramel whisky sauce



Happy brithday to us, happy brithday to us
È in compleanno della nostra piccola community, sono due anni di ricette golose, trendy, goduriose e appassionate, discusse, cucinate, e soprattutto mangiate.
Quante ne abbiamo interpretate …
Ora ci fermiamo per ripensare a noi stesse.
Proud to be a member
Ci festeggiamo, festeggiamo il cibo e la community preparando una ricetta tra le tante dei 24 temi di altrettanti Club del 27.
Ci sarebbe stata bene una torta, una Napoleon di Araba Felice, avevo pensato.
Ma non ho avuto il tempo di farla neppure per il mio compleanno che era due giorni fa.
Quando non si può non si può.
Però avevo una ricetta del Club che, nel mio concitatissimo novembre 2018  avevo preparato, fotografato, ma non ero riuscita a pubblicare in tempo.
Recupero oggi.
Del resto è un evergreen, una deliziosa ed alcolica salsa al caramello salato adatta ad accompagnare biscotti, pancakes, yogurt, gelati … ma anche semplicemente al cucchiaio :-)
Non perdetevi tutte le favolose ricette del nostro Club del 27, le trovate tutte qui.
Con la tessera n. 37 anche questo mese partecipo al Club del 27.

Ingredienti:

100 g di burro
100 g di zucchero di canna scuro
397 g g di latte condensato
75 ml di panna fresca
4 cucchiai di whisky
1 baccello di vaniglia
1 cucchiaino di sale marino

In una capiente pentola fate sciogliere a fuoco medio burro e zucchero.
Portate ad ebollizione e cuocete per circa 5 minuti, quindi unite il latte condensato e i semi di vaniglia, mescolate bene a mano, con la frusta. Riportate ad ebollizione, e cuocete per circa 15 minuti, fino ad ottenere un composto morbido ma denso e leggermente ambrato. Fuori dal fuoco unite, sempre mescolando, la panna, quindi aggiungete il whisky ed il sale.
Versare la salsa intiepidita nei barattoli, precedentemente sterilizzati. 

 cover photo, Nessuna descrizione della foto disponibile.

mercoledì 27 febbraio 2019

Il mio pollo fritto per il Club del 27


Signori, si frigge!!!
Questo mese il Club del 27 si cimenta nella rivisitazione di una delle più croccanti sfide dell'MTC, il pollo fritto, attraverso una selezione delle più belle e riuscite ricette proposte dagli sfidanti del tempo.
Proud to be a member
Partecipai anch'io, ho fritto, ricordo, un discreto pollo, il primo mai fatto, una cosina senza infamia e senza lode.
Questa volta ci ho voluto riprovare sperimentando la proposta della mia carissima (e mitica) amica Cinzia che con i pennuti è un portento.
Non avete idea di che cosa non era il suo tacchino al forno, una cosa stroboscopica, ultraextramegagoduriosa, lo dice una che non ama, come direbbe la mia amica Angelika, il genere bipedi piumati :-)
Comunque ho rifritto seguendo la sua proposta e facendo tesoro dell'esperienza passata, credo sia riuscito un buon fritto.
Questa volta anche le cosce erano cotte e sugose, il segreto: attenzione alla cottura, prolungandola anche di qualche minuto e moderando il calore del fuoco.
Basta prenderci la mano :-)
Il sequel tra qualche anno :-)
Non perdetevi nessuna delle proposte croccanti e appetitose del nostro Club del 27, le trovate tutte qui.
Con la tessera n° 37 anche questo mese partecipo al Club del 27.



Ecco le ricette di Cinzia

Pollo fritto
(infarinato, come da ricetta di Silvia)

Ingredienti:

1000/1300 g di pollo con ossa e pelle
(cosce, sovracosce ed ali)
1,5 l di olio per friggere
200 g farina
sale/pepe


Il pollo va messo a marinare a pezzi: personalmente divido le sovracosce e le ali a metà (la punta finale di queste ultime va scartata).
Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo infarinato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.
Rimuovete il pollo dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella posta su un foglio di carta da forno per mezz’ora almeno (per me anche tamponato, vista la notevole cremosità del latticello usato). Preparate una ciotola abbastanza capiente per contenere 3/4 pezzi di pollo alla volta e metteteci la farina con il sale e il pepe; in alternativa mettete farina, sale e pepe dentro un sacchetto alimentare capiente.
Prendete 3 pezzi di pollo, metteteli nella farina ed infarinateli pressando leggermente le carni oppure inseriteli nel sacchetto, chiudetelo ed agitate finché tutti i pezzi non saranno ben infarinati.
Scuoteteli per eliminare la farina in eccesso ed appoggiateli sul piatto preparato in precedenza.
Procedete panando il resto del pollo.
In una casseruola dai bordi alti versate l’olio e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180° circa. Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.
Immergete nell’olio 3 pezzi di pollo alla volta. Osservate l’olio: il pollo appena immerso friggerà formando molte bolle grandi e man mano che si cucinerà le bolle diminuiranno sempre più. Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, ci vorranno circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
Una volta asciutto, se desiderate potete tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120° circa, infornandolo sulla placca da forno.

Salsa piccante al pomodoro

Ingredienti:

pelati homemade
aglio
cipollotto
olio extravergine di oliva
dado homemade
miscela Pampa Chimichurri *


* miscela di erbe e spezie argentina, ora diffusa in tutto il Sud America: mix composto da sale fino, cipolla, origano, aglio, prezzemolo, pepe nero e paprika dolce.

Soffriggere leggermente l'aglio spremuto e il cipollotto tagliato fine in un paio di cucchiai di olio, ammorbidendo poi il soffritto con un goccio di acqua al bisogno. Unire poi i pelati tagliati fini e salare col dado (per gli irriducibili a cui è altamente antipatica l'acidità del pomodoro si può aggiungere anche un pizzico di zucchero). Cuocere brevemente a fiamma media finchè la salsa si sia ritirata alla giusta consistenza. Lasciare intiepidire la salsa e poi unire il mix di spezie a piacere, assaggiando fino ad ottenere l'intensità desiderata.


L'immagine può contenere: testo

e vi risparmio la foto figa, sapete come sono, alla ricerca dell'effetto wow, mi sono messa li seguendo l'ispirazione artistica, ho fotografato … wow … e allo sviluppo non vi dico cosa è risultato, altro che bipedi piumati :-) sto ancora a chiedermi che ispirazione ho seguito :-)

lunedì 28 gennaio 2019

Il risotto di MTC S-COOL



Come sapete siamo a scuola, all'MTC S-COOL, siamo di nuovo a studiare per approfondire le basi della cucina.
Questo mese ci dedichiamo ai risotti con insegnanti d'eccezione come Giuliana e Greta.
Basic e per questo difficilissimo.
Fatto questo si ci poteva produrre in una versione creativa del risotto allo zafferano.
Quanti risotti abbiamo preparato, condiviso, analizzato nella nostra scuola virtuale!
Alla fine eccoci con la ricetta del più perfetto risotto che ci sia, quello delle nostre maestre, i nostri compiti a casa.
Spero di aver fatto bene, il tempo è sempre quello che è ma ad occhio potrebbe andare, altrimenti maestre rimedio, recupero, a casa mia sono tutti d'accordo, si presterebbero.
La mia versione creativa ve la consiglio, ho attinto in praticamente da tutti i corsi di cucina che ho fatto quest'anno, un po' qui, un po' lì, è uscita la ricetta che è da provare.

Il risotto alla parmigiana di Giuliana

Per 4 persone
400 g di riso Carnaroli
1 l circa di brodo di carne
50 g di parmigiano reggiano
1 piccola cipolla
70 g di burro freddissimo, più una noce
un bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente
poco sale

Tritate finemente a coltello la cipolla e preparate il soffritto mettendola a rosolare in una piccola padella con la noce di burro. Lasciatela cuocere mescolando e facendo attenzione che non brunisca. Tenete da parte.
Portate a ebollizione leggera il brodo.
In una larga casseruola, di rame o di alluminio anodizzato, a fuoco medio-alto, fondete 20 grammi del burro previsto. Quando inizia ad essere spumeggiante versate il riso nella pentola, mescolate continuamente fino a quando il riso “canterà” e diventerà opalescente, translucido.
Ora sfumate con il vino, mescolate fino a completa evaporazione dell’alcol poi iniziate la cottura aggiungendo poco brodo bollente per volta, continuando a mescolare.
A questo punto unite anche il soffritto preparato in precedenza e continuate così, aggiungendo brodo man mano che viene assorbito.
Assaggiate per controllare la cottura e modulare l’aggiunta di liquido, tenendo presente che il risotto dovrà riposare per essere mantecato e che comunque, per effetto del calore residuo, continuerà a cuocere. Una volta pronto spegnete il fuoco, spostate la casseruola dal fornello, regolate di sale e iniziate a mantecare aggiungendo il parmigiano reggiano grattugiato e il burro rimasto, freddissimo.
Mescolate con energia e allo stesso tempo scuotete la casseruola imprimendole un movimento avanti-indietro. Continuate fino a quando il riso sarà diventato cremoso e morbido.
Servite subito.



Sotto le querce
Risotto alla zucca e zafferano mantecato con burro alle castagne con funghi freschi e secchi e polvere di porcini

Per 4 persone

per il risotto
400 g di riso Carnaroli
200 g di zucca già pulita
1 l circa di brodo di verdura
zafferano
50 g di parmigiano reggiano
1 piccola cipolla
112 g di burro di castagne freddissimo
20 g di burro più una noce
un bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente
sale

per completare
200 g di funghi pioppini
aglio
olio extravergine
sale
pochissimo prezzemolo


100 g di funghi porcini
sale
olio

Tagliate a fettine sottilissime i funghi porcini. Sistemateli su una teglia protetta da carta forno, conditeli con sale e olio, poco, e lasciateli ad essiccare in forno con sportello leggermente aperto a 80° per circa 2 ore, anche meno, o di più, dipende dal forno, al termine devono risultare croccanti come delle chips.
Riducete in polvere parte dei funghi essiccati tritandoli in un mixer da cucina.
Preparate il burro di castagne amalgamando 125 g. di castagne cotte al forno a 220° per 20 – 25 minuti, raffreddate, sbucciate e tritate finemente a 100 g di burro morbido. Formate un panetto e trasferite in frigo.
Utilizzate il burro nelle dosi indicate, la restante parte troverà sicuramente un impiego adeguato.
Sistemate la zucca tagliata a cubetti su  foglio di carta forno, salate leggermente, chiudete a mò di cartoccio, cuocete in forno a 220° fino a che non risulterà tenera. Trasferite in un colino in modo che perda tutta l'acqua in eccesso, dipende dalla zucca.
Saltate velocemente in padella i funghi prataioli con aglio, olio e un odore di prezzemolo, salateli, mettete da parte.
Preparate il risotto
Tritate finemente a coltello la cipolla e preparate il soffritto mettendola a rosolare in una piccola padella con la noce di burro. Lasciatela cuocere mescolando e facendo attenzione che non brunisca. Tenete da parte.
Portate a ebollizione leggera il brodo, sciogliete lo zafferano nel brodo.
In una larga casseruola, di rame o di alluminio anodizzato, a fuoco medio-alto, fondete 20 grammi di burro. Quando inizia ad essere spumeggiante versate il riso nella pentola, mescolate continuamente fino a quando il riso “canterà” e diventerà opalescente, translucido.
Sfumate con il vino, mescolate fino a completa evaporazione dell’alcol poi iniziate la cottura aggiungendo poco brodo bollente per volta, continuando a mescolare.
A questo punto unite anche il soffritto preparato in precedenza continuate così, aggiungendo brodo man mano che viene assorbito.
Assaggiate per controllare la cottura e modulare l’aggiunta di liquido, tenendo presente che il risotto dovrà riposare per essere mantecato e che comunque, per effetto del calore residuo, continuerà a cuocere. A metà cottura unite i cubetti di zucca e continuate. Una volta pronto spegnete il fuoco, spostate la casseruola dal fornello, regolate di sale e iniziate a mantecare aggiungendo il parmigiano reggiano grattugiato e i 125 g di burro di castagne, freddissimo.
Mescolate con energia e allo stesso tempo scuotete la casseruola imprimendole un movimento avanti-indietro. Continuate fino a quando il riso sarà diventato cremoso e morbido.
Impiattate completando con i funghi saltati quelli essiccati e una spolverata di polvere di porcini.
Servite subito.

https://www.mtchallenge.it/2019/01/05/mtc-s-cool-il-risotto/

domenica 27 gennaio 2019

Il mio caramelized fennel and heritage carrots with fresh oranges and lemony herb dressing per il Club del 27


Eccoci ad un un nuovo appuntamento con il Club del 27.
Proud to be a member

Questo mese ci cimentiamo nella cottura in teglia, rigorosamente in forno.
Piatti unici, dolci e persino insalate cotte e possibilmente servite in teglia dall'inconfondibile tocco USA tutti provati, preparati e assaggiati dalle spericolate socie del Club del 27. Braves only!
In questo periodo sto tentando di tenermi leggera così ho scelto un'insalata di finocchi e carote ma caramellati e serviti con un particolarissimo dressing agrumato.
Un'insolita insalata agrodolce, piacevole e consigliatissima.
Ma non perdete nessuna delle ricette del nostro Club del 27, le trovate tutte qui.
Con la tessera n° 37 anche questo mese partecipo al Club del 27


Ingredienti per 4 persone

2 bulbi di finocchio
600 g di Carote arcobaleno
4-5 cucchiai di olio d'oliva
succo di 1 limone
2 cucchiaini di zucchero semolato
4 arance succose
sale
pepe nero macinato fresco

per il condimento
100 ml più 1 cucchiaio di olio d'oliva
scorza e succo di 1 limone
1 cucchiaino di zucchero semolato
una grande manciata di erbe miste tritate (prezzemolo, coriandolo, aneto, erba cipollina, ecc.)


Preriscaldate il forno a 190 °, pulite i bulbi di finocchio, quindi divideteli a metà, dalla radice alla punta. Tagliate ciascuna metà in tre o quattro fette. Tagliate le carote a metà o in quarti lungo la loro lunghezza, a seconda delle dimensioni delle carote.
Sistemate le verdure in una teglia. Irrorate con l'olio e il succo di limone e spolverate con lo zucchero.
Cuocete in forno già a temperatura per circa 25-30 minuti, fino a quando le verdure saranno morbide e leggermente arrostite ai bordi.
Nel frattempo sbucciate le arance e tagliatele a fette sottili conditele con un'emulsione di olio, succo di limone e zucchero, completate con sale e pepe.
Sfornate le verdure e trasferitele in un piatto da portata, unite le arance, spolverate con le erbe aromatiche tritate e servite.