lunedì 27 marzo 2017

La tarte tatin alla mela annurca per il Club del 27



Ma ve li ricordare gli anni belli in cui si ci scambiavano le ricette?
Appuntate su fogli di fortuna, io ne conservo ancora tanti, vergati con calligrafie ordinate ed adolescenziali (non la mia purtroppo che non lo è stata mai, ordinata dico) poi, più avanti, sempre ordinate, precise ma adulte, o semplicemente mandate velocemente a memoria.
Si cucinava e tanto, provando e riprovando ricette, sperimentando, mangiando e qualche volta criticando.
Poi è arrivato il blog, i contest, la fotografia e tanto ancora e spesso per cucinare non si ha più il tempo di cucinare.
Il Club del 27 nasce proprio per recuperare la voglia e il piacere di cucinare, di assaggiare di commentare e condividere che ci ha portate qui, armate dei più evoluti strumenti tecnologici …. a scambiarci ricette  :-)


Questo mese abbiamo sperimentato, assaggiato e condiviso le più buone tra tutte le pie, quelle di MTChallange, Miss MTC Pie ed ho detto tutto!
Vi consiglio vivamente di non perdere nessuna delle favolose pie del Club del 27, io le ho viste in anteprima, sono una più buona dell'altra, davvero tutte da provare!
In tanti anni di cucina e di blog non mi era mai capitato di cucinare una tarte tatin così ho voluto provare. Per le mele ho scelto le annurche, come sapete amo trasmettere attraverso ciò che cucino parte di me, le mele quindi non potevano non essere campane :-)
Ecco la mia tarte tatin campana con mele annurca per il Club del 27.

pasta sucrée
145 g di farina per dolci
1 cucchiaio e mezzo di zucchero
1/4 cucchiaino di sale
112 g di burro
1 tuorlo
acqua ghiacciata q. b.

per il ripieno di mele
9 mele annurca
160 g di burro
20 g di zucchero
cannella in polvere

Nella planetaria, frusta K, velocità minima, mescolare gli ingredienti secchi, farina, zucchero e sale, unire il burro a pezzetti e impastare a velocità 1 per pochi secondi fino ad ottenere un impasto molto bricioloso. Incorporare i tuorli continuando ad impastare ed unire se necessario tanta acqua quanto basta per ottenere un impasto sodo ma morbido. Lasciare riposare in frigo per mezz'ora.
Nel frattempo sbucciare le mele, eliminare il torsolo, tagliarle a metà. Sistemare in una teglia dal diametro di 18 cm lo zucchero e il burro, porre la teglia sul fuoco e lasciare caramellare. Attenzione a che non bruci!
Fuori dal fuoco sistemare nella teglia le mele ponendole in verticale, coprire la teglia con carta alluminio e trasferire in forno statico già a temperatura a 200° per 10 minuti.
Nel frattempo stendere la pasta sucrée, sfornare la teglia, eliminare la carta alluminio, appoggiare la pasta sucrée sulle mele rimboccandola intorno alla teglia e schiacciandola sulle mele tra una mela e l'altra.
Praticare al centro della sfoglia un forellino per consentire al vapore che si formerà in cottura di uscire. Infornare in forno statico già a temperatura a 180° per circa mezz'ora o di più la pasta deve dorarsi per bene. Sformare subito.



L'immagine può contenere: sMS

sabato 25 marzo 2017

Terrina di patate e panna in gelatina con crema di patate al limone, gamberi croccanti e crumble di prezzemolo, 70's reloaded per MTC #64


La vittoria della carissima Giuliana nella sfida MTChallenge # 63 con uno stupendo e poetico pollo fritto ci ha condotto nel suo mondo fatto di garbo, eleganza, sobrietà e saper ricevere di cui le terrine sono appunto la summa.
Per questa sfida MTC#64 Giuliana ci ha spiegato come preparare delle favolose terrine, di carne, in crosta e in gelatina, scenografiche ricche e prelibate, un trionfo per l'ammirata padrona di casa prima e per il palato poi.
Io ho scelto una scorciatoia, se si può dire :-)
Quel coacervo di stimoli, energie, idee, pulsazioni e contraddizioni che sono stati gli anni '70 hanno visto anche la nascita di una nuova consapevolezza delle donne, casalinghe non disperate ma sicuramente indaffarate, che pur di conciliare il quotidiano assillo dei fornelli con la frenesia della vita moderna :-) concedono e si concedono qualche deroga alla regola culinaria.
Ebbene, via libera al precotto, alle basi e salse pronte, allo scatolame, ai surgelati purché si risparmi, ... ohps …. si recuperi, tempo e non si sfiguri, dando vita a piatti quasi istantanei ma elaborati, apparecchiati in ricche, colorate, magari ricercate, presentazioni da portare in tavola con un minimo sacrificio di tempo e di energie col sorriso sulle labbra e il sole del successo che risplende sulla fronte (Elena Spagnol, Cucina Istantanea)
Sono gli anni della panna, dei piselli surgelati, della maionese in barattolo, delle salse pronte, del doppio brodo concentrato, ve lo ricordate? 
Il prezzemolo era in tutte le minestre e sopra ogni preparazione, che tempi!
Ecco la mia terrina 70's ispirata ad Elena Spagnol, nel bene e nel male ci sono affezionata, anche lei insieme a Lisa Biondi fa parte della mia cucina.
E perdonatemi il gioco.
Con questo post partecipo alla sfida n° 64 di MTChallange.


Per la terrina
550 g. di patate
5 dl di panna
12 g. di gelatina in fogli
1 cucchiaino di succo di limone
sale
pepe

Pelare le patate, lavarle, tagliarle a fette di circa mezzo centimetro di spessore, cuocere a vapore finché non saranno cotte ma ancora sode. Salare. Lasciare raffreddare.
Ammorbidire la gelatina in una ciotola con acqua fredda per 10 minuti, scolarla e scioglierla a bagnomaria.
Amalgamare la panna con la gelatina sciolta, il succo di limone sale e pepe.
Attenzione per evitare che si formino fili di gelatina o grumi unire un mestolo di panna a temperatura ambiente alla gelatina mescolando rapidamente con la frusta, aggiungere un altro mestolo sempre continuando a mescolare, quindi unire il composto di panna e gelatina alla panna rimanente.
Versare un po' di panna in uno stampo rettangolare (le mie erano 4 terrine da 12 cm x 4 cm) formando uno strato sottile sul fondo. Porre lo stampo in frigo finché la panna si sarà rappresa. Adagiare sulla panna uno strato di patate lessate cercando di lasciare libero un piccolissimo margine intorno ai bordi dello stampo, versare sulle patate poca panna con gelatina, far rapprendere in frigo, continuare alternando strati di patate e sottili strati di panna con gelatina e riposo in frigo, fino al bordo della terrina chiudere con un sottile strato di panna con gelatina.
Lasciare riposare in frigo per almeno 3 ore.
Al termine rifilare i bordi della terrina eliminando la panna in eccesso, sformare.



Gamberi croccanti al limone

16 gamberi
olio extravergine di oliva
aglio
scorza grattugiata di limone non trattato

Lavare e pulire i gamberi, saltarli in padella con aglio e olio fino a renderli croccanti, fuori dal fuoco spolverarli con la scorza di limone grattugiata

Crema di patate al limone
200 g. di patate
scorza grattugiata di limone non trattato
olio extravergine di oliva
sale

Cuocere le patate in abbondante acqua salata, lasciare leggermente raffreddare, pelarle. Emulsionarle con olio extravergine di oliva q. b. per ottenere una crema morbida e vellutata, salare, aromatizzare con la scorza grattugiata del limone. Tenere al caldo.

Crumble di prezzemolo

100 g. di burro tagliato a pezzetti e congelato
100 g. di farina 00
10 g. di prezzemolo

Passare rapidamente il burro ancora congelato, la farina e il prezzemolo nel mixer fino ad ottenere delle briciole. Trasferire su una placca protetta da carta forno distribuire uniformemente ma non compattare, cuocere per circa 30 minuti a 160° non deve dorare.


http://www.mtchallenge.it/2017/03/05/mtc-n-64-la-ricetta-terrine/

domenica 12 marzo 2017

Quanti modi di fare e rifare il gulasch di manzo



Buona domenica, ci ritroviamo anche oggi nella cucina della Cuochina, cucineremo un tipico piatto Altoadesino il Rindsgulasch, il gulasch di manzo.
Ero curiosissima di assaggiarlo, quell'intingolo piccantino e corposo mi intrigava da tempo, poi tra una cosa e l'altra in tanti anni non l'ho mai preparato.
Ci voleva proprio la Cuochina!
Ed ecco che neppure stavolta l'ho preparato!
Precisamente la mia anima partenopea è straripata abbracciando il gulasch che in cottura sembrava così tanto simile alla nostra carne e patate arrecanata che non ho potuto resistere, una patata alla fine c'è cascata :-)
E il mio gulasch partenotirolese? Una delizia, ha conquistato tutti … certo che lo rifaremo!
Grazie alla Cuochina per la bellissima ricetta e ancora una volta …. quante cose impariamo con la Cuochina!

250g di manzo (per me bianco costato)
1 patata media
100g di passata di pomodoro
1 cipolla
brodo qb
1 cucchiaio di olio
1 spicchio d'aglio
alloro
maggiorana
cumino
paprika
peperoncino
sale

In una capiente pentola far appassire a fuoco lento la cipolla tritata finemente in un cucchiaio di olio. Insaporire con un cucchiaino di paprika e mezzo peperoncin. Aggiungere la carne tagliata a grossi dadi e far soffriggere per qualche minuto, unire poi la passata di pomodoro, l'aglio, due foglie di alloro, un pizzico di cumino e un cucchiaino di maggiorana, il brodo ed il sale. Mescolare.
Cuocere a fuoco moderato, coperto, per 2 o 3 ore mescolando di tanto in tanto per evitare che la carne si attacchi sul fondo.
A cottura la carne deve risultare morbida e tenera.
Una mezz'oretta prima della completa cottura unire una patata tagliata a tocchetti, mescolare, continuare a fuoco moderato fino a che la patata risulterà cotta ma non disfatta.
Al termine, togliere l'aglio e le foglie di alloro, servire il gulasch e patate ben caldo. 

 
Il prossimo mese siamo di nuovo qui dalla Cuochina, cucineremo il Tagano agrigentino, ci portiamo avanti per Pasqua!

http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/2016/08/la-cucina-regionale-della-cuochina_28.html

lunedì 27 febbraio 2017

La mia red velvet beetroot per il club del 27



Solo per i più coraggiosi, e io ne sono parte!
Sono orgogliosa di partecipare ad una nuova iniziativa di MTChallenge, il Club del 27 che raccoglie gli amanti, gli appassionati, di MTC, i fans più fanatici che non si accontentano “solo” di una sfida al mese ma devono cimentarsi tutti i giorni :-)


Un Club in cui si cucina, si chiacchiera, si mangia e si ingrassa, tra amici, come a casa, e come sempre si impara.
L'idea è di approfondire il tema del mese di MTChallange attraverso la sperimentazione di piatti collegati proprio alla ricetta della sfida.
Questo mese il tema è il fried chicken che abbiamo fritto fino al 25 e contemporaneamente noi del Club del 27 abbiamo studiato, sperimentato, preparato e condiviso le più favolose layer cakes in tipico style USA.
Io ho preparato una red velvet beetroot cake farcita con un classico cream cheese frosting.
La torta è realmente un velluto e, proprio come le prime red velvet, di red ha solo una leggera sfumatura del color cioccolato, non per questo è meno d'effetto delle più famose e fashion cakes rosso brillante ed è sicuramente più sana e leggera.
Ma non perdiamoci nessuna delle favolose layer cakes del Club del 27, io le ho viste in anteprima e vi assicuro che sono una più favolosa dell'altra, tutte da provare!


Per la torta
230 g di farina autolievitante
100 g di cioccolato
125 g di burro salato
10 g di cacao (facoltativo)
3 uova grandi
200 g di zucchero di canna
250 g di barbarietola grattugiata

Accendere il forno a 180 gradi e imburrare bene uno stampo rotondo da 18 cm di diametro.
Far fondere il burro e il cioccolato a bagnomaria. Mettere da parte.
Montare le uova con lo zucchero e quando sono belle spumose, aggiungere la barbabietola grattugiata finemente; unire il cioccolato e il burro fusi, mescolando bene per far amalgamare tutti gli ingredienti. In ultimo, la farina setacciata (eventualmente con il cacao).
Versare il composto nello stampo e far cuocere a 180 gradi per 35/40 minuti farà fede la prova stecchino.



Per il cream cheese frosting di Martha Steward

113 g di burro a temperatura ambiente
226 g. di formaggio spalmabile tipo cream cheese
125 g. di zucchero a velo
qualche goccia di estratto di vaniglia.

Nella planetaria montare il burro a velocità sostenuta per 2 minuti, unire il formaggio e continuare ancora per 2 minuti. Aggiungere lo zucchero e la vaniglia, montare ancora per 2 minuti.



Per farcire e ricoprire adeguatamente una torta dal diametro di 18 cm è necessaria una doppia dose. Io non l'avevo fatta così ho completato la decorazione con panna montata zuccherata.


L'immagine può contenere: sMS

sabato 25 febbraio 2017

Pollo fritto mediterraneo con marmellata di cipolla rossa di tropea e melannurca e dip alla buona per MTC#63



Non friggo mai, le occasioni di frittura a casa mi si contano sulle dita di una sola mano, feste comandate e poco altro, sarà perché sto quasi sempre a dieta o anche per un certo salutismo di base mutuato dalle abitudini di cucina di mia mamma, opposte a quelle di mia nonna, ma soprattutto la causa è la mia la smodata, irrefrenabile, passione per il fritto che se seguita mi porterebbe a raggiungere, presumibilmente in breve tempo, forma sferica.
Quindi come si dice dalle mie parti tolgo l'occasione e non friggo.
Per questo motivo la sfida dell'MTC di questo mese proposta da Silvia è stata accolta dai miei con entusiasmo stratosferico, il pollo fritto è stato agguantato e divorato quasi senza arrivare in tavola.
Ora mi sa che non posso esimermi dal rifarlo, almeno secondo quella vocina furbamente ingenua che ripeteva, brandendo un osso semispolpato, “mamma, ora hai imparato, puoi farlo sempre, ogni domenica”, scacco matto :-)
Ecco il mio fried chicken mediterraneo

Per la ricetta ho seguito esattamente le indicazioni di Silvia che sono qui e a cui rimando.

I passaggi cardine per preparare un ottimo pollo fritto sono: la marinatura, la panatura e la cottura

Marinatura per 1000/1300 g di pollo con ossa e pelle a pezzi

Latticello homemade
250 g latte parzialmente scremato
250 g yogurt magro
10 ml succo di limone filtrato

In una ciotola versare lo yogurt e il latte e stemperarli, alla fine unire il succo di limone. Lasciare a temperatura ambiente per 15 minuti circa e quindi versarlo sul pollo, coprire con la pellicola e mettere in frigo per almeno 4 ore, meglio se tutta la notte.


Pollo fritto

Panatura con farina

Ingredienti per 1000/1300 g di pollo con ossa e pelle

1,5 l olio per friggere di semi di mais
200 g farina
sale
pepe

Rimuovere il pollo dalla marinatura, lasciarlo scolare sopra una gratella posta su un foglio di carta da forno per mezz’ora almeno. Sistemare farina, sale e pepe dentro un sacchetto alimentare capiente.
Prendere 3 pezzi di pollo metterli nel sacchetto, chiudere ed agitare finché tutti i pezzi non saranno ben infarinati. Scuoterli per eliminare la farina in eccesso, sistemarli sul un piatto da portata.
Procedere panando il resto del il pollo.
In una casseruola dai bordi alti versate l’olio e scaldarlo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.
Per chi non possiede un termometro basta fare la classica prova col pezzetto di pane immergendo un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.
Immergere nell’olio 3 pezzi di pollo alla volta. Il pollo appena immerso friggerà formando molte bolle grandi e man mano che si cucinerà le bolle diminuiranno sempre più. Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, dopo circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo, scolarlo dall’olio ed appoggiarlo sul carta assorbente.
Una volta asciutto, è possibile tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa.


La sfida prevedeva una ricetta creativa, ho pensato ad un'impanatura mediterranea e saporita con prezzemolo e pecorino

Pollo fritto mediterraneo

Ingredienti per 1000/1300 g di pollo con ossa e pelle

5 uova medie
200 g farina
200 g pane grattato
due cucchiai di prezzemolo tritato
4 cucchiai di pecorino grattugiato
sale
pepe
1,5 l olio per friggere di semi di mais

Rimuovere il pollo dalla marinatura, lasciarlo scolare sopra una gratella posta su un foglio di carta da forno per mezz’ora almeno.
In una ciotola che possa contenere almeno 3/4 pezzi di carne alla volta, mescolare le uova con una forchetta, salare (poco) e pepare.
Preparare il pangrattato passandolo per pochissimo nel mixer con il prezzemolo e il pecorino grattugiato.
Sistemare il pan grattato e la farina in altre due ciotole distinte altrettanto capienti.
Prendere tre pezzi di pollo alla volta, passarli nella farina pressando leggermente le carni e scuotendoli per eliminare la farina in eccesso. Poi immergerli nell’uovo ed infine passarli nel pan grattato pressando nuovamente le carni.
Appoggiare il pollo su un piatto da portata e procedere con la panatura di tutto il pollo.
Procedere alla frittura come descritto sopra.
Una volta asciutto, è possibile tenere al caldo il pollo fritto nel forno preriscaldato a 120°C circa.

Salsa di accompagnamento


Confettura di cipolla rossa di tropea e melannurca di Salvatore De Riso

200 g di melannurca pelata e tagliata a pezzettini
300 g di cipolla rossa di tropea pulita e tritata finemente
400 g di zucchero
1 g di sale fino
15 g di succo di limone

Disporre le cipolle e le mele in una casseruola a fondo spesso, unire lo zucchero e il sale, cuocere a fuoco basso mescolando con un cucchiaio di legno fino a portare il composto a 105°. Aggiungere il succo di limone e dopo un minuto spegnere. Frullare col mixer ad immersione per pochi secondi dino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso. Versare la confettura in vasetti sterilizzati ( 6 da 110g). Chiudere con i coperchi, pastorizzare in forno preriscaldato a 130° per 12 minuti.

Dip casalingo

Avevo pensato ai pomodori verdi fritti anche per omaggiare lo splendido articolo di Valentina, li avevo anche in frigo, ma sul momento mi sono lasciata ispirare dal tono mediterraneo che aveva preso il mio pollo tra sapori campani e profumi di casa e ho preparato delle frittatine di pane, un classico del riciclo, almeno a casa di mia suocera e quindi, insieme col maritino, a casa mia :-)
Finito di impanare, è peccato buttare pangrattato e uova rimaste, si uniscono, si mescolano, eventualmente unendo altro pangrattato se il composto fosse troppo lento o, al contrario, una goccina di latte se fosse troppo sodo, fino ad ottenere un composto morbido ma consistente che una volta schiacciato viene fritto.
Un dip alla buona ma d'effetto
Con questo post partecipo alla sfida n. 63 di MTChallenge.
http://www.mtchallenge.it/2017/02/05/mtc-n-63-la-ricetta-della-sfida/ 

domenica 19 febbraio 2017

Vesuvio con cozze e patate



Lo scorso mese abbiamo vissuto una meravigliosa esperienza comunitaria di conoscenza e condivisione con il raduno MTC, per me il primo.
L'ho vissuto proprio come bambina incantata in un luccicante e colorato negozio di caramelle, occhi a cuoricino e sorriso a 360° ben stampato.
Al termine del raduno, dove ha brillato la perfetta, attenta e sollecita organizzazione di Fabio, “santo subito” perché ha fatto miracoli, è arrivato anche il regalino, è che regalino …. poteva mancare la bomboniera!
Deliziosi assaggi di Napoli tra cui un prodotto d'eccellenza con cui misurarsi, la rinomata pasta Gentile.
Come resistere a tanta bontà bisognava subito provare!
Durante il raduno abbiamo assaggiato pasta patate e provola, poi ne abbiamo parlato per un po', mi è sembrato carino riprendere il tema della pasta e patate proponendola in un'altra versione, napoletanissima e molto goduriosa, con le cozze.

Per 4 persone

250 g di Vesuvio Gentile
500 g di cozze
200 g. di patate
limone di Sorrento non trattato
aglio
prezzemolo
peperoncino
olio extravergine di oliva
sale


Lavare e pulire con attenzione le cozze, farle aprire con pochissima acqua a fuoco medio coperto. Raffreddare. Sgusciare le cozze, filtrare e conservare il sugo di cottura.
In una capiente padella soffriggere aglio, olio e peperoncino. Quando l'aglio sarà dorato unire le cozze e il loro sughetto. Cuocere per qualche minuto giusto per insaporire il sughetto, attenzione a non farlo asciugare troppo. Eliminare l'aglio.
Cuocere le patate in abbondante acqua salata, lasciare leggermente raffreddare, pelarle. Emulsionarle con olio extravergine di oliva q. b. per ottenere una crema morbida e vellutata, salare, aromatizzare con la scorza grattugiata del limone. Tenere al caldo.
Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata. Scolare a cottura.
Saltare delicatamente la pasta in padella nel sugo delle cozze, impiattare su crema di patate, spolverare con prezzemolo tritato. Servire.


martedì 14 febbraio 2017

Dolce passione



Riflettevo su San Valentino, cuori nelle vetrine, cioccolato e cioccolatini, fiori e bigliettini, su quanto queste manifestazioni effimere e superficiali siano lontane dalla realtà della vita e dalle passioni che la animano.
È la passione per ciò che amiamo che muove le nostre esistenze, ci trasporta e ci trascina, conducendoci per strade mai immaginate, ci parla e non si spiega ma insegna e ci spinge a cercare,  a comprendere e a crescere ad ogni età, rendendoci  in definitiva vivi.
Teniamoci strette le nostre passioni.


Per la pasta all'uovo al cacao
90 g di farina tipo 0
20 g di cacao
1 uovo

per il ripieno
50 g. di cuscus precotto
20 g. di cioccolato fondente
15 g. di mandorle pelate
15 g. di pistacchi dolci
15 g. di zucca candita
2 ciliegine candite
1 cucchiaino di cannella in polvere

per completare

1 pera piccola
2 cucchiai di zucchero
burro q.b.
cannella

peperoncino in polvere


Preparare il cuscus utilizzando del burro al posto dell'olio. Una volta pronto sgranarlo e lasciarlo raffreddare. Tostare in padella le mandorle, tritarle, tritare anche i pistacchi e, separatamente, il cioccolato e la zucca e le ciliegine candite.
Unire al cuscus freddo il cioccolato, la zucca candita, la cannella, le mandorle e i pistacchi, mescolare.
Setacciare la farina e il cacao sulla spianatoia formare una fontana al cui centro mettere le uova. Con una forchetta sbattere le uova, quindi, sempre con la forchetta, unire una parte della farina prendendola dall'interno della fontana, continuare aggiungendo altra farina fino ad ottenere un composto piuttosto denso. A questo punto coprire le uova con la rimanente farina, inserendo sotto una sottile spatola e sollevando questo amalgama sul centro premendo. Continuare tutto intorno finché la farina non sarà quasi tutta assorbita.
Continuare la lavorazione a mano facendo rotolare brevemente e delicatamente l'impasto sulla spianatoia con una pressione verso l'esterno, non verso il basso, fino a quando l'impasto sarà liscio al tatto.
Raccogliere al centro le pieghe formando un bottone, premere sul centro. Sistemare la pasta nella fontina con il bottone rivolto sul fondo, coprire a campana, lasciare riposare per 20 – 30 minuti.
Al termine tirare la sfoglia sottilmente (io uso la macchinetta fermandomi al numero 5) formare i ravioli riempiendoli in maniera adeguata con il cuscus facendo ovviamente attenzione che il ripieno non fuoriesca, ritagliarli con uno stampino, nel mio caso mielosamente a forma di cuore.
Sbucciare la pera, privarla del torsolo, affettarla sottilmente, saltarla in padella a fuoco medio con due cucchiai di zucchero, una nocciolina di burro, aromatizzare con cannella. Coprire e continuare la cottura a fuoco debole fino a quando le fettine saranno morbide e dolcemente caramellate.
Lessare i ravioli in abbondante acqua bollente leggermente salata, sono cotti quando risalgono a galla. Scolarli, condirli con il sughetto delle pere .
Servire i ravioli con le pere caramellate e una spolverata di peperoncino.