venerdì 20 dicembre 2019

Snowball al panforte


Eccoci alla terza tappa del FLASH MOB sui dolci senesi organizzato dal Calendario del Cibo Italiano in collaborazione con il CNA di Siena che oggi ha per protagonista il panforte.
Da piccola, curiosa come ero del cibo ed attratta dalla pubblicità, all'epoca c'era ancora il Carosello, il panforte lo ho assaggiato, rigorosamente industriale, quello della pubblicità :-), comprato al coloniali da una madre perplessa e rassegnata all'insistenza della bambina. Finì lì, esperienza non replicata, non devo aggiungere commenti :-)
Ma il panforte artigianale fresco, appena fatto come si trova nei forni a Siena è un'esperienza paradisiaca, un altro continente, i sentori di miele che si sposano con l'arancia, le mandorle, la nota speziata … ci dovete andare a Siena per gustare queste prelibatezze :-)
Io poi ho assaggiato il top, i prodotti del Forno di Ravicciano spettacolari, prelibatissimi, una goduria per il palato. Il panforte letteralmente si scioglie in bocca, una cosa sublime che bisogna solo provare.
Per questa tappa del FLASH MOB dovevo preparare una ricetta col panforte, qualcosa di particolare si ma che stesse bene col sapore deciso, spiccatamente aranciato e mieloso che sentivo ripetendo l'assaggio alle mie fettine di panforte che, poverine, scomparivano  mentre io assaggiavo, valutavo, elaboravo … :-)
Alla fine ho pensato ad un ingrediente “neutro” che non fosse invasivo rispetto al nostro protagonista così ho optato per dei dolcetti al cocco al cuore di panforte.
Provateli, vi stupiranno.

Ingredienti per 4 persone

90 g di farina di cocco
60 g di zucchero a velo
2 cucchiai colmi di panna fresca da montare
un pizzico di sale
un cucchiaio di panforte tritato


Mescolate in una ciotola la farina di cocco, il sale, lo zucchero a velo, unite panna mescolando prima con una forchetta poi con le mani.
Impastate bene fino ad ottenere un composto omogeneo, formate delle palline inserendo al cento qualche pezzetto di panforte tritato.
Decorate passando le palline in altra farina di cocco e servite

mercoledì 18 dicembre 2019

Fruit mince truffles



In fondo in fondo, mentre ci perdiamo abbagliati negli infiniti meandri del consumismo, alla ricerca spasmodica del nuovo, del diverso, di quell'oggetto che possa colmare la nostra fame esistenziale, in una incessante e frustrante corsa alla sostituzione, aspiriamo all'eternità, la trascendenza che si realizza nella infinita ripetizione dell'ancora, l'insistenza sullo stesso, ancora come oggi, ancora come adesso, … ne voglio ancora … e ancora, ancora, ancora …
Cosa rappresenta l'infinito nel mondo della cucina se non una mince pie, una tortina incantata, fatta per durare che, anzi, col tempo matura, migliora, si trasforma, si accentua nei suoi sentori e consistenze come un greve frutto maturo, giusto per continuare nelle citazioni psicologico – letterarie :-)
E il segreto della durata in cucina come nella vita resta un mistero e dura finchè si custodisce il suo segreto, finchè desta meraviglia e suscita il desiderio ancora e ancora …
Insomma le nostre micepie più sono buone più si fanno mangiare, più si fanno mangiare più sono buone :-)
Io ve ne ho preparato una versione truffle molto intrigante per la componente alcolica che ho sentito rafforzarsi e modificarsi nei giorni in cui ho lasciato “maturare” il mincemeat e che ancora sento cambiare nei truffle e sono curiosa ogni giorno del sapore che i miei cioccolatini avranno domani e dopo ancora, finchè resistono :-)
Ma non perdetevi la carrellata di specialissime, insolite e prelibate micepie che abbiamo preparato per voi, le trovate tutte qui su MTChallenge.

Ingredienti per 20 – 25 truffle

per il mincemeat
250g di datteri snocciolati, tritati finemente
50g uva sultanina tritata
25 g di noci pecan tritate finemente
30 g di suet o, in mancanza, burro
125 g di mela leggermente acidula grattugiata (1 mela grande)
la scorza di un limone
50 ml di brandy
noce moscata appena grattugiata
1 pizzico di cannella in polvere

per i truffle
400 g di cioccolato fondente di buona qualità, tritato
2 cucchiai di panna
2 cucchiai di brandy
2 cucchiai di mincemeat
2 cucchiai di mandorle leggermente tostate tritate grossolanamente

Per il mincemeat:
In una ciotola capiente mescolate bene tutti gli ingredienti, coprite con una pellicola e trasferite in frigo a riposare anche per qualche giorno.
Sciogliete sul fuoco a temperatura moderata 200 g di cioccolato e la panna mescolando fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo e facendo attenzione a che non si riscaldi troppo.
Unite il brandy, il mincemeat e le mandorle, coprite con pellicola e conservate in frigo per 3-4 ore, o, comunque, fino ad ottenere un composto piuttosto solido.
Al termine formate delle palline che sistemerete su vassoi protetti da carta forno, riponetele nel congelatore per qualche ora.
Temperate i 200 g di cioccolato rimanente o, in mancanza, scioglietelo a temperatura bassissima cecando di riscaldarlo il mimino possibile. Con l'aiuto di una forchetta immergete i truffle nel cioccolato scuotendo la forchetta per eliminare l'eccesso di cioccolato prima di trasferire i truffle su un vassoio coperto da carta forno.

mercoledì 11 dicembre 2019

Ricciarelli “tiramisù”



Eccoci ad un'altra tappa del nostro FLASH MOB dedicato alle specialità dolciarie senesi e realizzato dal Calendario del Cibo Italiano in collaborazine con il CNA di Siena.
In occasione della Giornata Nazionale dei Ricciarelli il Calendario del Cibo Italiano presenta una strordinaria e, credetemi, inperdibile carrellata di ricette assolutamente particolari e prelibate realizzate con l'etereo pasticcino simbolo, insieme al panforte e il panpepato, di Siena.
Ma quante altre squisitezze uniche ci sono a Siena … io un viaggetto gastronomico lo programmerei :-)
Un dolce dalla bontà e semplicità infinita racchiuse in un'eterea consistenza croccante e cedevole, questo il ricciarello che ci hanno fatto conoscere Fabio e Giolisca del Forno di Ravacciano nella tappa del blogtour dedicata all'arte bianca senese.
Così da solo un incanto, intinto nel vinsanto il paradiso!
Ed io vi porto in paradiso se volete :-)
Pensavo genericamente con i ricciarelli ci faccio un tiramisù, hanno un aspetto simile ai savoiardi, una consistenza diversa … ma potrebbe andare … poi li ho inzuppati nel vinsanto, quello buono fatto dal papà di Giolisca ed ho cambiato idea, non ci faccio un tiramisù, sono un tiramisù :-)
Ed ecco i miei ricciarelli “tiramisù” leggermente intinti nel vinsanto, uniti da una goduriosa crema che tira proprio su e completati dal tocco deciso dell'arancia semicandita, un fine pasto niente male, provateli e fatemi sapere …

Ingredienti per 4 persone

16 ricciarelli
vinsanto
crema tiramisù
fettine di arancia semicandita

per la crema tiramisù
63 g di crema pasticcera
150 g di cioccolato bianco
175 g di mascarpone
125 g di panna montata

per le arance semicandite

100 g di arance tagliate a fettine
100 g di zucchero

Preparate le arance semicandite disponendo in una pentola dal fondo pesante uno stato di arance e uno di zucchero alternando, fino ad esaurimento, gli ingredienti. Lasciate insaporire per 1 ora.
L'arancia rilascerà il suo sughetto.
Cuocete per 5 minuti dal bollore. Lasciate nella pentola per 24 ore.
Il giorno successivo prelevate le fette, trasferitele in frigo, in un contenitore ermetico, separandole dal sughetto che si può conservare a parte.
Scaldate la crema pasticcera a 40°C, unite il cioccolato bianco fuso e incorporatevi, mescolando dal basso verso l'alto, la panna montata con il mascarpone. Conservate in frigo.
Pennellate leggermente i ricciarelli con il vinsanto, con l'aiuto di un sac à poche unite i ricciarelli due a due con un generoso ciuffo di crema. Completate con una fettina di arancia semicandita e una spolverata di zucchero a velo. Consevate in frigo fino al momento di servire.

martedì 3 dicembre 2019

Pici “pepati” allo stravecchione



La scorsa settimana siamo col Calendario del Cibo Italiano siamo stati a Siena ospiti della Confederazione Nazionale dell'Artigianato.
Giornate vivaci, piene, dense di visite e assaggi circondati dalla premurosa accoglienza del CNA e degli artigiani senesi che ci hanno aperto i loro laboratori.
Al forno di Ravacciano, nella struttura che fu dell'antico forno Parenti, un pezzo della storia di Siena, Fabio e Giolisca, l'ultima generazione della tradizione centenaria del forno, ci hanno ci hanno introdotto ai “segreti” della pasticceria senese tra ricciarelli, cavallucci, panforte e panpepato, immersi nei profumi speziati e caldi che aleggiavano dai forni …. giusto un gradino prima del paradiso :-)
I segreti no, non li sveliamo, io personalmente non sarei in grado di tradurre in parole il complesso di competenze e saper fare, manualità e sapienza antica che ci è stato mostrato, ma potrebbero anche esserlo perchè come ci raccontava Giolisca, i loro “segreti” fuori dal loro forno non funzionano più.
Quanto abbiamo assaggiato … oltre ai dolci tradizionali, il pecorino, i salumi di cinta senese, il cinchiale, i pici, il cavolo nero, i fagioli e l'olio novello, i crostoni … tutta Siena nel piatto!
Reduce da una tale sinfonia articolata di sapori, aromi e consistenze, ho pensato di preparare per la Giornata Nazionale del Pampepato del Calendario del Cibo Italiano un piatto che ricordasse la sapida robustezza ma anche la dolce scioglievolezza della cucina toscana che ho consciuto a Siena.
Ho pensato a dei pici, rigorosamente preparati a mano, per i quali chiedo venia ai senesi, avvolti da una vellutata ed aerea emulsione di pecorino stravecchione, pepati si, ma col panpepato saltato in padella in olio e rosmarino come si fa con le noci del pan coi santi.
Insomma ho messo in questo piatto tutte le suggestioni, gli accostamenti e le strutture aromatiche che rappresentano la mia percezione di Siena.
Il tutto condito dal magnifico panpepato del forno di Ravicciano, che è una cosa deliziosa, sublime, unica, dall'impasto duro e cedevole, al croccante dorato delle mandorle tostate, ai sentori dolci e le moleplici note aromatiche che ci conducono, in un crescendo equilibrato, al picco pizzicosamente pepato.
Che vi devo dire di più, non ho avuto pace fino a che non l'ho finito :-)
E dei miei pici che vi devo dire … assaggiateli e ditemi voi :-)

Ingredienti per 6 persone

420 g di pici
100 g di pecorino senese “stravecchione” grattugiato
sale
1 fettina (50 - 70g) di panpepato
olio extravergine di oliva (meglio se toscano)
rosmarino

Cuocete i pici in abbondante acqua salata in ebollizione.
Nel frattempo riducete il panpepato a pezzettini non troppo piccoli.
Saltate in padella il panpepato in un cucchiaio di olio già a temperatura aromatizzando con un rametto di rosmarino fino ad ottenere delle “briciole” dorate e croccanti.
Trasferite le briciole ben scolate su carta da cucina e mettete da parte.
Appena i pici saranno giunti a cottura, scolateli, ma non completamente lasciando quel pochino di acqua che possa sciogliere il pecorino e non fare ammassare la pasta.
Scolateli e trasferiteli in una capiente ciotola e conditeli quindi con lo stravecchione grattugiato e mescolate velocemente con movimenti rotatori in modo da creare la caratteristica cremina.
Spolverate con le “briciole” di panpepato.
Servire ben caldi e croccanti.

lunedì 2 dicembre 2019

Una mice pie è per sempre!


Quest'anno su MTChallenge pioveranno mice pie.
Insolite, particolari, mai scontate le mice pie più trendy le troverete solo su MTChallenge ... fra qualche settimana però :-) diamogli il tempo di maturare :-)
Questo è il mio micemeat, ne farò dei trufflé ....
Quando? il 18 dicembre, in tempo per Natale :-)
E voi non volete preparare la vostra mice pie?
Segiteci su MTChellenge, troverete tante idee per favolose mice pie.
Scegliete e preparate anche con noi la vostra mincemeat .... ci rivediamo il 18 dicembre!